Onana saluta l'Inter: "Pazzo come te, un giorno forse tornerò"

L'INTERVISTA
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Onana è pronto per il Manchester United, ma anche triste per la fine del rapporto con i nerazzurri: "Lasciare l'Inter è come lasciare una famiglia, forse perchè è "Pazza" proprio come me. I tifosi mi hanno regalato emozioni uniche che non dimenticherò", ha detto alla Gazzetta. Un grande rimpianto: "Abbiamo perso la finale col City per dettagli, ce la saremmo meritata". Il ringraziamento ad Handanovic: "I suoi consigli mi hanno reso migliore" 

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Un anno è sufficiente per entrare nel cuore dei tifosi. Lo ha sperimentato Andrè Onana, ormai quasi ex portiere dell'Inter, arrivato la scorsa estate dall'Ajax e venduto un anno dopo al Manchester United per 55 milioni di euro: "Lasciare l’Inter significa lasciare una famiglia, non una normale squadra. Ho capito che essere dell’Inter è davvero un modo di stare al mondo, di vivere la vita. Non a caso la chiamano 'Pazza Inter'. Sarà che sono un po’ pazzo anche io, ma è la definizione più bella del mondo...", ha detto alla Gazzetta dello Sport prima della sua partenza per l'Inghilterra.

"Non vivrò mai le emozioni provate a San Siro"

Il portiere spiega la decisione di andare allo United: "L’importante è essere onesti e dire sempre la verità alla gente. Io sono una persona che vuole sempre nuove sfide. Giocare in Premier e per un club come lo United è irresistibile. Tutte le parti volevano che ciò accadesse. Ma ciò che conta è che, se fossi rimasto, sarei stato ugualmente felice perché all’Inter non ho mai avuto alcun problema. Anzi, a Milano è nata una magia che è quasi difficile da spiegare, una scintilla con l’ambiente. So che potrò girare il mondo, ma sarà difficile trovare tifosi così e una curva come quella dell’Inter. San Siro e il popolo nerazzurro mi hanno regalato emozioni uniche che non dimenticherò per il resto della vita. In alcune partite eravamo una cosa sola: avevo la sensazione di non giocare in 11, ma in 80mila. Poter viverlo dall’interno è stato un privilegio che il calcio e la vita mi hanno dato". 

"Sono un portiere migliore grazie ad Handanovic"

Parole al miele per tutti: "Ringrazio chi lavora alla Pinetina, la società, il presidente, l'allenatore, i tifosi e i compagni. Ho un ottimo rapporto con tutti, posso nominare veri amici come Calhanoglu, Cordaz, Lukaku e Dumfries". Un grande legame si è creato anche con Samir Handanovic, nonostante la rivalità per il posto da titolare: "Il suo compito non è stato facile, invece con me è sempre stato corretto. I suoi consigli e insegnamenti mi hanno reso migliore e li terrò con me, mi aiuteranno in questa nuova avventura a Manchester".

"Tiferò sempre Inter, magari un giorno tornerò"

Il camerunense resterà tifoso: "Ho giocato a Milano un anno, ma sarò interista per sempre: ora tiferò davanti alla tv. Auguro all’Inter di vincere subito lo scudetto che ci è mancato: so quanto tutti vogliano la seconda stella, spero sia arrivato il momento di metterla sul petto". Non esclude l'ipotesi del ritorno: "Chissà, la vita è imprevedibile, magari un giorno tornerò anch’io... E, se mai succederà, sono sicuro che le persone mi abbracceranno come adesso perché hanno imparato a conoscermi. Io, intanto, non smetterò di cantare quel coro che mi piace così tanto: “Per tutti quei chilometri che ho fatto con te, Internazionale devi vincere..'". Il rammarico è non averlo potuto cantare un mese fa, dopo la finale di Champions a Istanbul: "Non sa quanto mi sarebbe piaciuto portare la coppa a Milano, festeggiarla con la nostra gente. Siamo stati vicini a sfiorarla, ce la saremmo meritata: abbiamo giocato contro il City a testa alta, sono mancati solo dettagli, ma questo è il calcio. Spero che l’Inter rigiochi una finale e la vinca. Lo meritano tutti i tifosi".