Riccò, il doping e la squalifica: ecco tutta la mia verità

Ciclismo
Super-Besse and Bagneres-de-Bigorre winner Italian Riccardo Ricco (C) (Saunier Duval/Spa) leaves his team bus, surrounded by French gendarmes, on July 17 2008 in Lavelanet, before the 168,5 km twelfth stage of the 2008 Tour de France cycling race run between Lavelanet and Narbonne.  Ricco has tested positive for blood booster erythropoietin (EPO), French sports daily L'Equipe reported on their website today. AFP PHOTO LIONEL BONAVENTURE (Photo credit should read LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images)

L'ex campione è tornato a parlare con un videomessaggio. Per raccontare le sue verità su quel blocco renale che lo scorso febbraio stava per costargli la vita. Ma non spiega, non fornisce particolari. Non parla di autotrasfusione... GUARDA IL VIDEO

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di Christian Giordano

Riccardo Riccò è tornato a parlare. Un videomessaggio, per raccontare le sue verità su quel blocco renale che lo scorso febbraio stava per costargli la vita. Davanti alla telecamera il piglio non è quello che sui pedali, in salita, gli ha alienato le simpatie del gruppo. Troppo strafottente, quel ragazzino che in corsa non "rispettava" nessuno. E che da juniores era stato fermato due volte per ematrocrito alto.

Non spiega, non fornisce particolari. Non parla di autotrasfusione con sangue conservato nel frigo di casa da giorni come invece aveva riferito il medico che lo ha salvato. Dice solo che, a 28 anni - li compirà a settembre - vuole tornare a correre. Per farlo, con la Meridiana-Kameni, team croato con sede in Italia, ha chiesto la licenza serba, ma l'8 giugno la Commissione federale e il 10 giugno il Tribunale Antidoping Nazionale lo hanno sospeso. Già squalificato 20 mesi per la positività al Cera al Tour 2008, Riccò rischia la radiazione. Correre in difesa potrebbe non bastare.

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