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11 luglio 2019

Chi è Giulio Ciccone, la nuova maglia gialla del Tour de France 2019

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Secondo sullo storico traguardo della Planche de belle filles, Ciccone è diventato il leader del Tour de France: ecco chi è il 24 enne di Chieti, un predestinato sin dagli esordi nel ciclismo professionistico 

LA CRONACA DELLA 6^ TAPPA

CICCONE: "MAGLIA GIALLA UN SOGNO CHE SI AVVERA"

Un giallo d’altri tempi o che madonna di Giallo. Lui fa Ciccone di cognome come la Super Rock Star Veronica. Il nome è Giulio, arriva da Chieti, dove è nato 24 anni fa. Mentre Donna Veronica, un po’ più anzianotta, è di Pacentro, non lontano da dove è nato il nostro eroe di giornata e chissà. Infatti è proprio il caso di dirlo, chissà. Giulio Ciccone veste un giallo meraviglioso come il suo secondo posto in una tappa dal sapore antico e dalle dure erte finali, 24%, che forse lo hanno tradito per alzare le braccia anche per la vittoria, ma non per la generale del Tour. Quella è mancata, la vittoria. E francamente chissenefrega, se poi è salito sul podio per togliere il giallo al francese di casa, e che francese, Julien Alaphilippe. Bellissimo il bravo abruzzese, un metro e 76 per appena 57 chili. Fisico di attuale scalatore, scattista quasi irreverente tanto da vincere sin dai sui esordi da professionista con la Bardiani, nel 2016, la tappa di Sestola al Giro d’Italia. Un vincitore giovanissimo, tanto che solo in tre lo hanno preceduto: Fausto Coppi, Marchisio e il camoscio di Avezzano, il duro e coriaceo Vito Taccone. Ormai si più anche dire un predestinato visti poi i risultati. Successo al Mont Faron, giro di Provenza, davanti a Pinot e Bardet (ci sono anche al Tour), altro trionfo al Giro (la tappa del Mortirolo con arrivo a Ponte di legno di memoria pantaniana). Maglia blu, sempre al Giro, come leader della montagna sin dalla prima tappa, la cronoscalata di san Luca. Dal blu al giallo non è cosa da poco, anzi, per come ha gestito la tappa, è stato qualcosa di magnifico, quello che non ti aspetti. Dove sono mancati i grandi del tricolore, Nibali e Aru, entrambi vincitori alla Planche de belle filles, è arrivato lo scattista di Chieti. Lui non si è risparmiato in nulla, beata gioventù, forse pagando nel finale. Ma ripeto chissenefrega, se abbiamo visto un altro in italiano in giallo. E non è finita.

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