F1, dall'incubo al sogno: Ferrari, missione compiuta

Formula 1
Mara Sangiorgio

Mara Sangiorgio

La doppietta conquistata dalla Ferrari non è arrivata per caso. Dalla fine del 2019 a oggi la squadra italiana è passata attraverso uno dei periodi più difficili della sua storia sportiva, per poi risalire. Dal passato al presente pensando al futuro, nel risultato del Bahrain c'è tanto sia si Leclerc che di Binotto. E ora si va a Jeddah: tutto il weekend sarà sempre in diretta su Sky Sport F1 (canale 207)

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Non era un sogno ma una missione. Riportare la Ferrari là dove le compete davvero. Carlos Sainz è praticamente l'ultimo arrivato, la crisi vera della Rossa l'ha vissuta ma in parte, mentre Charles Leclerc e Mattia Binotto c'erano, quando dai successi che avevano fatto fin troppo scalpore del 2019 si è passati all'incubo del 2020 e il sesto posto dei costruttori, con una macchina sbagliata ma soprattutto un motore azzoppato per quell'accordo trovato con la FIA. In mezzo il 2021 in cui si è lentamente risaliti la china fino ad arrivare dietro a Red Bull e Mercedes ma non potendo fare miracoli. Nel frattempo la squadra si è riorganizzata, non rivoluzionata, sempre sotto la grande fiducia del suo team principal che in questi anni si è anche speso più e più volte per difenderne creatività e italianità.

Obiettivo raggiunto

di C. Vanzini

La Ferrari oltre la vittoria: la forza del gruppo

L'obiettivo era dichiarato: approfittare dell'occasione offerta dall'importante cambio regolamentare del 2022 per farsi trovare pronti. I test invernali avevano già fatto tirare qualche sospiro di sollievo vista la correlazione tra il grande lavoro fatto in ufficio e i dati raccolti in pista. Ma la doppietta del Bahrain ha regalato ai ferraristi gioia, soddisfazione e perché no, anche distensione. Leclerc con questa pista ha saldato il suo debito, qui dove nel 2019 aveva centrato la prima pole in carriera e poi era stato tradito da un problema di affidabilità mentre era in testa alla gara. E ci ha anche scherzato su domenica. Anche Binotto è salito sul podio e il messaggio è stato fortissimo: il suo futuro passava dalla competitività di questa macchina e il compito per ora è stato svolto benissimo, meglio degli altri. Cosa riserverà questo campionato è presto per dirlo, ma ora si può tornare anche a sognare.