La STR12 pezzo per pezzo: smontiamo la Toro Rosso

Formula 1

Cristiano Sponton

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L'ANALISI TECNICA. VOTO 6,5 alla Toro Rosso l'ultima a togliere i veli è stata la Toro Rosso e a svelare le forme della STR12. Monoposto di "rottura" con la precedente versioni specialmente nella zona anteriore in quanto è stato abbandonato il muso corto con protuberanza, utilizzato ormai da diverse stagioni

All'anteriore (1) è stata seguita la stessa filosofia della Mercedes, soluzione che favorisce  l'afflusso d'aria esternamente ai piloncini di sostegno dell'ala che viene poi gestita, prima di investire il corpo centrale della vettura, dai nuovi turning vanes.

Interessanti i cambiamenti sui profili interni dei flap superiori dell'ala anteriore (2) che sono stati cambiati riprendendo la soluzione utilizzata dalla McLaren nella scorsa stagione. Una modifica  importante per la gestione dei vortici chiamati "Y250". E' proprio dall'intensità e dalla qualità di questi vortici che dipende molto della generazione di carico aerodinamico tra parte centrale e soprattutto finale della vettura.

Sugli upper flap (3) a due elementi è stato collocato un profilo aerodinamico per migliorare lo spostamento del flusso d'aria esternamente agli pneumatici anteriori. 

Sulla STR12 verranno utilizzati i mozzi soffianti che permettono di espellere, direttamente dal mozzo, l'aria calda che si genera all'interno del cerchio. Questa soluzione, se ben tarata, contribuisce a ridurre le turbolenze che si vengono a generare dal rotolamento dello pneumatico che disturbano l'efficienza aerodinamica generale della monoposto, soprattutto tra parte centrale e posteriore della vettura.

Turning Vanesa a 3 elementi collocati sotto il muso, elementi importanti per la gestione del flusso d'aria in arrivo dalla sezione neutra dell'ala anteriore e dalla parte interna dei flap e  vanno ad interagire con il grosso vortice creato nella parte interna dei flap superiori dell'ala anteriore. 

Utilizzato il sistema S-Duct (6) che prevede una presa d'aria di ingresso in una posizione molto avanzata (7) . L'utilità di tale dispositivo è quella di incanalare l'aria turbolenta da sotto il naso ed espellerla sotto forma di flusso laminare al di sopra della vettura. I condotti sono studiati appositamente per avere meno angoli acuti (sia in ingresso che in uscita) con una risultante maggior efficienza rispetto alle versione "classica".

La zona centrale, almeno per ora, è piuttosto semplice e non si notano soluzioni particolari. Sono utilizzati dei bargeboard molto estesi che hanno la funzione di separare, canalizzare e indirizzare i flussi provenienti dall'ala anteriore verso il fondo, le prese d’aria radiatori e l’esterno delle fiancate.

Tutti i bargeboards, dai più semplici ai più complessi, hanno in comune una caratteristica: non vanno mai a raccordarsi con il bordo di ingresso delle prese d’aria dei radiatori, bensì lo aggirano. In tal modo, i deviatori non scaricano i loro strati limite dentro le prese d’aria radiatori, al contrario, li scaricano all'esterno della vettura.  Inoltre i bargeboards vengono utilizzati per guidare l'aria turbolenta dalla scia dell'ala anteriore, lontano dal flusso d'aria vitale sotto la vettura. Il bordo inferiore e posteriore di un bargeboard crea un vortice che viaggia lungo il bordo inferiore esterno del sidepod, agendo come un pannello esterno o diga che contribuisce a sigillare l'area pressione inferiore sotto la macchina.

Nella zona posteriore c'è da segnala l'utilizzo della pinna dorsale per migliorare il flusso d'aria diretto verso l'ala posteriore. L'ala posteriore in versione 2017 prevede degli endplate inclinati verso il posteriore di 25°. La parte alta degli endplate dell'ala posteriore riprendono una soluzione introdotta in pista per la prima volta lo scorso anno dal team di Faenza. Come potete vedere il bordo d'ingresso è  completamente aperto per cercare di alleviare la pressione e quindi lo strato limite sulle derive verticali favorendo allo stesso tempo una maggior accelerazione del flusso sul dorso del flap mobile (zona esterna). L'ala è sorretta da un mono-pilone con la presenza del monkey seat per incrementare il carico al posteriore.

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