Formula 1, GP Bahrain: l'analisi tecnica della gara di Sakhir

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Cristiano Sponton

Una delle vittorie più semplici della carriera di Lewis Hamilton è coincisa con una giornata complicata per la Ferrari, in crisi su una pista dove il motore fa la differenza. Domenica si resta a Sakhir, ma su un circuito differente. Ecco l'analisi di come sarà la prossima gara per la Rossa.  Il GP è in diretta su Sky Sport F1 (canale 207) e Sky Sport Uno (canale 201)

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Hamilton ha vinto piuttosto agevolmente il Gp del Bahrain controllando la gara dal primo all’ultimo giro. Ha ceduto la prima posizione a Verstappen solo per un giro quando ha anticipato la prima sosta per proteggersi da un eventuale tentativo di undercut del pilota olandese. La Mercedes, nella gara di ieri, ha dimostrato di essere la vettura più veloce e di essere quella che gestisce in modo migliore gli pneumatici specialmente quelli posteriori. Dall’esterno la vittoria numero 95 di Hamilton è sembrata essere molto agevole anche se il diretto interessato non la pensa in questo modo: “Ho dovuto dare il massimo per tutta la gara perché Max era molto veloce dietro di me. E' stata una gara fisicamente e mentalmente molto faticosa”. Red Bull ha dovuto accontentarsi del secondo posto di Verstappen e del terzo di Albon che ha approfittato del ritiro di Perez. La vittoria tra i team di centro classifica è stata ottenuta dalla McLaren che è riuscita a portare a Woking punti preziosi grazie al quarto posto di Norris e al quinto di Sainz. La delusione di giornata è rappresentata da Bottas che dopo una pessima partenza ha subito una foratura che lo ha estromesso dalle posizioni di testa. Bottas non è riuscito a trovare il ritmo e si è dovuto accontentare dell’ottava posizione. Chiudono in zona punti anche l’Alpha Tauri di Gasly (P6), le Renault di Ricciardo (P7) ed Ocon (P9) e la Ferrari di Leclerc (P10). 

Grosjean è stato davvero miracolato?

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Nelle prime fasi di gara abbiamo assistito ad un vero e proprio miracolo visto che Grosjean è uscito “illeso” dopo uno schianto terribile con la sua vettura che ha preso fuoco. Un miracolo che è dovuto principalmente al grande la voro che la Formula 1 ha fatto in questi ultimi 20 anni sulla sicurezza della vetture. Dopo un contatto con Kvyat, la Haas di Grosjean ha improvvisamente svoltato a destra e si è incuneata tra la parte superiore e quella inferiore del guardrail, collocato a bordo pista, con il telaio che si è separato dalla parte posteriore della vettura. Il fuoco deve essere scoppiato per la fuoriuscita della benzina da una piccola fessura che si è creata nel serbatoio.

Sicuramente questa fessura era veramente piccola perché l’incidente è avvenuto ad inizio gara quando le vetture hanno un quantitativo di carburante molto vicino ai 110 kg. Se questa fosse stata più grande le conseguenze avrebbero potuto essere peggiori. Il fuoco non si vedeva in Formula 1 da diversi anni e l’ultimo incidente importante che ricordo è stato quello di Berger con la Ferrari, uscita alla curva del Tamburello, che prese fuoco. Quell’incidente diede una svolta ulteriore alla sicurezza della vetture perché si decide, finalmente, di spostare il serbatoio della benzina che, in quegli anni, era posto lateralmente e non dietro alla cellula di sopravvivenza come

avviene nei giorni nostri. Quello che è successo a Grosjean deve spingere la Federazione a spingere ulteriormente sulla sicurezza per cercare di evitare che il serbatoio subisca delle rotture dopo impatti anche violenti. Grosjean dopo l’impatto avvenuto a circa 200 km/h non ha perso i sensi ed è riuscito ad uscire dal suo cockpit in piena autonomia impiegando un tempo di circa 27 s. Oltre alla cellula di sopravvivenza che è rimasta pressoché integra, il pilota francese deve dire grazie al sistema di protezione Halo che gli ha salvato la vita.

La vittoria di Hamilton è stata facile?

Quella di ieri è stata una delle vittorie stagionali più semplici per Lewis Hamilton. I momenti più difficili che ha dovuto affrontare il campione del mondo sono state le due partenze da fermo e la ri-partenza dopo il regime di Safety Car. La Red Bull ha cercato di mettere pressione al team anglo-tedesco con la strategia ma contro la W11 di ieri c’era ben poco da fare. Solo nell’ultima parte di gara, Verstappen è stato contentamente più veloce rispetto a Lewis Hamilton ma questo è dovuto al fatto che il pilota olandese ha effettuato una sosta aggiuntiva ed ha potuto così sfruttare delle gomme fresche.

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Il capo del team Mercedes, Toto Wolff, a fine gara era molto soddisfatto del risultato ottenuto: "Siamo sempre stati in grado di mantenere il nostro vantaggio da quattro a cinque secondi. In questo modo siamo stati protetti dall'undercut. Lewis ha guidato ancora una volta senza problemi. Capisce e gestisce le gomme come nessun altro pilota. Devo anche fare un applauso ai nostri strateghi, che lo hanno sempre chiamato il pit-stop al momento giusto".

 

Cosa è successo a Perez?

Racing Point esce con le ossa rotte dal Gp del Bahrain. Il ritiro di Perez e Stroll è costato al team il terzo posto in classifica costruttori visto che, McLaren, grazie ai punti ottenuti da Norris e Sainz è riuscita a portarsi alle spalle di Mercedes e Red Bull con 171 punti (Racing Point 154). Il rammarico è ancora maggiore perché senza il problema tecnico il pilota messicano poteva cogliere il secondo podio consecutivo visto che si trovava in terza posizione. La Racing Point è stata fermata da un problema a MGU-K che ha causato un principio di incendio nella zona posteriore della RP20.

Come è stata la gara della Ferrari?

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La SF1000 in Bahrain è riuscita ad ottenere un solo punto grazie al decimo posto di Leclerc. Su una pista di motore la Rossa ha dimostrato di soffrire nonostante gli sviluppi che sembrava aver migliorato leggermente la vettura. Personalmente credo che gli sviluppi non abbiamo portato tantissimo a livello cronometrico e che i migliori risultati siano stati dettati principalmente da un miglior adattamento della monoposto alle caratteristiche della pista. Dalle parole di Binotto il team si aspettava molto di più in questo fine settimana: “Qui ci aspettavamo di poter essere più competitivi, di poter confermare quanto fatto nelle ultime gare. Siamo arrivati qui in Bahrain in condizioni ambientali e di asfalto diverse sicuramente, e in qualche modo la vettura non ha funzionato a dovere come si si aspettava. Non siamo stati competitivi né in qualifica né sul ritmo gara anche per il degrado. Credo che qui abbiamo sofferto sin dal primo giro del venerdì”. Sofferenza che sarà ancora maggiore nel Gp del Bahrain 2 visto che si correrà su un layout molto simile ad un ovale dove la potenza della Power Unit sarà ancora più importante rispetto a questo fine settimana. Con questo risultato la Ferrari deve abbandonare il sogno di poter lottare per il terzo posto nei costruttori e dovrà accontentarsi di terminare la stagione 2020 al sesto posto. 

Come si è decisa la griglia di partenza al secondo start?

Dopo il primo start, il direttore di gara, ha interrotto la corsa per il terribile incidente di Grosjean. In quel momento Bottas si trovava al sesto posto con Vettel in quindicesima posizione. Al secondo start, però, il pilota finlandese è scattato dalla P4 mentre il tedesco della Ferrari dalla P10. Perché è successo questo? Lungo tutto il circuito ci sono cinque punti di controllo: i tre dove vengono rilevati i settori e le due linee di Safety Car. Il direttore di gara Masi ha riorganizzato la seconda partenza secondo il passaggio dei piloti sulla seconda linea di safety car in quanto dopo

l’esposizione della bandiera rossa non tutti i piloti avevano passato il primo intertempo che è posizionato dopo curva 5.

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