Il futuro di Messi: cosa può succedere

Calciomercato
Luca Marchetti

Luca Marchetti

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A giugno 2021 scadrà il contratto che lo lega al Barcellona, da gennaio potrebbe firmare per chi vuole. Resta? Va via? E se sì, dove? Proviamo a capire cosa c'è nella testa di Leo Messi 

Che cosa dirà nel dettaglio sul Barcellona lo sapremo il 27 dicembre, quando finalmente LaSexta manderà in onda la sua intervista di fine anno. Cosa ha pensato finora lo sappiamo già, cosa succederà invece, probabilmente non lo sa neanche lui.

Il peso delle parole

In tutta la carriera di Messi, nonostante i titoli, i record, i palloni d’oro, i trionfi, le magie, le interviste non sono mai state importanti. Messi è sempre stato l’antidivo, quello che preferiva far parlare il campo. Non è mai stato glamour come il suo eterno rivale CR7. Non ha mai provocato l’avversario, non è mai stato strafottente o addirittura arrogante. Sempre low profile, sempre rispetto per l’avversario. E anche quando arrivavano le frecciatine, sempre a mezzo stampa, la risposta non arrivava o se arrivava era annacquata. Nel 2020 invece le parole di Messi sono diventate importanti. Tanto quanto le sue giocate. Perché mai come stavolta c’è in ballo il futuro. Perché mai come stavolta è determinante la sua volontà. E la sua volontà è stata chiara.

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Basta questa parola per capire tutto. Una parola che fino a tre mesi fa non sapevamo neanche cosa significasse. E che invece ora associamo con strappo. In molti hanno legato la volontà di Messi di lasciare il Barcellona alle vicende politiche del Barcellona. Il cambio di direttivo, le storie di spionaggio, le vicende relative alle società di consulenza che dovevano fare cattiva pubblicità ai “nemici”. Le spese folli. La necessità di abbassare un monte ingaggi da record. Messi e Bartomeu non si sono mai piaciuti. Mai come stavolta sono andati allo scontro. Addirittura il presidente del Barcellona ha messo sul tavolo le sue dimissioni per far cambiare idea a Messi. Ma alla fine Messi è rimasto uguale, per il bene del club, per rispetto nei confronti dei tifosi, ma ha ribadito che voleva andare via. In un’intervista fatta in ciabatte, tanto per dire. Ma nessuno se le ricorda.

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La domanda rimane in aria. Davvero Messi avrebbe voglia di cambiare aria? Davvero vorrebbe lasciare la sua casa, quella dove ha appena frantumato l’ultimo record, che apparteneva addirittura a Pelé (quello dei gol fatti con una sola maglia)? La nostra sensazione è che dipenda dalle elezioni del direttivo del Barcellona. Che se dovesse vincere l’ala Bartomeu (non lui, che non è ricandidabile) allora davvero Messi potrebbe andare via. Ma può andar via? E soprattutto chi lo prenderebbe? Intendiamoci, qui parliamo del miglior giocatore del mondo, o per lo meno uno dei migliori, visto che l’altro è proprio qui in Serie A. Non è una questione tecnica, chiaramente. Ma economica. Nell’anno peggiore, a livello economico.

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Lo ha svelato nei mesi scorsi il Der Spiegel, prima che scoppiasse la pandemia mondiale, quando ancora ci interessavamo a capire chi ci fosse dietro Football Leaks. L’ultimo contratto, firmato nel 2017, costa al Barcellona circa 350 milioni di euro lordi, che con i bonus arriverebbe addirittura a 500. Quindi all’anno sono oltre 100 e nello specifico: 60,3 milioni (lordi) come stipendio e 10,6 diritti di immagine. Poi i bonus. Quelli individuali 1,9 milioni se gioca il 60% delle partite, 685 mila se vince il Pallone d’Oro e poi quelli di squadra (vittoria Champions fino a 12 milioni di euro), Liga e copa del Rey. In più ci sono i bonus alla firma per 123,5 milioni di euro. Uno proprio legato alla firma sul contratto, l’altro come se fosse un bonus fedeltà. Insomma i costi non possono differire molto da questi. 100 lordi in pratica.

Quali squadre possono permettersi Messi

Non sono molte le squadre che potrebbero permetterselo. Ce ne sono per carità. Le italiane? Decisamente indietro rispetto alle altre. Ma attenzione: qui non stiamo dicendo che le proprietà italiane non avrebbero le risorse per prendere Messi. Qui non si parla della solidità degli imprenditori. Qui parliamo di equilibri di squadra. Pensate a CR7 e la Juventus. Tutti noi abbiamo detto che acquistare Cristiano Ronaldo (che costa 100 milioni all’anno fra ammortamento del cartellino e ingaggio al lordo) è stato un grande impegno economico per la Juventus e che però la società bianconera avrebbe potuto sostenerlo con un aumento del merchandising, del botteghino e naturalmente andando a vincere. Purtroppo per la Juventus non tutto questo è riuscito, a causa anche del Covid. E quindi ogni anno la Juventus ci rimette. Con un rosso in bilancio non banale. Insomma un giocatore extra-ordinario ha delle spese extra-ordinarie. Com’è naturale e giusto che sia. Senza girarci troppo intorno le squadre che possono permettersi Messi sono 4 o 5. Ci sarebbe il Real ma lo teniamo fuori per evidenti motivi. I due Manchester con il City chissà perché avvantaggiato. Certamente il Bayern. E il PSG. Come il Real è fuori il Bayern per politiche societarie e perché “follie” del genere non le ha mai fatte. Se dovesse decidere di andare il Inghilterra il porto più facile sarebbe quello del suo vecchio allenatore Guardiola. Oppure Parigi del suo amico Neymar, che non vede l’ora di rivederlo. Ora per giocarci contro, ma sicuramente sottintendendo di volerci giocare insieme. Ma dove? A Parigi o Barcellona?

A sinistra Leo e Neymar a una festa, a destra l'abbraccio con Guardiola dopo la vittoria della Champions 2009
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Il Barcellona davvero è fuori gioco?

Oppure giocherà al ribasso sapendo che dovrà comunque chiedere un sacrificio a tutti per abbassare il monte ingaggi (altrimenti la situazione diventerà insostenibile) e quindi cosa c’è di meglio di farlo fare a lui? Dipende solo ed esclusivamente da lui, Messi. Lui darà l’esempio e rimarrà al Barcellona? Aiuterà la nuova Giunta? Oppure visto che ha già dichiarato concluso il suo periodo catalano cambierà e se ne andrà? Nell’anno in cui il suo eterno confronto se n’è andato, Messi dovrà trovare la forza di prendere le decisioni da solo. Magari per dimostrare di essere davvero uguale a Maradona. Ha vinto più di lui, ma non ha vinto il Mondiale. Anzi nulla con la sua Argentina. E il tempo comincia ad essere poco. I prossimi mondiali potrebbero essere gli ultimi, per lo meno a questi livelli. Se Messi dovesse andar via da Barcellona farebbe una scelta ancora più estrema, ancora più diversa da Maradona. Seguirebbe, probabilmente, il soldo, invece che la “famiglia”. Non che Diego abbia giocato gratis, ma ha sempre deciso lui quando e come andarsene. Lo hanno fatto tribolare per i trasferimenti, ma alla fine lo ha fatto. Sarà diverso anche in questo Leo? E in comune rimangono invece le magie all’interno del campo?

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Il più grande parametro zero

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Il 2021 servirà a questo: capire dove andrà Messi. Il più grande parametro zero mai esistito nella storia del calcio. Mai un giocatore così forte era stato a disposizione sul mercato internazionale. E se è vero che l’anno terribile a livello economico potrebbe invitare a riflessioni più prudenti, non escludiamo che ci possa provare anche qualche outsider a prendere la Pulce. Un parametro zero da 5 palloni d’oro. Un parametro zero che costa come un’azienda. O come un piccolo Stato. Da gennaio, a dire la verità Messi può decidere di parlare (e firmare) con chi vuole. Sarà il mercato più pazzo della storia. In cui la ragione dice una cosa, ma l’irrazionalità e il sogno ti portano altrove. Messi a parametro zero. Solo a pensarlo viene un giramento di testa. Chissà se Bosman aveva pensato a questo il 15 dicembre di 30 anni fa. Lui disse di essere rimasto povero ma di aver arricchito gli altri. Forse è vero, ma pensare al miglior giocatore del mondo libero di firmare con chi vuole, forse, non lo teorizzava neanche lui

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