Giro, un trono per otto: giochi apertissimi per la rosa

Ciclismo
Uno sguardo che sembra lanciare la sfida: Rigoberto Uran è pronto a difendere la sua maglia rosa (Getty)
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S'inizierà con Gavia e Stelvio, per finire con lo Zoncolan. L'edizione 97 del Giro d'Italia sarà decisa da cinque giorni di grandi salite. In prima fila l'attuale leader Uran e Quintana. Ma Evans e Pozzovivo, Aru e Kelderman, Majka e Rolland sono lì

di Stefano Rizzato

Sei corridori in due minuti e 42”. Sette in tre minuti e 4”. La classifica, prima delle cinque decisive tappe, dice questo. Il Giro della sfida tra Quintana e Rodriguez è diventato il Giro dell'equilibrio. E a guadagnarci è solo lo spettacolo, perché oggi è ancora impossibile fare qualsiasi pronostico. Urán, Evans, Majka, Aru, Quintana, Pozzovivo, Kelderman: tutti e sette – in rigoroso ordine di classifica provvisoria – hanno chance di ritrovarsi in rosa sul podio di Trieste. E aggiungiamoci anche Rolland, ora ottavo a 4'47”, ma in formissima, coraggioso, imprevedibile.

Uran e Quintana - I maggiori indiziati per il successo restano i due colombiani: la maglia rosa attuale Uran e quella bianca del Tour 2013 Quintana. Il primo ha fatto una cronometro imperiale e poi, però, in salita ha sofferto un po'. Il secondo lamenta acciacchi e malanni da inizio Giro, ma pian piano sta carburando. E, quando la strada sale, sappiamo molto bene cosa sia in grado di fare.

Evans – Dalla cronometro alle prime vere salite, ce lo siamo quasi scordato. Ma il padrone autorevole della corsa rosa, per dieci giorni, era stato l'australiano della Bmc. Che non ha volato né a crono né a Oropa né a Montecampione. Ma non è affondato, si è gestito bene ed è sempre lì, in seconda posizione a 1'03". Se ritrova il ritmo, forte della sua esperienza, nella terza settimana può fare ancora il ribaltone.

Aru e Pozzovivo – Con un Basso mai competitivo, le speranze di vedere un italiano infilarsi dopo Nibali nell'albo d'oro del Giro sono affidate a loro due. Il sardo dell'Astana era chiamato al salto di qualità e l'ha fatto eccome, cogliendo un successo epico a Montecampione, domenica. Il lucano dell'Ag2R ha fatto il diavolo a quattro verso Oropa, sabato, ma ha pagato il giorno dopo. Entrambi hanno dalla loro parte un percorso adattissimo agli scalatori.

Kelderman e Majka – I nomi nuovi del ciclismo per le corse a tappe, l'olandese e il polacco fanno della regolarità il loro punto di forza. Non li vedi molto, ma sono sempre lì. E specialmente Majka ha dato raramente segno di patire le grandi salite ed è ancora a 1'50” da Uran. Per l'olandese – che parte con un distacco di 3'04” - ora si tratta di inventarsi qualcosa, magari un attacco da lontano.

Rolland - Al francese basta vedere una salita e pare non poterne fare a meno: lui scatta. Poco importa che, poi, non sempre l'azione porti a guadagnare granché: lo spirito è quello giusto. Le salite - s'inizia con Gavia e Stelvio - non mancano. Lui è a 4'47" da Uran e a 2'57" dal podio. Impossibile eliminarlo dalla lista.