Formula 1, non solo Kubica: i rientri più famosi della storia dello sport

Formula 1

Il pilota polacco torna da titolare in F1 dopo otto anni dall'ultima gara. Ma ci sono altri clamorosi esempi nello sport. In panchina o in campo, da Dan Peterson a Borg, passando per Alì, Pelè e Schumacher. E' l'adrenalina il comune denominatore. Il GP di Abu Dhabi è in diretta su Sky Sport F1: gara domenica alle 14.10. Liveblog, come sempre, su Skysport.it!

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A volte è più una questione di anagrafe, altre, come nel caso di Robert Kubica, è decisiva la voglia di tornare a sognare. Il comune denominatore, però, è sempre l'adrenalina. E quando sale, c'è poco da fare: non si sfugge al richiamo dell'agonismo. Dopo 8 anni il pilota polacco ha riconquistato un sedile da titolare in Formula 1, ma nella storia dello sport ci sono stati altri grandi clamorosi ritorno.

Coach da record

Dan Peterson, qualche anno fa, ne è stato un esempio piuttosto clamoroso e romantico. A 75 primavere era tornato a bordo parquet per guidare l'Olimpia Milano 23 anni dopo l'ultima volta da coach. Ma se quello di Peterson, considerando la durata dell'assenza, è forse un record, in tanti non hanno saputo resistere alla tentazione. Allenatori, certo, ma soprattutto atleti.

Ritorno Magic...

Il basket, in questo senso, mostra un richiamo fortissimo. Earvin "Magic" Johnson, leggenda dei Lakers dal 1979, annunciò il ritiro nel 1991 dopo avere contratto l'Hiv. In realtà, giocò anche nel Dream Team Usa che vinse l'oro a Barcellona 1992, ma quattro anni dopo (gennaio 1996) rieccolo di nuovo, a 37 anni, con i Lakers. Non sfigurò. Michael Jordan, altro mito Nba, si ritirò… tre volte: nel 1993, quando si diede mestamente al baseball per tornare nei Bulls due anni dopo, e nel 1998. Tornò nel 2001, con i Washington Wizards, e rimase sino al 2003 quando ritoccò la media punti per partita nella regular season di Chamberlain (30,12 per MJ) ritirandosi, stavolta definitivamente, con il nuovo primato.

Quando Borg...

Nel tennis resta nella memoria, in negativo, il ritorno di Bjorn Borg. Ritiratosi nel 1983, tornò in campo nel 1991 e lo fece in maniera decisamente vintage, con tanto di racchetta in legno. Un fallimento che durò un paio di anni, prima dell'addio; meglio invece fece Martina Navratilova che lasciò nel 1994 e tornò nel 2000, riscoprendosi vincente nel doppio. Storico, nel pugilato, il grande ritorno di George Foreman. Vinse il suo primo titolo dei massimi nel 1971 contro Frazier, si ritirò nel 1977 con tanto di crisi mistica, rientrò sul ring 10 anni dopo e nel 1994, a 45 anni e 9 mesi, rivinse il mondiale contro Michael Moorer.

Da Alì a Schumacher

Mohamed Alì, il più grande, si ripresentò sul ring nel 1980, due anni dopo l'addio, ma non fu più vera gloria. E mentre la Formula 1 di ha visto il ritorno-tradimento di Michael Schumacher, anche Pelé ha più volte fatto retromarcia dopo essersi ritirato. Dopo l'addio al Santos, eccolo tornare a New York, nei Cosmos: tre anni glamour, assieme a tante altre vecchie glorie rientranti, quindi l'addio vero e proprio.

Sopra la panca

Per quanto riguarda gli allenatori, in Italia, un paio di rientri post ritiro vanno segnalati. Arrigo Sacchi lasciò la panchina per stress nel 1999 (dimettendosi dall'Atletico Madrid), ma resistette fuori dalla mischia appena due anni e tornò nel 2001 per sostituire Malesani a Parma. Durò una manciata di partite, poi si ritirò definitivamente. Il record, tuttavia, spetta a Paolo Mazza. Classe 1901, storia d'altri tempi: ex elettricista e calciatore dilettante, dal 1939 al 1942 fu l'allenatore della Spal di cui, nel secondo dopoguerra, divenne prima direttore sportivo poi presidente. Ma nel 1962, pur restando alla guida del club ferrarese, Mazza tornò in panchina, addirittura in Nazionale: assieme a Giovanni Ferrari fu ct dell'Italia nella famigerata spedizione mondiale in Cile. Esattamente vent'anni dopo la sua ultima volta in panca.

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