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04 ottobre 2016

GP del Giappone: Suzuka, il luna park della Honda

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Spunti, curiosità e statistiche del GP del Giappone. Il mondiale di Formula 1 2016 arriva a Suzuka, 17esima gara della stagione, con Rosberg in fuga grazie al motore Mercedes di Hamilton andato ko tra fuoco e fiamme in Malesia. Mentre la Ferrari cerca un podio per uscire dalla crisi di risultati

Suzuka è un gran posto dove correre, l’autodromo e la location magari lasciano un po’ a desiderare (non siamo ad Abu Dhabi per intenderci) ma qui si respira aria di corse, di storia, di campioni. Il tutto poi in un’atmosfera di festa incredibile, con un pubblico tra i più appassionati e variopinti del mondiale.
La pista, costruita negli anni ’60, sorge all’interno dell’area del Luna Park di proprietà della Honda che originariamente aveva pensato ad un tracciato per test privati. Solo a partire dagli anni ’80 il circuito entra in pianta stabile nel calendario del Circus della Formula 1, meritandosi la fama di pista selettiva e molto tecnica.

Grandi trionfi, pesanti sconfitte - Posizionato strategicamente per molte stagioni come ultima tappa del mondiale, il GP del Giappone a Suzuka è stata teatro di battaglie memorabili e di assegnazioni celebri di campionati del mondo. Solo per citarne alcune: nel 1987 Mansell si schianta in prova, non corre e Piquet diventa “tricampeao”. Nel 1989 si assiste alla madre di tutti gli scontri con Senna e Prost che agganciano le loro McLaren alla chicane (titolo al francese). L’anno successivo è la volta della grande vendetta di Senna che alla prima curva butta fuori Prost, passato alla Ferrari (titolo al brasiliano). Nel 1996 succede tutto in casa Williams con lo scontro tra figli celebri: Damon Hill campione e Jaques Villeneuve vice. Nel 1999 la gioia è quella di Hakkinen e la delusione è tutta per Irvine con la Ferrari, mentre nel 2000 si assiste al ritorno del titolo mondiale piloti a Maranello dopo 21 anni grazie a Schumacher…

La pista – Suzuka piace ai piloti, da sempre, perché una pista tecnica, dove per emergere ci vuole talento. E’ un tracciato completo, che lungo i sui 5.8 km presenta una gran varietà di situazioni. Ci sono 18 curve, equamente ripartite tra desta e sinistra. Si va dalle esse veloci in sequenza da raccordare (a oltre 240 km/h!), alle curve secche a 90°, dal famoso Hairpin (il tornante), alla Spoon dalla forma appunto di cucchiaio. Ma il top arriva prima della famosissima chicane, quella dell’aggancio Senna-Prost del 1989, con la spettacolare 130R. La si percorre a full gas, in pieno ad oltre 300 km/h, lanciati dall’uscita della Spoon. Se voli fuori c’è da aver paura e tener giù il piede non è da tutti.
Il tracciato è stretto, non è facilissimo superare, ed unico nel suo genere ha una configurazione ad otto, con sottopasso e cavalcavia come nelle piste per modellini più classiche.

Gli assetti – A Suzuka serve carico aerodinamico perché bisogna andar forte (e molto) nelle curve. Bisogna tener giù il piede e far correre la monoposto nelle Esse (3-6 nell’immagine), alla Dunlop (7), alla 200R (12) ma soprattutto alla 130R, la regina del mondiale, che sfianca piloti e pneumatici con i livelli di forza-g continua più elevati dell’anno.
Come a Sepang, la possibilità di pioggia, nell’arco dei 53 giri di gara, è concreta ed il meteo può giocare brutti scherzi con sbalzi di temperatura significativi.

Le gomme – Come già successo in Malesia, anche per il GP del Giappone la Pirelli ha optato per le scelte di pneumatici più dure. Le mescole portate dalla casa milanese sono: la hard (banda arancione), la media (bianca) e la soft (gialla). A Suzuka come a Sepang la hard sarà obbligatoriamente da utilizzare in gara, questo in considerazione degli elevati carichi laterali dovuti ai curvoni in percorrenza che comportano consumo e degrado significativo.
Nel 2015 Hamilton ha vinto con una strategia su due soste, con una sequenza medium (in partenza), medium, hard.
La Ferrari ha optato per una strategia aggressiva quest’anno con Vettel che ha solo un set di medie ma ben nove treni soft (su 13 totali), tre in piu’ dei rivali diretti con la Red Bull. Garà d’attacco quindi almeno nelle intenzioni.

I record – Il legame tra Suzuka e  Schumi è ben evidente anche dalle statistiche che evidenziano i record del tedesco. Numero di vittorie: Schumacher (6), Pole: Schumacher (8), Podi: Schumacher (9). Il record della pista in 1:31:540 è di Kimi Raikkonen su McLaren Mercedes, fatto segnare nel GP del 2005

Gli orari - Il GP del Giappone live su SkySportF1HD canale 207. Qualifiche sabato ore 8.00 e gara domenica alle 7.00 con pre-gara dalle 5.25. Race Anatomy alle 12:30