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09 settembre 2017

Torino, Petrachi: "Niang? Una telenovela. Volevamo tenere Belotti"

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Petrachi Mihajlovic

Gianluca Petrachi e Sinisa Mihajlovic (Foto: LaPresse)

Il direttore sportivo dei granata racconta tutto il calciomercato del Toro in una lunga intervista: "Ansaldi può essere più utile di Zappacosta, Belotti non potevamo cederlo per 50-60 milioni di euro: ne vale di più"

Sono stati tre mesi lunghi, fatti di grandi cambiamenti ma anche di importanti conferme. Il Torino ha cambiato volto, probabilmente migliorandosi, con l’operato di Gianluca Petrachi. Il direttore sportivo dei granata ha raccontato il suo calciomercato su Torino Channel. “Siamo partiti in anticipo, con le operazioni Milinkovic-Savic e Lyanco: sono ragazzi di prospettiva, poi si vedrà col tempo. Anche il riscatto di Iago Falque a gennaio si colloca in questa prospettiva. Nell’avvicinamento alla nuova stagione c’è sempre stato un confronto continuo con Mihajlovic per puntellare la rosa, così siamo partiti subito dal portiere sapendo dell’addio di Hart. Poiché era necessario un profilo che desse sicurezza e un certo tipo di rendimento, è arrivato Sirigu” ha esordito Petrachi. Che poi ha parlato di Berenguer, giocatore che il Napoli stava seguendo con molto interesse: “Va aspettato, a lungo andare ci renderemo conto delle sue qualità. Gli stranieri hanno bisogno di tempo per adattarsi ma credo che abbia le caratteristiche per essere un valore aggiunto”.

Petrachi: “Si lavora con passione”

L’ottimo lavoro svolto permette anche di ridurre le differenze di fatturato con le altre squadre, grazie ai valori messi in campo. “Non possiamo di certo competere con chi fattura 300 milioni di euro, quando noi arriviamo a 70. Ma cerchiamo di non farci mai cogliere impreparati quando c’è l’occasione. Chiunque sarebbe andato in difficoltà per la partenza di Zappacosta l’ultimo giorno, ma noi qui lavoriamo bene e con tanta passione. Cerchiamo di fare una squadra sempre più forte, potevamo vendere Belotti per 50-60 milioni, ma non vale quelle cifre e vogliamo che venga pagato per ciò che vale realmente. Quando lui vorrà confrontarsi con squadre che disputano la Champions League, allora lì cominceremo a parlare di qualcosa di concreto” ha sostenuto il ds del Toro. Che prosegue così: “Lo zoccolo duro andava mantenuto con Moretti e Molinaro. Su Belotti abbiamo dimostrato che con silenzio e coerenza lo volevamo trattenere quando tutti dicevano il contrario. Abbiamo tenuto anche Baselli e Barreca, per il quale la Roma aveva offerto una grande cifra. Iago Falque è stato molto richiesto, così come Acquah e Ljajic; per Adem ci erano stati offerti molti soldi. Il nostro obiettivo era quello di fare una grande squadra”.

Capitolo Niang

Il gran colpo del Torino è arrivato proprio nell’ultimo giorno disponibile: M’Baye Niang, direttamente dal Milan: “E’ stata una telenovela, i rossoneri avevano provato a prendere Belotti con un’offerta che non abbiamo ritenuto congrua e volevo separare i discorsi relativi ad Andrea e Niang perché noi non volevamo cederlo. Dal canto loro, sembrava non dovesse partire dopo l’ottima prestazione in Europa League ed era stato tolto dal mercato. Da Cairo avevo avuto l’ok ben prima dell’ultimo giorno, io poi ne ho parlato con Raiola. In extremis abbiamo deciso soltanto i bonus, perché le cifre erano state già fissate ed eravamo intenzionati ad investirle per il giocatore. Anche la Sampdoria ci aveva provato ma lui ha detto: ‘O vado al Toro o resto al Milan, decido io dove andare’. Poi M’Baye sa che Mihajlovic può farlo esprimere al meglio”.

Le cessioni

Nella sessione estiva, il Torino ha dovuto salutare due elementi importanti: Benassi e Zappacosta. “Marco è stato ceduto per questioni di modulo, è stata una scelta fatta a malincuore. Poi l’agente ci aveva messo al corrente che c’erano le condizioni per cambiare. Per Davide l’offerta era troppo importante sia per noi che per lui: lo abbiamo pagato 4 e rivenduto a 28, poi in un giorno siamo riusciti a prendere Ansaldi, che secondo me può essere anche più funzionale di Zappacosta perché rispetto a lui ha una maggiore attitudine difensiva e poiché noi siamo molto offensivi è meglio che l’esterno di difesa sia portato a tenersi basso” ha spiegato Petrachi.

Gli altri acquisti: Rincon, N’Koulou, Burdisso

Infine, il direttore sportivo ha raccontato gli arrivi di Rincon e Burdisso: “Volevamo prendere un giocatore esperto come Rincon, che potesse essere il fulcro di questa squadra e una guida per i più giovani. L’acquisto di N’Koulou è stato importante, Burdisso è arrivato perché avevamo bisogno di un altro elemento che sapesse fare da chioccia e che ci sarebbe tornato utile in caso di necessità; nello spogliatoio può portare tanta professionalità e sarà un punto di riferimento”.

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