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F1, l’analisi tecnica del GP del Messico: Verstappen show, Red Bull "vede" Mercedes

Formula 1

Cristiano Sponton

©Getty

Verstappen firma la nona vittoria stagionale e consolida il suo primato nel mondiale piloti e, grazie anche al terzo posto di Perez, rilancia una super Red Bull nell'inseguimento alla Mercedes in quello costruttori. In casa Ferrari il sorriso arriva dal sorpasso in classifica alla McLaren. Giovinazzi penalizzato dalla strategia del team. L'analisi tecnica e i momenti chiave del Gran Premio del Messico

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Max Verstappen vince anche il Gp del Messico e si avvicina, gara dopo gara, al suo primo titolo mondiale. La Red Bull RB16B ha confermato i pronostici della vigilia che la vedevano come la vettura che meglio si sarebbe adattata alle caratteristiche del tracciato messicano. La corsa è stata dominata tanto che, il pilota olandese, ha inflitto un gap al rivale inglese di oltre 16 secondi. Gap che poteva essere superiore ma, giustamente, Verstappen ha pensato a risparmiare il mezzo tecnico negli ultimi giri di gara. Cosa che, invece, non ha potuto fare Hamilton in quanto messo sotto pressione dall’altra Red Bull di Checo Perez. Per il team di Milton Keynes, quello ottenuto in Messico, è stato un risultato di squadra molto importante in quanto sono riusciti a portarsi ad un solo punto dalla Mercedes. Insomma, se il mondiale piloti sembra ormai di Verstappen, quello costruttori è più che aperto con Red Bull che ha grossissime possibilità di aggiudicarselo vedendo la forza della sua monoposto. 

 

 

Dominio Red Bull che si era visto fin dalle primissime libere ma, in qualifica, la Mercedes era riuscita ad ottenere una sorprendente doppietta con Bottas in pole position davanti ad Hamilton. Nel momento cruciale delle qualifiche è successo che Mercedes è riuscita a portare nella giusta finestra di funzionamento le gomme mentre Red Bull non ci è riuscita. Ma, alla domenica, è ritornato tutto secondo pronostico con una RB16B che è stata nettamente superiore rispetto alla W12. Inizialmente si pensava che fosse Honda ad avere un vantaggio su Mercedes ma, la pista, ci ha dimostrato che non è così. I motoristi anglo-tedeschi hanno fatto un grandissimo lavoro e se la W12 ha potuto lottare con la RB16B in merito è principalmente della Power Unit.  La carta vincente della Red Bull è stata la vettura. Quando sono richieste le ali da massimo carico la RB16B ha un grande vantaggio sulla Mercedes. Per generare deportanza, la Mercedes è costretta a guidare un’altezza da terra ridotta e con un setup meccanico molto rigido. Questo per far sì che l’aerodinamica della W12 funzioni nel migliore dei modi. Ma essere troppo rigidi non ti permette di attaccare sui cordoli. Infatti, Hamilton, pagava diversi decimi su Verstappen nel settore centrale dove è importantissimo tagliare il più possibile le curve salendo con tutta la vettura sui cordoli. La rigidezza della W12 è stato un handicap anche per gli pneumatici. Sul singolo giro ha permesso ai piloti di esprimersi al massimo potenziale mentre, in gara, c’è stata una usura delle gomme superiore a quella dei competitors.

Quale è stato il momento chiave della gara?

Senza dubbio la partenza anche se, vedendo la performance di Verstappen, difficilmente la Mercedes avrebbe avuto chance di vittoria anche nel caso in cui Hamilton fosse andato in testa alla prima curva. I primi tre in griglia sono scattati al via in modo similare ma Verstappen ha approfittato della mancata chiusura verso sinistra di Bottas per risucchiare tutta la scia del finlandese e staccare sul lato pulito della pista. Questo lo ha portato in testa alla corsa con Hamilton alle sue spalle. Per Bottas la gara è finita proprio in quella staccata visto che è stato toccato da Ricciardo finendo in ultima posizione. 

Secondo l’opinione di chi scrive anche se Verstappen avesse concluso il primo giro in seconda posizione avrebbe vinto senz‘altro la gara. Il leader del mondiale avrebbe scavalcato Hamilton con la strategia perché era nettamente il pilota più veloce in pista. Sarebbe stato molto più complicato per Verstappen solo se Bottas e Hamilton avessero difeso le loro posizioni. La Red Bull, nonostante l’ala mobile, non aveva la velocità per attaccare la W12 in rettifilo e questo lo abbiamo visto sul finire di corsa quando il messicano non è riuscito a mettere pressione al pilota inglese. Verstappen, con l’uno-due Mercedes alla prima curva, avrebbe sicuramente passato uno dei due con la strategia ma difficilmente sarebbe riuscito a sopravanzarli entrambi.

La Red Bull poteva ottenere una doppietta?

Verstappen avrebbe potuto aumentare il suo vantaggio nella classifica mondiale piloti (19 punti) se Perez e il team avessero trovato un modo per superare Hamilton. La prima occasione sembrava disponibile al giro 29, quando il campione del mondo è rimasto bloccato dietro la Ferrari di Charles Leclerc poco dopo il pit stop e questo non gli ha permesso di sfruttare al 100% le gomme fresche. 

"Secondo i nostri calcoli, a Checo non sarebbe bastato", hanno detto gli strateghi Mercedes. E neanche la Red Bull ha voluto correre questo rischio visto che era una delle poche possibilità che avevano per cercare l’overcut. Hanno deciso quindi di andare lunghi per sfruttare gli pneumatici più freschi sul finire di gara. Ma questa strategia non ha pagato visto che il messicano è riuscito a raggiungere Hamilton ma non è stato in grado di sorpassarlo.

 

Come è stata la gara della Ferrari?

Il team di Maranello si aspettava molto da questa gara ma la prestazione  offerta in pista è stata alquanto deludente. Il distacco dai migliori è stato abissale con Leclerc e Sainz che si sono dovuti accontentare rispettivamente del quinto e sesto posto. L’unica nota lieta è il risultato ottenuto dal team che si è nuovamente portato al terzo posto della classifica costruttori. Il trend di queste ultime gare per la McLaren è veramente negativo e in poche settimane è stato dilapidato il vantaggio che erano riusciti a costruirsi sulla Ferrari dopo la vittoria di Monza.

Come avevamo visto durante le prove libere, la Rossa, si è dimostrata essere la quarta forza in pista con l’Alpha Tauri di Gasly che è sempre stato davanti a loro sia in qualifica che in gara.

 

Come è stata la gara di Giovinazzi?

In questa analisi post Gp del Messico merita una menzione anche Giovinazzi visto che, per l’ennesima volta, è stato penalizzato dalla strategia del team. Giovinazzi, autore di un fantastico primo giro, si trovava agevolmente in settima posizione quando, al giro16, è stato richiamato ai box per montare le hard. La chiamata è stata fatta troppo in anticipo e questo gli ha chiaramente distrutto la sua gara. Il team lo ha messo alle spalle di Ricciardo e Bottas che, dopo il pit stop effettuato al giro 1, non avevano passo. Quello che stupisce è che non è la prima volta che il team Alfa Romeo opera su Giovinazzi delle strategie “fantasiose” e questo fattore ha sicuramente inciso sulla classifica piloti del pilota italiano visto che è andato a perdere diversi punti che sicuramente meritava a livello di performance.