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Pogacar choc a The Athletic: "Tre vertebre rotte, felice di essere vivo. Ero depresso"

a "the athletic"

Intervistato da The Athletic, Tadej Pogacar ha raccontato il proprio calvario dopo l'infortunio alla Vuelta: "Oltre alla frattura della clavicola e alla commozione cerebrale, avevo tre vertebre rotte. A quel punto ero semplicemente felice di essere vivo o di camminare". La ripresa però è stata difficile: "Non provavo niente, mentalmente non stavo bene finchè non ho iniziato la fisioterapia"

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Prima degli Europei nella sua Slovenia, circolava l'ipotesi che Tadej Pogacar potesse addirittura recuperare dall'infortunio alla Vuelta e presentarsi ai nastri di partenza. "Conoscevo benissimo le strade del percorso, mi sono allenato lì tantissime volte. La frattura però non era ancora guarita del tutto e posso capire che la squadra non fosse così contenta di lasciarmi correre". Meglio così, anche perchè le conseguenze di quella caduta sono state più gravi del previsto. Non solo la commozione cerebrale e la frattura scomposta della clavicola sinistra, anche tre vertebre rotte: T1, T2 e C7. "Quando ho visto che avevo tre vertebre rotte, sono stato semplicemente felice di essere vivo e in piedi", ha rivelato a The Athletic. 

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"Non provavo niente e non riuscivo nemmeno a farmi la doccia da solo"

Il campione sloveno, nonostante i danni fisici potessero essere peggiori, ha sofferto la fase successiva all'infortunio: "Per le prime due settimane non sono stato bene mentalmente. Ero davvero giù, non ero una persona piacevole con cui stare. Non credo che Urska (Zigart, la compagna) fosse felice di avermi in casa, ero semplicemente depresso dopo l'operazione. Non provavo niente". La sua situazione quasi invalidante ha influito molto sull'umore: "Potevo farmi fare la doccia solo con l'aiuto del medico della squadra e non riuscivo a stare in piedi senza avere le vertigini, è stata durissima". La svolta solo con la ripresa parziale dell'attività fisica: "Quando ho iniziato il lavoro sui rulli e dal fisioterapista, ho cominciato a sentirmi meglio. Alcuni giorni volevo fare tutto, altri non volevo fare assolutamente nulla". Tutto questo però è alle spalle. Pogacar ha ripreso da un paio di settimane ad allenarsi di nuovo in strada: "Ora sto bene e non sento più fastidi, faccio tutte le cose normalmente. Se dovessi cadere di nuovo però, potrebbe essere davvero un problema. Molti mi dicono che sono stato fortunato con questa tipologia di infortunio". Non solo i corridori però devono limitare i rischi: "Le velocità sono molto più elevate rispetto al passato, ma gli arrivi restano gli stessi. Bisogna evitare fondi stradali dissestati, buche, dossi artificiali e rotatorie. Le cose da fare sono molte".

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