Giro 2018, la presentazione delle tappe in Sicilia: quante insidie per i leader della classifica

Ciclismo

Giovanni Bruno

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Dopo le prime 3 tappe corse in Israele, la corsa in rosa sbarca in Italia. le prossime 3 tappe saranno corse in Sicilia e nascondono diverse insidie

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Si attraversa il Mediterraneo per sbarcare in Sicilia, le truppe cammellate del Giro lasciano quindi i bei ricordi della prima assoluta asiatica, in Israele, per i lidi più conosciuti ed insidiosi della trinacria. E’ stato un inizio bello e gioioso, proprio quello che serviva a questa edizione 101. Israele ha accolto benissimo la tre giorni in rosa, una selettiva cronometro e due tappe per velocisti... di Viviani memoria. Se la testa della generale è stata giocata tra Dumoulin e Dennis è proprio Israele che ha rappresentato la cosa più importante. I luoghi sacri e quelli della memoria hanno portato riflessioni e ammirazione per la sua popolazione. Di certo il grande ricordo ed omaggio a Gino Bartali ha aiutato un po’ tutti a partire con il “giusto” pensiero.

    

    

Le tappe siciliane

Ora però tre tappe una più difficile dell’altra. Una Sicilia complessa ed ostica per i primi caldi e frazioni assai vallonate con continui saliscendi che non lasciano respiro. Attenzione piena per gli uomini di classifica e soprattutto per chi deve recuperare i secondi persi nella cronometro di Gerusalemme, insomma i leader non posso distrarsi. Certo le prime due tappe hanno strappi finali da giro delle Fiandre : 8% a Caltagirone e ben 10% a Santa Ninfa adattissime per scattisti da finale, i classici “finisseur”. Tutto per preparare l’Etna. Si arriva all’osservatorio astronomico , 14 chilometri con media del 6% e punte del 15. Il primo vero assaggio, con arrivo in salita, della montagna. Un traguardi inedito anche se l’Etna ha già ospitato in varie annate il Giro: Bitossi, da Silva, Contador e lo scorso anno Polanc. 164 chilometri prima della risalita dall’Italia del Sud. Attesa forte per le conferme di Dumoulin o il favorito Froome o la sorpresa di un Lopez o i nostri Pozzovivo e Aru. Basta aspettare e vedere, pare poco.

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