Lobotka al Napoli: il profilo dell'ultimo colpo di De Laurentiis

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©Getty

Il suo agente lo aveva definito un "Nainggolan che segna meno". In effetti nella sua esperienza in Liga non è mai andato a segno, ma è un highlander che non salta praticamente una partita. A 19 anni faceva parte della squadra B dell'Ajax e dal 2016 è una delle certezze della Nazionale slovacca. Regista, un classe '94 con personalità e tecnica. Scopriamo il nuovo acquisto del Napoli, sponsorizzato da Hamsik e Skriniar

Quando gli domandano se la popolarità ha cambiato la sua vita lui sorride: “Popolare? Io? Non capisco, sono una persona normale!”. I giornalisti incalzano ma Lobotka non si scompone: “Io gioco soltanto a calcio, sono un privilegiato”

Lobotka è rimasto il ragazzino di Trencin che non sapeva cucinare: “Ho imparato in Olanda, nella mia prima stagione lontano da casa”. Dove a 8 anni già segnava un gol con un pallonetto. Poi ha scelto il Celta Vigo e la Liga di Messi: “Amo vederlo giocare”. Anche i galiziani si sono innamorati a vedere lui, e l’ha fatto anche il Napoli. 

Lobotka-Napoli, un corteggiamento lungo oltre un anno

Lobotka troverà Gattuso, ma prima di lui era stato Ancelotti a studiarlo. Tramite Hamsik, suo primo sponsor: “L’ho raccomandato, giochiamo insieme in Nazionale, è un talento dal futuro assicurato”. Un anno fa Giuntoli aveva presentato un’offerta di 2 milioni per il prestito più altri 18 per il riscatto, trattativa pensata per giugno ma senza precludersi l'acquisto già a gennaio. Allora non bastò. A un anno di distanza, un pressing più insistente ha convinto il club galiziano: trovato l’accordo, affare da 20 milioni più bonus. 

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La stima di Skriniar e... di Spalletti

Il suo agente l’ha paragonato a Nainggolan - anche se Lobotka segna molto meno, soltanto una decina di reti in carriera tra club e Nazionale - mentre Skriniar “lo vede al Barcellona o al Real Madrid”. I due sono amici, basta vedere il profilo Instagram di Stanislav. Hanno disputato l'Europeo U21 del 2017 arrivando secondi nel girone dietro l'Inghilterra. Una volta si informò perfino Spalletti, l’ha raccontato proprio Skriniar: “Mi chiese di domandargli se gli avrebbe fatto piacere venire a giocare con l'Inter, ci avrebbe aiutato”.

Stanislav rispose di sì, poi non se ne fece nulla. Lobotka ha 24 anni e un ruolo da palleggiatore, gioca da leader, ha personalità, professione regista. Miguel Cardoso - che nella scorsa stagione era l'allenatore del Celta - lo impiegava sempre, lo avrebbe fatto giocare anche scalzo o infortunato. Mentre fuori dal campo è un ragazzo tranquillo, con un solo episodio da sopra le righe. 

Tutta colpa di una festa

Dopo la sconfitta contro la Repubblica Ceca in Nations League avvenuta a ottobre, lui e altri sei giocatori (tra cui Skriniar) lasciarono il ritiro di notte per andare ad un festa. Jan Kozak, ct della Slovacchia, rassegnerà la dimissioni dopo averli visti rientrare tardi: “Questo episodio mi ha fatto male, è stato come uno schiaffo in piena faccia. Non me la sono sentita di cacciare alcuni tra i migliori talenti della squadra, quindi mi dimetto io". Lobotka replicò in modo freddo: “Gli allenatori vanno via, i giocatori restano”. E Kozak ci rimase un po’ male: “Continuerò a tifare per lui nonostante queste parole”. 

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Olanda, Danimarca, Spagna

Oggi Lobotka si gode i frutti dell’impegno. Iniziò a Trencin, nella sua Slovacchia, poi il grande salto ad Amsterdam nel 2013 per giocare nella squadra B dell’Ajax: 33 partite, 3 gol, lui e Bazoer a centrocampo. Impara subito l’inglese, si becca i primi complimenti e la consapevolezza di potercela fare, anche se a fine anno tornerà al Trencin.

Pronti, via ed è subito double: vince coppa e campionato nel 2015, tant’è che l'anno dopo vola in Danimarca per firmare con il Nordsjaelland, la squadra di Emre Mor (talento turco cercato anche dall’Inter due stagioni fa, poi ritrovato quest'anno al Celta). Stavolta niente danese, se la cava con l'inglese imparato in Olanda. 

In due stagioni gioca sempre, salta soltanto 3 partite, i tifosi lo paragonano a Verratti ma lui preferisce volare basso. Pochi idoli, sacrificio e testa bassa: nel 2017 vola al Celta Vigo, club con cui ha sommato 86 presenze in Liga. Ha studiato lo spagnolo grazie a un insegnante privato, e quando un giornalista gli domandò come si dicesse "sogno" lui traduce senza problemi: “Sueño”. Come quello di giocare nel club che ha fatto la fortuna del suo connazionale Hamsik, sogno che si sta per realizzare.

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