Ralf Rangnick, chi è l'allenatore accostato al Milan

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Niccolò Omini

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Il 61enne Ralf Rangnick è il nome accostato alla panchina del Milan per il futuro. Detto il "professore", ha cresciuto Tuchel da giocatore, ha scoperto mezzo Liverpol e in Germania è stato il primo a spiegare il calcio con una lavagna in diretta tv. Le sue notti a studiare il Milan di Sacchi e negli anni Novanta portava la moglie in vacanza in Trentino Alto Adige per seguire il Foggia di Zeman

"I fiori del vincitore nascono da molti vasi". Ralf Ragnick ripete spesso questa frase di Schumacher, scritta anche sui muri del centro di allenamento del Lipisa, il più moderno di Germania. Lo ha fatto costruire lui, che dal 2012 è l'uomo della Red Bull nel calcio. Oggi, capo di tutte le squadre,da Salisburgo al Brasile passando per New York e, appunto, Lipsia. Che ha portato prima in Bundesliga, poi in Europa: un po' direttore tecnico, un po' allenatore, l'anno scorso entrambi. Nagelsmann aveva già firmato ma doveva restare ancora all'Hoffenheim, Rangnick si era diviso fra ufficio e campo, chiudendo al terzo posto con tanto di finale della coppa di Germania.

Ha rifiutato il Bayern perchè lì avrebbe dovuto fare solo l'allenatore, lo aveva cercato lo United proprio per quel profilo da manager alla inglese. Sempre con quella faccia da professore, come lo chiamano in Germania, a volte un po' goffo: per festeggiare la promozione del Lipsia si era addirittura stirato. Gli scatti, Rangnick, li fa con il cervello. Era diventato famoso con l'Hoffenheim, dove si era inventato la footbonaut, poi copiata dal Dortmund. Si era lincenziato dallo Schalke per un esaurimento nervoso, pochi mesi dopo aver vinto 5-2 contro l'Inter nei quarti di Champions.

Negli anni '90 obbligava la moglie ad andare in vacanza in Alto Adige per vedere il Foggia di Zeman. E passava le notti a studiare il Milan di Sacchi. Parla con la stessa facilità di reazioni cognitive e fuorigioco, possesso palla e gestione delle emozioni. Che a Lipsia stimolava così, spegnendo la luce durante i discorsi nell'intervallo e quando la riaccendeva era pura adrenalina. "Dove vogliamo arrivare nessuno ci farà regali... Nessuno!  - tra le sue frasi celebri - Quindi adesso uscite e dimostrate di volervi prendere questa vittoria!"

 

Ha cresciuto Tuchel da giocatore, in Germania è stato il primo a spiegare il calcio con una lavagna in diretta TV nazionale. In pratica ha scoperto mezzo Liverpool: Firmino, Manè e Keita. Con Werner ha regalato a Loew il nuovo centravanti della nazionale, Haaland a Salisburgo lo aveva portato lui. Ralf Ragnick, detto il professore. O, come lo chiama Klopp, il professero esotico.

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