Conte: "Il no al Real? Non salgo sui treni in corsa, aspetto giugno. Juve dominante, Italia in risalita"

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L'ex allenatore di Chelsea, Juventus e Nazionale ha parlato a margine della premiazione della Panchina d'Oro spiegando il suo no al Real Madrid, che lo aveva cercato per sostituire Lopetegui, e commentando le prestazioni dell'Italia e dei bianconeri di Allegri

Antonio Conte vuole tornare ad allenare in Italia. Senza fretta, aspettando il progetto giusto. E ovviamente considerando sempre tutte le opzioni all'estero. La conferma arriva dal diretto interessato, che ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine della cerimonia di consegna della Panchina d'Oro, il premio per il miglior allenatore della passata stagione (vinto da Allegri), commentando la sua scelta di non andare al Real Madrid, che lo aveva cercato per sostituire Lopetegui: "Futuro? Credo che per un allenatore del mio livello sia meglio aspettare l’inizio di una nuova stagione e non prendere treni in corsa, come poteva essere quello del Real Madrid. Preferisco attendere giugno e poi iniziare un percorso con una nuova squadra. In questo momento non sento la necessità di tornare subito ad allenare e quindi rimango di questa idea, ma magari tra due mesi cambio idea e mi smentisco da solo (ride, ndr). Anche in Serie A? Certo, anche perché da italiano per me è sempre un piacere stare in Italia. Poi il livello del nostro calcio sta crescendo, l’unico problema come detto è che la Juventus sta allargando troppo il divario con le altre. Di certo in Italia sto bene e mi piacerebbe tornare a lavorarci, senza trascurare ovviamente l’estero".

La questione Ramos

Prima di rispondere alle nostre domande, Conte ha partecipato al dibattito tecnico tra gli allenatori all'Auditorium di Coverciano, replicando anche alle parole di Ramos, che proprio nei giorni della trattativa tra Conte e il Real aveva avvisato l'ex Ct azzurro con parole molto forti ("Il rispetto si conquista e non si impone", aveva detto a proposito di Conte. "Ci sono diversi allenatori con i quali abbiamo vinto titoli. La gestione dello spogliatoio è più importante rispetto alla conoscenza di un allenatore"). Oggi la risposta al capitano del Real: ""Le parole di Sergio Ramos? Noi dobbiamo portare educazione e rispetto quando arriviamo in una squadra e altrettanto dobbiamo avere dai calciatori. Perché quando questa viene meno, iniziano dei problemi. Noi abbiamo una grande cultura del lavoro" - ha continuato -. "E quando entri un ambiente nuovo non puoi stravolgere tutto, ma devi entrare piano piano. Il mio futuro? Sono sereno, ora voglio aggiornarmi e parlare con gli altri allenatori, aspetto il prossimo anno".

"Italia, continua così"

Nella testa e nelle parole di Conte non solo il proprio futuro e il commneto a Ramos, ma anche l'Italia e la Juventus, due realtà alle quali l'allenatore sarà sempre legato. A cominciare proprio dall'azzurro, che tante soddisfazioni gli ha regalato: "Coverciano è stata casa mia nei due anni in cui ho fatto il commissario tecnico, per questo la ricordo sempre con grande affetto e grande commozione. Abbiamo fatto due anni bellissimi, molto intensi, soprattutto in quel mese durante l’Europeo. E’ rimasto molto affetto nei miei confronti anche perché evidentemente qualcosa abbiamo lasciato e siamo riusciti probabilmente a trasmettere emozione ed entusiasmo. Mancini? Credo che la Nazionale sia all'inizio di un nuovo percorso e che Roberto sia la persona giusta per cominciare questa strada. Vedo tanti giovani bravi, penso che nelle ultime due partite l’Italia abbia espresso un buon calcio con buona intensità, cose che lasciano ben sperare per il futuro. Bisogna avere un po’ di pazienza sapendo che parliamo sempre e comunque dell’Italia e che quando arrivano le competizioni che contano sappiamo sempre farci rispettare. La mancata qualificazione al Mondiale è stato un colpo duro, ma non bisogna guardare al passato bensì proiettarci in avanti per costruire qualcosa di bello ed evitare che ricapiti una cosa del genere".

"Juve dominante, ma non mi sorprende"

Infine, ma non ultima, la sua Juventus. Che Conte vede dominante ancora a lungo, a meno di una netta accelerata da parte delle altre squadre: "L’andamento della Juventus non mi fa particolare effetto anche perché quello dei bianconeri è solo il frutto del lavoro straordinario che la società, l’allenatore e i giocatori stanno facendo. Non mi sorprende per nulla, anzi è inevitabile che le altre squadre ora devono darsi una mossa e cercare di fare qualcosa in più perché il solco che i bianconeri hanno creato con le altre formazioni è nettissimo. Ronaldo? Nessun rimpianto che si arrivato solo ora alla Juventus. Nel mio periodo ho avuto giocatori fortissimi che mi hanno reso orgoglioso."

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