Da GP2 a Formula 2, parte la stagione 2017

Formula 1
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Si legge GP2, anzi no: Formula 2. Alla vigilia della stagione 2017, che scatterà in questo weekend nel deserto di Sakhir, la serie cadetta della F1 ha cambiato identità grazie al coinvolgimento diretto della FIA nell’organizzazione. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul campionato al via sul circuito di Manana

Torna in vita la Formula2, un nome carico di significato per l’automobilismo, le cui origini risalgono addirittura al 1948. Nel 1985 avvenne il passaggio di consegne con l’inedita F3000, poi sostituita nel 2005 dalla GP2, che ha prodotto 29 piloti capaci di conquistare un sedile in Formula 1: ad aprire la strada è stato Nico Rosberg, l’ultimo in ordine cronologico Antonio Giovinazzi, giunto a un soffio dal titolo 2016 andato nelle mani del francese Pierre Gasly.

Ghiotto e Fuoco gli italiani

Le speranze nostrane sono ora riposte in Luca Ghiotto e nella novità Antonio Fuoco. Il 22enne veneto ci riprova dopo il bell’esordio dello scorso anno, ereditando da Raffaele Marciello il sedile nel team Russian Time; il calabrese, spinto dalla Ferrari Driver Academy, formerà un binomio tutto made in Italy con la Prema campione in carica. In lista anche altre due squadre che battono bandiera tricolore: la Trident, che schiera Nabil Jeffri e Sergio Canamasas, e la Rapax che si affida al veterano Johnny Cecotto Jr e a Nyck De Vries, membro del programma giovani McLaren. L’olandese è stato il più veloce nei test disputati un mese fa in Bahrain, potrebbe essere la mina vagante.

I rivali più temibili

Chi va tenuto d’occhio? Sicuramente Charles Leclerc, l’altro baby talento di casa Ferrari, che nel 2016 ha vinto la GP3 e proprio con Fuoco farà coppia dentro al box Prema. La scuderia più decorata al via, la ART Grand Prix, scommette ancora sul giapponese Nobuharu Matsushita (protetto Honda) e sul rookie Alexander Albon, vicecampione GP3. Oliver Rowland, supportato dalla Renault, è chiamato al salto di qualità definitivo con la DAMS, mentre la Racing Engineering punta forte sul figlio d’arte svizzero Louis Deletraz: pure lui una new-entry, ma atteso per essere subito competitivo. Ingresso dell’ultima ora quello dell’esperto monegasco Stefano Coletti, vecchia conoscenza della GP2, che a Sakhir torna per completare la line-up della spagnola Campos.

Stesso pacchetto

Modificato il passaporto, non la sostanza. La Formula 2  riprende il collaudato pacchetto tecnico della GP2, caratterizzato dalla vettura Dallara dotata di motore V8 da 620 cavalli, gomme Pirelli e, ovviamente, zero aiuti elettronici. Anche il format dei weekend resta il solito: al venerdì si accendono i motori con prove libere e qualifiche per stabilire la griglia di gara 1, in programma al sabato. Domenica mattina si disputa invece gara 2 con ordine di partenza basato sulla classifica della manche precedente, ma con le prime otto posizioni invertite. Una regola che incentiva rimonte e spettacolo. Punti in palio inoltre per la pole e per il giro più veloce, premiando chi spinge sempre al massimo.

Il calendario

Sono 11 gli appuntamenti in calendario, come da tradizione a supporto della F1. Unica eccezione a ottobre, quando la Formula 2 sarà a Jerez per rimediare alla cancellazione del GP di Germania. Dopo la sfida inaugurale in Bahrain, le tappe previste sono quelle sui tracciati europei del Circus: Barcellona il 13-14 maggio, poi Montecarlo, e avanti così verso il tempio della velocità a Monza il 2 e 3 settembre. A fine novembre la volata conclusiva sul circuito di Abu Dhabi.

La curiosità

Dal 2009 al 2012 è già esistito un campionato marchiato come F2, contrapposto alla stessa GP2. A volerlo fu Max Mosley, all’epoca presidente della Federazione: la categoria nasceva come alternativa low-cost, con monoposto fornite dalla Williams e gestite in modo centralizzato senza la presenza dei team. Il progetto non ha avuto però il successo sperato, quindi la decisione di chiudere dopo appena quattro anni. Soltanto adesso si può parlare della rinascita di una vera Formula 2: chi scriverà il suo nome nell’albo d’oro?

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