Presentato oggi presso l'Aula Consiliare di Palazzo Frizzoni a Bergamo il Weekend de Il Lombardia, che tra il 9 e l'11 ottobre vedrà la cittadina lombarda protagonista con la partenza della Classica delle Foglie Morte, uno degli appuntamenti più importanti del calendario UCI World Tour e proseguirà il giorno successivo con la prima storica partenza della Gran Fondo Il Lombardia intitolata a Felice Gimondi
“Pogacar sarebbe piaciuto a mio papà, Felice Gimondi”. La figlia Norma, alla presentazione della Gran Fondo intitolata al papà, parla così del ciclismo moderno.
Presentata a Bergamo la partenza del Giro di Lombardia e lo spostamento della Gran Fondo Felice Gimondi che si correrà la domenica proprio sulle strade del campione bergamasco. Nella gara dei pro, sabato 10 ottobre, ancora in forse la partecipazione di Pogacar, vincitore delle ultime 5 edizioni consecutive che potrebbe diventare il primo ciclista nella storia a vincerne sei.
Pogacar correrà il Lombardia? Presenza in dubbio
Il Giro di Lombardia, l’ultima classica monumento della stagione, ormai praticamente il giardino di casa di Tadej Pogacar che l’ha vinta nelle ultime 5 edizioni. La presenza del campione del mondo è ancora in forse per due motivi: uno, il più banale, è che la parte finale della stagione non è ancora stata definita, l’altro riguarda la Roubaix non vinta (perchè dire persa con un Wout Van Aert stellare e decisamente più sul suo terreno rispetto a Tadej sarebbe inappropriato): l’obbiettivo nemmeno troppo nascosto, come avete già letto più volte sul nostro sito, era quello di vincere tutte
le monumento in una stessa stagione, impresa mai riuscita a nessuno nella storia di uno sport che esiste da 150 anni. Se Pogacar avesse vinto la Roubaix e la Liegi dopo aver fatto l’impresa alla Sanremo e aver messo in cassa il Fiandre, di sicuro non avrebbe saltato il Lombardia, appunto la sua corsa. Ma la sua eventuale assenza non impensierisce il direttore di corsa di RCS Stefano Allocchio: “In questa manifestazione abbiamo tanti grandi campioni è ovvio che gli ultimi cinque anni, sei anni sia stato Pogacar il perno di questa corsa, però avremo altri campioni che verranno a farla. Forse è la classica più dura perché la Sanremo, la Roubaix sono dure perché sono dure ma in base al percorso e alle caratteristiche di corsa. Questa invece come gara è veramente impegnativa perché ha delle salite vere cosa che il Fiandre e le altre non hanno.”
Partenza da Bergamo, previste salite vere
Salite vere le avrà quindi anche il Lombardia 2026 con partenza, quello si che è certo, da Bergamo il 10 ottobre. “Sicuramente il percorso sarà molto impegnativo - prosegue Allocchio - perché vorremmo farlo selettivo e soprattutto qui dalla partenza di Bergamo, faremo un giro abbastanza importante nella bergamasca per poi dirigerci verso non si sa, o meglio noi sappiamo dove arriveremo ma lo comunicheremo solo più avanti.”
Gran Fondo Felice Gimondi al via domenica 11 ottobre
Altra certezza, con una novità: la Gran Fondo Felice Gimondi per amatori che si corre la domenica (come avviene già per la Strade Bianche) avrà partenza e arrivo a Bergamo. Il percorso, a 60 anni dalla prima vittoria del campione bergamasco al Lombardia (davanti a Merckx e Poulidor) vedrà salite lunghe e dure come Valcava e Miragolo (ben note a chi segue il ciclismo) e passaggio a Sedrina paese dove è nato lo storico avversario del cannibale belga. Finale, come per i pro, sullo strappo della Boccola proprio quello reso leggendario dalle vittorie di Pogacar e dalle ali di
pubblico che ormai da qualche anno accompagnano da vicinissimo i campioni nelle loro ultime faticose pedalate verso il traguardo.
Norma Gimondi: "Pogacar sarebbe piaciuto a mio papà"
Un percorso che piace a Norma Gimondi figlia di Felice e ciclista per tradizione e passione che ci dice la sua, da tifosa che ha visto e vissuto le corse sin da bambina insieme a suo papà, anche sul campione sloveno: “Oggi il ciclismo moderno è rappresentato da Tadej Pogacar. Lui un qualcosa di antico ce l'ha perché parte a correre a febbraio-marzo e finisce col giro di Lombardia (a metà ottobre n.d.r.) come i vecchi campioni. Quindi un po' si rivivono quei momenti con un grandissimo campione. Forse non è giusto fare paragoni, ma veramente sta dando lustro ad un movimento e a uno sport che aveva bisogno di un personaggio così.
Io mi ricordo - prosegue la figlia del campione del mondo 1973 - il primo Tour vinto da Tadej, mio padre non c'era più era il 2020 e lui non era di certo il favorito; aveva davanti un grande Roglic e quel Tour vinto così mi ha ricordato tanto quello conquistato da mio padre nel 65. Aveva 22 anni e mezzo e Pogacar più o meno la stessa età, aveva battuto all'epoca Poupoù (Raymond Poulidor corridore fenomenale etichettato come eterno secondo in un’epoca in cui correvano Merckx e Gimondi e nonno di Mathieu van der Poel n.d.r) il grande favorito così come lui ha battuto Roglic. Sì, Pogacar sarebbe piaciuto sicuramente anche a mio padre.”
Un campione, lo sloveno, che mette d’accordo praticamente tutti da chi ha visto il ciclismo in bianco e nero a chi segue quello ripreso dai droni e che la gente, dovunque sarà l’arrivo di questo Lombardia 2026, sarà pronta ad applaudire. Sempre che lui voglia tornare ancora sulle salite del Lombardia per staccare anche Coppi, vincitore di 5 edizioni ma non consecutivamente come lui, provando a trionfare per la sesta volta.