Fiorentina-Inter, Muriel: "Vendevo biglietti della lotteria, voglio Coppa Italia in viola"

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L'attaccante colombiano si racconta alla Gazzetta dello Sport: "La rete che sogno è quella che potrebbe regalare la Coppa Italia, in questa città un trofeo manca da troppo tempo. L'Inter? Se vogliamo l'Europa attraverso il campionato dobbiamo batterli". E ricorda: "Quando ho incontrato Ronaldo, il Fenomeno, mi mancavano le parole. Per fortuna ho una foto con lui, l'ha scattata Cuadrado"

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Tornato in Italia a gennaio dopo l'anno e mezzo trascorso nella Liga con la maglia del Siviglia, Luis Muriel ha le idee chiare: vuole prendere per mano la Fiorentina, con la quale ha già realizzato tre reti, e spingerla verso traguardi importanti. Il ritorno in Europa, ma anche la vittoria di una competizione, quella Coppa Italia nel mirino dei viola di Pioli, arrivati fino alle semifinali e attesi mercoledì 27 febbraio dalla partita di andata contro l'Atalanta al Franchi.

Muriel e le origini

Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, l'attaccante colombiano si è raccontato a tutto tondo. Partendo dalle origini umili dai sacrifici compiuti sin da bambino, con un papà tassista che manteneva la famiglia ma non poteva garantirgli tanti agi: "Allora decisi di andare per le strade di Santo Tomas, il mio paese, a vendere i biglietti della lotteria. Quella è stata la partita più dura della mia vita. Non dovevo segnare gol ma dovevo convincere la gente ad acquistare quel tagliando che mi avvicinava al mio amato pallone. Ora ho aperto un ristorante a Santo Tomas dove lavorano i miei fratelli Jesus Alberto e Luis Alberto. Niente piatti italiani, solo cucina della mia terra". Il primo idolo è stato Ivan Valenciano ("Giocava nello Junior Barranquilla, ha disputato anche alcune partite con l’Atalanta"). Poi, è arrivato Ronaldo, il Fenomeno. Sempre adorato, ma con un rimpianto: "Non sono mai riuscito a parlargli - ricorda Muriel - l’ho incontrato una volta in Cile, in Coppa America. Eravamo nello stesso albergo. Alcuni miei compagni di nazionale lo andarono a salutare. Io ero dietro di loro, ma non riuscivo ad aprire bocca per l’emozione. Ero paralizzato. Per fortuna Cuadrado mi scattò una foto con il Fenomeno, uno scatto che conservo ancora".

L'intesa con Chiesa e il rito pre-partita

Oggi la famiglia è tatuata sul suo corpo ("Ci sono le mie donne, a cominciare da nonna Elbia che non c’è più. Poi c’è mamma Elisabeth, la mia prima tifosa, e infine le mie figlie Maria Camilla, Maria Paola e Maria Celeste") e agli scatti fotografici sono subentrati quelli sul campo. A Firenze, con Federico Chiesa è una sfida aperta: Contro la Spal ha fatto un’accelerazione a 34 orari. Sarei curioso di vedere una sfida sui 100 metri tra lui e Cuadrado. Rispetto a Juan, però, Fede ha più fisico e più gol nelle gambe" spiega Muriel, che vede nel gruppo il vero segreto della Fiorentina: "Prendete Simeone: nelle ultime partite è stato il giocatore decisivo, il dodicesimo titolare. Il Cholito è un ragazzo splendido ed è molto apprezzato da tutti nel gruppo. Essere bravi partendo dalla panchina vuol dire avere tanta forza morale dentro". E ancora: "A fine allenamento quando andiamo sotto la doccia vedo Hanko o Vlahovic andare in palestra a lavorare. Non sono titolari ma hanno più entusiasmo dei titolari. Questo è un merito di Pioli". Quando si parla di musica, però, negllo spogliatoio comandano i sudamericani: "Prima della partita scarico la tensione ballando Bachata e Reggaeton - svela Muriel - io e Simeone diamo spettacolo mentre i francesi scuotono la testa".

"Voglio la Coppa Italia con la Fiorentina"

Il campionato propone come prossimo ostacolo l'Inter di Skriniar, ex compagno di squadra ai tempi della Sampdoria: "Se vogliamo l’Europa attraverso il campionato dobbiamo batterli" assicura Muriel, che a Milano avrebbe potuto giocarci da gennaio, sponda rossonera: "L’idea dei dirigenti rossoneri era di farmi giocare insieme a Higuain - spiega Muriel - sono comunque felice di aver scelto la Fiorentina. Corvino e Pioli mi hanno trasmesso fiducia ed entusiasmo fin dai primi contatti. E non hanno tradito la parola che mi avevano dato. Pagheranno il riscatto a fine stagione? Firenze è magica, è a mia grande speranza". Nell'anno della Coppa America con la sua Colombia ("Siamo forti, pronti per vincere qualcosa di importante"), Muriel ha però un sogno nel cassetto, a tinte viola: "La rete che sogno è quella che potrebbe regalare la Coppa Italia. In questa città un trofeo manca da troppo tempo. E poi vorrei segnare il gol che vale il quarto posto. Ora è impossibile. Spero in futuro...".

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