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05 agosto 2017

Arrivano i turchi: la nuova carica dei piedi buoni

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Sono tornati di moda, specialmente quelli con i piedi dolci. Il Milan punta sulle capacità balistiche di Calhanoglu, la Roma si è assicurata i guizzi di Under, il sosia di Dybala. L'Inter punta un altro piccolo "Emre", 12 anni dopo l'addio a Belozoglu

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Due ondate, adesso una terza. Così l’Italia ha scoperto la Turchia del pallone: a ondate. La prima tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta, quando in Serie A sbarcano ben 6 giocatori turchi, tutti veri e propri idoli nel loro Paese; la seconda ad inizio degli Anni Duemila, complice la crescita del calcio turco che portò prima l’Europa ad accorgersi del Galatasaray (Coppa Uefa e Supercoppa nel 2000, unico club turco ad aver vinto trofei internazionali) e poi il mondo a salutare il terzo posto al Mondiale 2002 della nazionale turca. Emre&Okan all’Inter, il ritorno di Hakan Sukur dopo il flop al Torino e Umit Davala che segue il maestro Terim a Milan sono i frutti di questo nuovo innamoramento.

Calhanoglu, un mirino nel piedino

Adesso, a distanza di 10 anni, una nuova improvvisa fiammata: hanno già firmato Calhanoglu (con il Milan) e Under (con la Roma), c’è un nuovo Emre (Mor) che potrebbe vestire la maglia dell’Inter.

Di Hakan Calhanoglu si sapeva quasi già tutto prima ancora che prendesse la numero 10 del Milan: a renderlo famoso è stato soprattutto Youtube, su cui da anni circolano remix delle sue prodezze balistiche. Senza arrivare alle leggende tramandate sul conto del suo connazionale Sukru Gulesin, gigantesco attaccante che negli Anni Cinquanta vestì la maglia della Lazio e – pare – fece rinunciare il portiere del Padova alla parata, intimorito dalla potenza dei suoi rigori, Calhanoglu può vantare una precisione di calcio che lo rende uno dei migliori tiratori di punizioni del mondo se non addirittura della storia. Se nel caso di Gulesin, purtroppo, mancano le prove filmate, il gol al Borussia Dortmund di Calhanoglu ripreso da ogni angolazione non mente: il ragazzo ha un mirino in quel piede.

Sembra un videogioco ma è tutto vero...

Cengiz Under, la scommessa di Monchi

Altrettanto bene si parla del giovanissimo Cengiz Under, ultima scommessa di Monchi, che lo ritiene un predestinato: il fatto che lo seguissero i maggiori club d’Europa (su tutti Manchester City e Juventus) è indice del fatto che i 13 milioni sborsati per il ventenne ex-Istanbul B.B. sono stati ben investiti, nonostante il ragazzo abbia alle spalle appena una stagione nel calcio di alto livello. Lo chiamano “il Dybala turco”, ma a Dybala assomiglia più che altro fisicamente, come lui stesso ha voluto sottolineare nel corso della presentazione. Faccia da bravo ragazzo e mancino che sa far male, partendo da destra o agendo tra le linee, gli sarebbe piaciuto giocare con Totti, ulteriore dimostrazione del fatto che sia uno di quelli che “vedono” e pensano il calcio. Non dovrà farsi intimorire dal recente flop del suo connazionale Uçan con la maglia della Roma: con Di Francesco in panchina e un Salah in rosa in meno ci sono tutte le premesse per trovare spazio.

Separati alla nascita?

Un nuovo Emre per l'Inter

E poi c’è Emre Mor, possibile arrivo che andrebbe ad accrescere la colonia turca in A, giocando anche il derby con Calhanoglu. Obiettivo dichiarato dell’Inter, ma la prima ad averci fatto un pensierino era stata la Fiorentina. Un sondaggio della Roma, e adesso è molto vicino al club nerazzurro, che lo prenderebbe a prescindere dalla conclusione della vicenda Perisic. Spalletti vuole tante alternative sugli esterni, Emre Mor rappresenta il profilo del giocatore talentuoso, brevilineo, rapido e bravo a saltare l’uomo: nel Borussia Dortmund parte da sinistra, ma dopo appena un anno di Bundesliga pare già intenzionato a cambiare aria. La personalità non gli manca: ha iniziato a fare sul serio da un paio di stagioni appena (la prima al Nordsjaelland, in Danimarca, la seconda appunto al Dortmund), ma attraverso il suo agente ha già fatto sapere di volere l’Italia. Con la nazionale, invece, dopo le giovanili con quella danese (è nato e cresciuto vicino a Copenhagen), Terim l’ha convinto a difendere la patria del papà, con convocazione ai recenti Europei di Francia.

Per statura, piede sinistro, precocità e, appunto, personalità, potrebbe ricordare un altro Emre, Belozoglu, approdato all’Inter nel 2001 e rimasto in nerazzurro fino al 2005. Quattro stagioni sfortunate, dato che visse l’epoca di Cuper (con il 5 maggio alla sua prima stagione) e del primissimo Mancini, che però amava un genere di centrocampista di tutt’altro genere (vedi Vieira o Stankovic). Nonostante ciò, i tifosi dell’Inter ne conservano un bel ricordo: forse, se avesse messo in mostra più colpi come quel pallonetto alla Lazio con cui diede un assaggio della sua classe, la sua carriera in Italia sarebbe stata diversa. Il “nuovo” Emre lo tenga a mente.

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