Doping da record, squalificata tutta la famiglia: 22 anni

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La richiesta arriva dalla procura del Coni a carico del ciclista professionista Lorenzo Bernucci (coinvolto nell'inchiesta di Padova), di sua moglie Valentina Borgioli, di suo fratello Alessio Bernucci, di sua madre Antonella Rossi e del suocero Fabrizio

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Lorenzo Bernucci non si aspettava una richiesta di squalifica così pesante - 6 anni - e tantomeno che la procura antidoping del Coni chiedesse di sanzionare anche quattro suoi parenti stretti (moglie, fratello, madre e suocero con quattro anni di inibizione ciascuno). L'avrebbero aiutato nella detenzione e nell'uso di sostanze proibite. "Non mi aspettavo che il procuratore Torri chiedesse una pena così alta - ha detto il corridore all'Ansa -, ci spiegherà il perché davanti al Tna (Tribunale nazionale antidoping, ndr). E quando sarò chiamato davanti al Tna chiarirò la mia posizione, poi decideranno i giudici".

Una famiglia intera, infatti, da squalificare per doping: la richiesta record arriva dalla procura del Coni a carico del ciclista professionista Lorenzo Bernucci (coinvolto nell'inchiesta di Padova), di sua moglie Valentina Borgioli, di suo fratello Alessio Bernucci, di sua madre Antonella Rossi e del suocero Fabrizio Borgioli. Lo stop complessivo chiesto con il deferimento dalla procura al Tribunale nazionale antidoping (Tna) è di 22 anni: 6 per il ciclista, 4 per ognuno dei parenti.

La procura antidoping del Coni ha disposto i deferimenti sulla base della documentazione inviata dalla procura della Repubblica di Padova, che in un'inchiesta sull'uso di sostanze proibite ha iscritto a luglio nel registro degli indagati Alessandro Petacchi. Il campione spezzino in quel momento stava disputando il Tour de France, nel quale ha poi conquistato la maglia verde della classifica a punti.

Con lui indagato anche Lorenzo Bernucci, componente della Lampre, la squadra di cui Petacchi è il capitano. In un'indagine collegata della procura di Padova, nell'aprile scorso, i Nas dei carabinieri avevano sequestrato farmaci nelle abitazioni di Petacchi e dello stesso Bernucci. Quest'ultimo già in passato era stato trovato positivo alla subutramina e sospeso dall'attività sportiva.

Il deferimento al Tribunale nazionale antidoping del Coni dei quattro parenti del ciclista professionista Lorenzo Bernucci, con proposta di inibizione per quattro anni ciascuno, è stato chiesto dalla procura per violazione, a vario titolo, degli articoli 2.7 e 2.8 del codice della Wada, l'agenzia antidoping mondiale. In sostanza si tratta di non tesserati che, secondo la procura antidoping, hanno concorso alla detenzione e all'uso di sostanze proibite e per 4 anni non devono potersi tesserare o rivestire in futuro cariche o incarichi al Coni, alle Federazioni sportive (Fsn) o Discipline sportive associate (Dsa). Inoltre, i parenti di Bernucci, se riconosciuti colpevoli, saranno inibiti "a frequentare in Italia gli impianti sportivi, gli spazi destinati agli atleti ed al personale addetto - si legge nella motivazioni dei deferimenti - ovvero a prendere parte alle manifestazioni od eventi sportivi che si tengono sul territorio nazionale o sono organizzati dai predetti enti sportivi".