Ponferrada, Kwiatkowski campione del mondo. Italia ko

Ciclismo
Michal Kwiatkowski, classe '90, è il nuovo campione del mondo di ciclismo. È polacco e corre nella Omega Pharma-Quickstep (Getty Images)
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Con una travolgente azione negli ultimi 5 chilometri il polacco si aggiudica la medaglia d'oro, precedendo di qualche secondo Gerrans e Valverde. Azzurri generosi ma senza spunto nel finale, Colbrelli il migliore arriva 13°. Cassani: "Siamo stati bravi"

di Luciano Cremona

Bisognava cogliere l'attimo. Lo sapeva, Davide Cassani, che l'Italia non aveva una punta di diamante per competere con gente come Gerrans o Valverde. Bisognava cogliere l'attimo come ha fatto Michal Kwiatkowski, polacco, classe '90: è lui, il corridore della Omega Pharma-Quickstep, il nuovo campione del mondo di ciclismo, primo polacco della storia a vestire al maglia iridata. Succede al portoghese Rui Costa. Argento per l'australiano Simon Gerrans, bronzo per Alejandro Valverde che si mette al collo la sesta medaglia mondiale, senza aver mai conquistato l'iride.

Polonia, che forza - Il segnale doveva essere colto già a metà corsa. Con in atto una fuga di quattro uomini (vantaggio massimo 15', poi ripresi senza problemi), ad un certo punto il treno polacco si mette in testa al gruppo e inizia a dare la prima frustata alla corsa. Eccolo, il segnale: la squadra polacca era molto fiduciosa nei riguardi del proprio capitano, Michal Kwiatkowski. Che ha atteso gli ultimi 5 chilometri per uscire allo scoperto. Davanti c'erano quattro uomini: l'azzurro De Marchi con Gautier, Andersen e Kiryienka. È bastato un attimo: Kwiatkowski, sulla discesa dei primi dei due strappi del circuito, ha staccato il gruppo compatto e in un amen si è portato sui fuggitivi. Qualche metro assieme a loro e poi l'altro colpo di pedale, decisivo: De Marchi ha provato a reagire, ma non ha avuto le forze. Kwiatkowski si è involato, in solitaria, senza che dietro riuscissero a raggiungerlo. Ci ha provato il Belgio, ad organizzarsi, con Gilbert splendido nell'aiutare Van Avermaet. Ma il gruppetto di inseguitori, con Gerrans, Valverde, Gallopin e Breschel ha solo sfiorato l'aggancio a Kwiatkowski.

Italia, azzurro sfumato
- Non c'è stato il colpo a sorpresa azzurro. La squadra di Cassani si è mossa bene, ma è mancata nel momento decisivo per colpa, forse, di un esagerato lavoro nel cuore della gara. I nove azzurri hanno corso tutti in maniera molto accorta. Aru e Caruso hanno dato il primo vero scossone alla gara allungando il gruppo attorno ai 90 km dall'arrivo. Poi c'è stata l'azione di Visconti, in forma smaliante. Forse questo è il cruccio che ci porteremo: l'aver visto un Visconti così attivo muoversi con troppo anticipo. Sarebbe servito nel finale per marcare l'azione decisiva. Nibali è scivolato prima di metà gara, senza conseguenze, ma era chiaro che il suo lavoro sarebbe stato solo di aiuto per i compagni. De Marchi è stato il migliore: la sua azione negli ultimi 20 km è stata più di un tentativo. Ai 5 km, però, non ha avuto la forza per reagire al contrattacco letale di Kwiatkowski. Colbrelli è rimasto coperto tutto il tempo, facendo quello che doveva fare. la volata di gruppo nel finale gli ha regalato un amaro 13° posto, migliore azzurro in gara.

Cassani: "Bravi lo stesso, siamo da 8"
- Un po' di rammarico, ma tanta lucidità nel commento a fine gara del ct azzurro Davide Cassani, alla sua prima esperienza alla guida della nazionale italiana: "Sapevamo di non avere un finalizzatore e avevamo dei limiti, soprattutto nel finale. Ciò nonostante i ragazzi sono stati bravissimi, hanno corso da squadra, hanno onorato la maglia e il ricordo di Alfredo Martini. Voglio sottolineare le azioni di Visconti e Caruso, mentre De Marchi è stato semplicemente fantastico. Sapevamo che nell'ultimo strappo gli altri erano più forti di noi". Rimpianti particolari? "Uno solo, e non di oggi: quando ho visto questo percorso ho subito pensato ad Ulissi come capitano (escluso poi per questioni di doping, ndr). Voto? Meritiamo un bell'8. Abbiamo corso come era nei nostri piani, fino ai 5 dall'arrivo siamo stati nel vivo. Sorpreso dal fallimento di Spagna e Belgio? Non me lo aspettavo, no, ma ci sta. Certo che se si lasciano 100 metri a Kwiatkowski, poi non lo si prende più". E in effetti, per uno che in stagione ha fatto terzo alla Freccia Vallone e alla Liegi, quella scarsa resistenza nel finale deve essere sembrata un bel regalo. Scartato prontamente.

Ponferrada, Mondiale di ciclismo: gara Elite in linea:

1. Michal Kwiatkowski (POL)
2. Simon Gerrans (AUS) a 1'
3. Alejandro Valverde (ESP)
4. Matti Breschel (DEN)
5. Greg van Avermaet (BEL)

6. Gallopin (FRA)
7. Gilbert (BEL)
8. Kristoff (NOR)
9. Degenkolb (GER)
10. Bouhanni (FRA)
11. Cancellara
12. Swift
13. Colbrelli
14. Matthews
15. Navardauskas
16. Impey
17. Paterski
18. Mollema
19. Barguil
20. Valgren Andersen
21. Bennati

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