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Giro d'Italia 2018, Nibali: "Non so se ci sarò. Froome? Il più temibile". Dumoulin: "Poche crono per me"

Ciclismo

Francesco Giambertone

Alberto Contador, Fabio Aru, Vincenzo Nibali e Tom Dumoulin alla presentazione del Giro 2018 (Foto Sky)

La conferma della presenza di Chris Froome al Giro d'Italia 2018 ha tenuto banco alla presentazione di Milano, dove Nibali ha spiegato: "Potrei fare il Tour, non escludo entrambi". Il vincitore del 2017: "Percorso meno vantaggioso per me". E sull'arrivo a Roma la sindaca Raggi: "Insegniamo ai cittadini a usare la bici"

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A metà della presentazione del Giro d'Italia 2018, il direttore Mauro Vegni annuncia “una chicca”. Sul megaschermo alle sue spalle compare la faccia sorridente di Chris Froome: “Non vedo l'ora di vedervi alla partenza del Giro”. Il britannico, trionfatore per 4 volte al Tour de France, manda un videomessaggio ai tre rivali seduti sul palco accanto a Contador, fresco di ritiro: lo “squalo” Vincenzo Nibali, il vincitore del 2017 Tom Dumoulin e “il cavaliere dei quattro mori” Fabio Aru. Tutti presenti alla cerimonia, tra qualche momento di commozione per Michele Scarponi (“Manca a tutti, giusto passare da Filottrano per lui” dice Nibali, “Riguardo i video ed è come fosse ancora con noi”, lo segue Aru) e i commenti alle tappe. Sarà un Giro con meno crono e più montagna dello scorso anno. I protagonisti annunciati sono lì, ma al contrario di Froome nessuno se la sente di confermare al 100%  la propria presenza (“E io non metto la mano sul fuoco per nessuno”, spiega un prudente Vegni) il 4 maggio a Gerusalemme, dove si partirà con una tappa crono da 10 km.

Dumoulin felice a metà

Nemmeno Dumoulin, specialista nelle gare contro il cronometro: “Sono felice che si parta così”, dice sul palco. Poi nasconde con un sorriso un pizzico di delusione: “L'anno scorso c'erano più crono e quindi ero più felice ma è comunque un bel percorso. Ho già preso la mia decisione, ma non la dico adesso. La questione è: dove avrei più possibilità di vincere? Ho adorato il Giro lo scorso anno e so che lo amerei di nuovo. Andare al Tour non lo escluderebbe. Comunque, nessuna delle due corse è perfetta per me”. E poi ci sarà un avversario in più, bello tosto: “Froome? Al momento è il più grande corridore per questo tipo di corse, sarà bello averlo lì”.

Nibali: "Froome? Se al Giro farà freddo..."

Quando sul ledwall compare il faccione di Froome, Nibali sa che vincere il suo terzo Giro sarà ancora più complicato. “Forse è il più temibile di tutti a questo punto. Però non mi ha sorpreso più di tanto la sua scelta. E le salite di questo 101° Giro si adattano meglio a lui”. Lo squalo sta già studiando quella che potrebbe diventare una dura preda. C'è già della tattica nelle sue parole: “Froome predilige moltissimo il caldo, al Tour e alla Vuelta è stato così, lo ha detto lui stesso in molte interviste. Se il Giro sarà veramente freddo potrebbe essere un problema per lui e un vantaggio per gli altri. Ma verrà qui per dimostrare di essere un super campione”. Ma insomma, almeno Nibali ci sarà? “Devo valutare, quest'anno c'è una settimana in più tra Tour e Giro, per cui si potrebbero fare entrambi. Ma potrebbe rimetterci la Vuelta, mi spiacerebbe... Sceglieremo insieme al mio team”.

Aru: "Froome non è l'unico". Raggi: "Roma si farà bella"

Campione Froome lo è già stato ovunque in queste corse, meno che in maglia rosa. Quella che ha indossato Fabio Aru, ma non fino alla fine: “E la presenza di Froome non fa che rendere questo Giro ancora più importante, però ci sono sempre molti corridori forti e quindi lui è uno in più. Io?”, sorride, “vedremo con la mia squadra, ci sarà tempo per decidere”. Si parte il 4 maggio, si arriva 23 giorni dopo a Roma, scelta come tappa finale dopo un anno di lavoro "diplimatico". La sindaca Raggi esulta: “Noi e il Giro ci stiamo corteggiando da un po', spero sia l'inizio di una lunga storia d'amore. E sarà un'occasione per mostrare ai cittadini che ci si può spostare in maniera sostenibile”. Un messaggio politico a due ruote. E a chi le chiede se portare il Giro sotto il Colosseo sia un modo per ricucire con la città dopo il no alle Olimpiadi, risponde citando lo stadio della Roma: “Abbiamo lavorato da sempre per il sì e tutti i pareri sono positivi. Abbiamo portato in città la Formula E, stiamo cercando di fare un upgrade anche sugli Internazionali d'Italia: per noi il binomio con lo sport di livello internazionale è fondamentale. Però gli eventi devono essere sostenibili per la città e per l'amministrazione. Prometto che per il Giro Roma si farà bella”.