F1, GP Canada: quando la prima volta non si scorda mai

Formula 1

Simone De Luca

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Dopo la prima parentesi europea, la Formula 1 si sposta oltreoceano e va in Canada dove si corre per la 48^ volta. Tra i sette trionfi di Schumacher, la prima vittoria di Gilles Villeneuve, Daniel Ricciardo (e non solo) e l'insidia nemmeno troppo nascosta del "wall of champions"

Dici Canada e pensi Montreal, all’Ile de Notre Dame, al “wall of champions” il muro dei campioni. Quindi dici Canada e pensi, immediatamente, al Circuit Gilles Villeneuve. Eppure nelle sue 47 edizioni non si è corso solo a Montreal. Nelle prime dieci ad alternarsi sono stati Mosport in Ontario, in uno degli stati anglofoni del Canada, e Mont Tremblant costruito nel mezzo di un resort sciistico ad un paio d’ore di auto proprio da Montreal. Entrambi, affascinanti e vari nella loro configurazioni, sono stati abbandonati perché troppo pericolosi. Ma anche loro hanno contribuito a fare la storia del GP del Canada.

1967 - A Mosport, appunto, la Formula 1 arriva in Canada per la prima volta nella storia. A vincere è il tre volte campione del mondo Jack Brabham alla guida della monoposto che porta il suo nome. Dietro di lui l’altra macchina del team guidata dal neozelandese Hulme.

1968 - Un anno dopo ecco il primo cambio di sede: si corre a Mont Tremblant. In mezzo alle montagne del Quebec a fine settembre però non fa freddo. La gara si corre con quasi 28 gradi e su di una pista che è tutto un saliscendi, stretta e pericolosa, a vincere è Danny Hulme su McLaren-Ford a cui, evidentemente, il Canada piace visto il secondo posto dell’anno precedente. Alle sue spalle il compagno di squadra Bruce McLaren davanti ad uno dei due fratelli Rodriguez: Pedro. Ma da segnalare c’è soprattutto quanto accaduto in qualifica: Jackie Ickx, in piena corsa per il mondiale, si ritrova con l’acceleratore bloccato e va a sbattere con la sua Ferrari 312. Si rompe una gamba e saluta ogni possibilità di vincere il titolo.

1973 - Vince Revson su McLaren davanti a Fittipaldi su Lotus e Jackie Oliver sulla Shadow. Ma non è per questo che la gara verrà ricordata ma per due eventi strettamente connessi: la prima Safety Car della storia della Formula1, uscita al 32esimo giro di una gara partita sotto la pioggia dopo l’incidente tra Cevert e Scheckter, e la confusione seguita al suo ingresso che porterà a decretare il vincitore con notevole ritardo. La SC, anche se la denominazione ufficiale in F1 arriverà solo nel 1993 in Brasile, entra in pista davanti alla monoposto del neozelandese Howden Ganley creando un po’ di scompiglio nel gruppo. Cominciano i pit stop per montare le gomme slick, da poco introdotte in Formula 1, su una pista che si asciuga. L’angusta corsia box del circuito canadese costringe alcuni piloti ad entrare e uscire senza poter effettuare il cambio gomme a causa dello spazio mancante. Ganley capisce il problema ed entra solo dopo la sosta del suo compagno di squadra guadagnando molte posizioni. In un’epoca in cui l’elettronica ed i sensori sulle macchine erano di là da venire all’ottantesimo e ultimo giro la bandiera a scacchi viene sventolata davanti a un gruppetto che vede in testa proprio Ganley seguito da Mike “the bike” Hailwood, Peter Revson e James Hunt. Ma non è lui il vincitore avendo completato solo 79 giri: Colin Chapman lancia per aria il suo cappello convinto che a trionfare sia stato il “suo” Emerson Fittipaldi ma nemmeno lui salirà sul gradino più alto del podio. A vincere, davanti al brasiliano, è Peter Revson al secondo successo in carriera.

1978 - Il Gran Premio del Canada cambia sede, si arriva in quella definitiva di Montreal. È l’ultima gara della stagione. Il mondiale lo ha già vinto Mario Andretti con la Lotus-Ford che nelle ultime tre gare, però, conquista appena un punto. Si arriva a casa di Gilles Villeneuve, nato a poco più di mezz’ora dal circuito in un piccolo paesino del Quebec. È l’8 ottobre e l’autunno canadese si fa sentire: la domenica della gara si corre a 5 gradi sopra lo zero. Mario Andretti, prima di gareggiare, dichiara che la pista è stata disegnata su misura per Gilles. Ed infatti a vincere sarà proprio lui, unico canadese a conquistare il GP di casa. Ma al via ad andare al comando è Jean Pierre Jarier con la Lotus che prende un comodo margine di oltre 20 secondi anche grazie al tappo fatto da Alan Jones che blocca la Wolf di Scheckter e la Ferrari di Villeneuve. Al 18esimo giro il sudafricano passa ed è secondo e lo stesso fa, poco dopo, il suo futuro compagno di squadra che poi, al 25esimo giro si porta in seconda posizione. Jarier nel frattempo comincia a rallentare, la pressione dell’olio sta crollando e così i tempi sul giro, il sogno della prima vittoria in carriera si allontana mentre il pubblico canadese sulle tribune comincia a mormorare: Gilles può centrare una storica vittoria. Nel suo GP. A mezz’ora da dove è nato. E così è: in trionfo il ferrarista chiude con 13 secondi su Scheckter e 19 su Reutemann. È la sua prima vittoria in carriera. Non avrebbe potuto essere più leggendaria.

1981 - Alzi la mano chi si ricorda che a Montreal a vincere è stato Jacques Laffite su Ligier davanti a John Watson su McLaren. Pochi, pochini, forse pochissimi. Alzi la mano chi invece ricorda una Ferrari con un’ala anteriore tutta storta, talmente storta, quasi divelta, da domandarsi: “ma come fa a vedere e a guidarla il pilota?”. Beh, se il pilota fosse uno qualsiasi, la domanda avrebbe anche un certo senso ma se nell’abitacolo c’è un certo Villeneuve ecco che il concetto di guida al limite va del tutto riscritto. Ed in Canada nel 1981 Gilles scrive un manuale, un compendio, un’enciclopedia della guida al limite: non potendo vedere l’asfalto si orienta con la visione periferica trovando altri riferimenti per capire come e dove passare. Il tutto su pista allagata. Lo fa per tre giri fino a che l’ala, grazie ad un passaggio sul cordolo volutamente più brusco degli altri, si stacca restituendo al ferrarista la visuale. In confronto al problema fin qui affrontato, il dover correre sul bagnato con molto meno carico aerodinamico è una sciocchezza. E così arriva quell’incredibile terzo posto che aggiunge un altro tassello alla leggenda che Villeneuve sta costruendo pista dopo pista, incidente dopo incidente, duello dopo duello.

1982 - Ottava gara della stagione. Il Canada e tutta la Formula1 piangono ancora Gilles, scomparso a Zolder un mese prima. E a Montreal, sul circuito che ora porta il suo nome, si piangerà ancora. Per Riccardo Paletti alla prima partenza in griglia della sua carriera che non riesce ad evitare la Ferrari di Pironi ferma dopo la partenza della gara. Un impatto a 180 all’ora, soccorsi lunghi e complessi con la macchina che prende fuoco e le polveri degli estintori a riempire i polmoni del già incosciente pilota milanese. Ma la Formula1 è abituata a convivere con questi drammi. La gara riprende e a vincere è Piquet davanti a Patrese, Watson, leader del mondiale, e Elio De Angelis.

1985 - Si arriva in Canada con Elio De Angelis leader del campionato grazie alla vittoria ad Imola. Alle sue spalle, a due punti, Alain Prost sulla McLaren-Tag e Michele Alboreto sulla Ferrari. La pole position la fa proprio Elio De Angelis. Dietro a due decimi c’è il suo compagno di squadra Ayrton Senna per l’ultima prima fila tutta Lotus della storia. Poi le due Ferrari di Alboreto e Johansson. Al via le due Lotus tengono la testa della corsa e sembrano poter vincere in scioltezza. Ma la monoposto del brasiliano comincia ad accusare problemi al turbo e Senna è costretto ai box. La Ferrari, dopo un avvio lento, prende il ritmo. Alboreto duella con De Angelis e lo passa sul rettilineo del traguardo. Lo stesso fa Johansson che al 50esimo giro supera anche lui il romano della Lotus e si porta al secondo posto. Lo svedese vola e si fa aggressivo. Alboreto non ha bisogno di spingere, la gara vede già una doppietta Ferrari a portata di mano e così dal box arriva per il cartello “SLOW” che congela le posizioni. È doppietta con il primo podio in carriera per Johansson e Alboreto che rafforza la classifica di un mondiale che perderà solo per l’affidabilità mancata nelle ultime 4 gare.

1988 - Il Gran Premio del Canada ritorna in calendario dopo un anno di assenza. Le qualifiche sono dominate dalle McLaren che finora hanno vinto anche le prime quattro gare della stagione. È la quinta pole consecutiva per Senna due decimi davanti a Prost. In gara però tutti i cavalli del motore Honda possono creare problemi di consumi e così la McLaren decide di abbassare la pressione del turbo rinunciando ad un po’ di potenza per evitare di restare senza carburante. La Benetton invece con il suo motore aspirato imbarca oltre 200 chili di benzina per poter spingere nella seconda parte di gara quando i piloti con motori turbo dovranno risparmiare per evitare di restare a secco. Alla partenza Prost scatta meglio di Senna e prende il comando. Dietro di loro le Ferrari e poi le Benetton. Ma le monoposto di Maranello hanno problemi e Berger e Alboreto si ritirano. Senna intanto segue Prost fino ad infilarlo alla staccata per il tornantino. Boutsen, su Benetton si porta in terza posizione mentre il suo compagno, Nannini, si ritira anche lui. Senna vince su Prost e Boutsen che precede Piquet e Capelli.

1991 - Quinta gara della stagione. Senna ha vinto tutte le prime quattro per quello che si prospetta come un dominio mondiale. Ma la pole in Canada va a Riccardo Patrese che, dopo un terribile incidente nelle libere da cui esce illeso, per la quinta volta in stagione sta davanti al compagno in Williams Nigel Mansell. Senna è “solo” terzo. Al via però Mansell prende il comando e sembra avviato alla vittoria anche perché Patrese verso tre quarti di gara accusa problemi al cambio e non può impensierirlo. Piquet, sulla Benetton-Ford comincia la sua rimonta e passa il padovano portandosi in seconda posizione. Nell’ultimo giro la Williams di Mansell si spegne al tornantino: si dice per un errore di cambiata del pilota che avrebbe fatto spegnere il motore o per una manovra maldestra dello stesso Mansell che avrebbe inavvertitamente toccato l’interruttore di spegnimento. La Williams dirà che è stato un problema elettronico lasciando il dubbio a molti. Piquet invece i dubbi li dissolve andando a vincere il suo ultimo Gran Premio in Formula 1.

1995 - Jean Alesi agli occhi dei tifosi ferraristi è l’erede di Villeneuve. Va spesso oltre il limite, compie imprese incredibili con una monoposto nettamente inferiore alla concorrenza, guida una Ferrari rossa con il numero 27. In più il GP del Canada 1995 si corre nel giorno del suo compleanno che non ha mai vinto una gara in carriera. I segni del destino ci sono tutti. Come il problema al cambio del leader del mondiale Michael Schumacher che lo costringe ad un lungo pit stop o quelli accusati da piloti in genere in lotta per la vittoria. Fatto sta che Giovanni “Jean” Alesi secondo al momento del problema di Schumi, coglie la sua prima ed unica vittoria. I tifosi ferraristi piangono di gioia perché sul circuito di Gilles, intitolato a Gilles, a casa di Gilles, a vincere è il suo erede.

1997 - 2004 L’era Schumacher. Sfuggita la vittoria nel 1995 per il problema tecnico di cui sopra, Schumi si rifà abbondantemente dominando in Canada dal 1997 al 2004. Con due sole eccezioni: il 1999 e il 2001. Nel ’99 il ferrarista (che ancora con la rossa deve vincere un mondiale) parte dalla  pole position e mantiene il comando. Ma il ’99 è l’anno in cui nascerà la definizione del “muro dei campioni”. In gara vanno a sbattere lì prima Ricardo Zonta (e non è certo per lui che nasce il nome del muro), poi Damon Hill, campione del mondo ’96, poi Michael Schumacher (’94-’95) e poi Jacques Villeneuve (’97). Ecco nato il “wall of champions”. Hakkinen, campione in carica, non si fa invece irretire dal muro e va a vincere la gara davanti a Fisichella e Irvine.

L’altra eccezione è il 2001 quando a vincere è Ralf Schumacher davanti a Michael. Sarà la prima ed unica volta di un uno-due tra fratelli in Formula1. 

Per citare invece una vittoria guardiamo al 2004. In pole c’è Ralf Schumacher, il fratellone Michael è solo sesto davanti al compagno di squadra Barrichello con una Ferrari che sceglie di partire con più carburante per fare una sosta in meno in gara. Strategia azzeccata se hai chi dalla teoria traduce in pratica il tutto alla perfezione. E la Ferrari quel pilota ce l’ha. Schumi martella giro dopo giro e Barrichello lo segue. Arriva la doppietta. Arriva la 77esima vittoria in carriera, la settima per il tedesco in stagione e la 7a anche in Canada. Mai nessun pilota aveva vinto tanto su un unico circuito.

2006 - La prima, ed unica, vittoria di Alonso in Canada. Scattato dalla pole Fernando non deve faticare più di tanto in gara tenendo un ritmo che gli altri non riescono a gestire. Ma a pochi giri dalla fine Jacques Villeneuve sulla BMW Sauber va a sbattere sul muro dei campioni per un problema ai freni e la Safety Car ricompatta il gruppo. Raikkonen, secondo, si ritrova in coda a dei doppiati e non può insidiare Alonso. Schumacher ne approfitta e si prende la seconda posizione proprio davanti al finlandese.

2007 - È giugno e in Canada giugno vuol dire Gran Premio. Si arriva a Montreal con la McLaren in controllo del mondiale con una coppia in vetta alla classifica. Il campione del mondo in carica Fernando Alonso, passato al team di Woking, ha già vinto due gare ma la continuità del suo compagno di squadra, il debuttante Lewis Hamilton, non gli ha consentito di creare margine in classifica. In qualifica è ancora lotta tra i due compagni con l’inglese che centra la pole davanti allo spagnolo. In gara però il ritmo imposto da Hamilton è insostenibile per tutti. Alonso fa quattro lunghi alla prima curva per problemi ai freni e scende in classifica. Hamilton va a vincere il suo primo Gran Premio in carriera davanti a Heidfeld e Wurz in una gara caratterizzata anche dal terrificante incidente di Robert Kubica. Il polacco, dopo un contatto con Trulli, perde l’ala anteriore e si schianta violentemente contro il muretto della curva che porta al tornante, capotta più volte e finisce la corsa a testa in giù. Salterà solo una gara per poi tornare a Magny Cours.

2008 - Il Canada toglie, il Canada dà. Ad un anno dal terribile botto, Robert Kubica torna a Montreal e in qualifica coglie la seconda posizione alle spalle di Lewis Hamilton e davanti a Kimi Raikkonen. Al via l’inglese della McLaren mantiene la testa in una partenza senza incidenti. L’episodio decisivo avviene però al pit stop: Hamilton, Raikkonen e Kubica, i primi tre della classifica, entrano contemporaneamente. Il finlandese della Ferrari esce per primo e si ferma in fondo alla corsia box con il semaforo della pit che segna il rosso. Hamilton, distratto, non vede la luce e lo tampona provocando il ritiro di entrambe. Robert Kubica ringrazia, prende la testa e con una gara perfetta coglie la vittoria. L’unica per lui e l’unica per la BMW come costruttore.

2011 - È, ufficialmente, la gara più lunga della storia della Formula1. Da ricordare per l’interruzione di due ore dovuta alle pessime condizioni meteo, per le 5 apparizioni della Safety Car e per la vittoria di Jenson Button. L’inglese, re delle condizioni di pista mutevoli, dopo una foratura si ritrova in ultima posizione. Da lì comincia la rimonta che, negli ultimi giri lo porterà a mettere pressione a Vettel. Il tedesco della Red Bull nell’ultimo passaggio commette un errore di troppo e regala la vittoria al suo avversario mantenendo comunque, ampiamente la testa del mondiale.

2014 - gara da ricordare perché è l’ennesima prima vittoria per un pilota in Formula1. Al via Hamilton prova ad andare all’esterno su Rosberg ma il tedesco va al bloccaggio si allarga e costringe Hamilton a lasciar passare Vettel. L’inglese riconquista il secondo posto e si rimette in scia a Rosberg quando, quasi contemporaneamente, entrambe le Mercedes accusano un problema all’MGU-K che porta a un calo di potenza di circa 160 cavalli. Le due frecce d’argento rallentano visibilmente e dietro la Red Bull di Ricciardo comincia la sua rimonta. Hamilton si ritira con i freni posteriori in fiamme a causa del guasto al Kers mentre Rosberg resiste in testa davanti a Perez e Ricciardo. Il messicano comincia ad avere problemi ai freni e viene passato dalla Red Bull dell’australiano che comincia a fiutare il colpaccio con Rosberg ancora con una monoposto azzoppata. Al penultimo giro Ricciardo attacca Rosberg e va in testa. Poco dopo Massa e Perez si scontrano in un incidente violentissimo me senza conseguenze che però porta all’uscita della Safety Car. La gara finisce così: Ricciardo vince il primo Gran Premio in carriera, Rosberg, secondo, allunga a +22 in classifica su Hamilton.

Queste quindi alcuni dei momenti memorabili del Gran Premio del Canada, un Gran Premio fatto di  gioie, dolori, tragedie e festeggiamenti ma soprattutto prime volte: cinque i piloti a vincere qui la loro prima gara in F1: Gilles Villeneuve, Thierry Boutse, Jean Alesi, Robert Kubica e Daniel Ricciardo. Nel 2017 un’altra prima volta sembra, magari, meno possibile ma la lunga storia di questa gara ci ha insegnato che qui, tutto, davvero tutto, è possibile.

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