Cesare Romiti, morto a 97 anni l'ex manager Fiat: fu braccio destro dell'Avvocato Agnelli

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L'ex presidente e amministratore delegato della Fiat si è spento nella sua casa di Milano: ha fatto la storia della casa automobilistica torinese (e dell'industria italiana) al fianco dell'Avvoccato Gianni Agnelli

È morto a 97 anni Cesare Romiti, storico dirigente della Fiat e braccio destro, per molti anni, di Gianni Agnelli. Contribuì a scrivere la storia della casa automobilistica torinese e dell'industria italiana, passando attraverso momenti chiave nella storia dell'azienda (dalla crisi petrolifera, alla "marcia dei quarantamila" del 14 ottobre 1980, con i "quadri" e gli impiegati a manifestare per le strade di Torino contro i picchettaggi che impedivano loro di entrare in fabbrica da 35 giorni).

Nato a Roma nel 1923, dopo la laurea in scienze economiche e commerciali nel 1945 ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo presso istituti bancari italiani e stranieri e in diverse aziende italiane. Entrato in Fiat nel 1974, ne divenne amministratore delegato nel 1976, ruolo che occupò ininterrottamente fino al 1996, anno in cui assunse la carica di presidente del gruppo (fino al 1998), succedendo a Gianni Agnelli. Con l'Avvocato uno stretto rapporto, professionale e personale, diviso però dalla fede calcistica: Romiti era un tifoso della Roma.

Dall’uscita dal gruppo torinese, passò alla presidenza della RCS Editori, dove rimase fino al 2004. Nel 2005 assunse l’incarico per un anno di presidente di Impregilo S.p.A., il principale gruppo italiano nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria. Sempre dal 2004 è stato anche il presidente della Fondazione Italia-Cina.

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