Verstappen: "Non mi vedo in F1 fino a 40 anni, farò altre esperienze"

super max vol. 2

Max Verstappen tra emozioni del secondo titolo mondiale e futuro: "Non mi vedo in F1 fino a 40 anni, vorrei essere competitivo per un altro paio d’anni e ho un contratto fino al 2028". L'intervista al campione del mondo in onda martedì 18 ottobre dalle 20.45 su Sky Sport Formula 1. Poi venerdì 21 alle 19.15 e sabato 22 alle 23.15 su Sky Sport Uno, anche in streaming su NOW e On Demand 

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Super Max è ancora campione. Il secondo titolo mondiale del pilota olandese su RedBull è diventato ufficiale in Giappone: un nuovo primo posto in una stagione praticamente perfetta (salvo due dei primi tre GP dell'anno) e altre quattro corse da affrontare col titolo già in tasca. Emozioni e prospettive del giovanissimo ma già formidabile campione nell'intervista della F1 SuperMax Volume 2 in onda su Sky Sport: appuntamento martedì 18 ottobre dalle 20.45 su Sky Sport Formula 1, poi venerdì 21 alle 19.15 e sabato 22 alle 23.15 su Sky Sport Uno, anche in streaming su NOW e su On Demand. 

Verstappen: "Non mi vedo in Formula 1 fino a 40 anni", l'intervista completa

Allora Max, bis mondiale da campione uscente… Come ti sembra?

"Molto bello! Quando Sali su una macchina nuova non sai mai come si comporterà, che performance avrà. Abbiamo fatto una stagione abbastanza incredibile, con tutte quelle vittorie".

 

Sono state circostanze piuttosto inusuali per una vittoria, raccontaci di quei momenti in cui non pensavi di aver vinto, poi hai scoperto di essere campione… Cos’è successo?

"Vincere la gara è stato fantastico, ma non sapevo se avremmo avuto punteggio pieno o dimezzato. Il che va bene, ha senso, non sapevamo per quanto avremmo gareggiato. Sapevo che Leclerc era secondo, ma solo dopo essermi fermato – durante l’intervista – ho saputo che Charles era stato penalizzato di 5 secondi, scendendo al terzo posto. Con punteggio ridotto, non sarei stato campione, ma all’improvviso hanno capito che avevamo finito la gara e quindi la regola era diversa, per cui abbiamo avuto punteggio pieno. Così ho preso abbastanza punti, ma ovviamente c’era un po’ di confusione, finché non me l’hanno confermato. Ma non importa, mi è piaciuta un po’ di confusione, è stato divertente".

 

Chi è stato il primo a dirtelo?
"Tom (Wood), della FIA…"

 

E come ti sei sentito in quel momento? Non è il solito modo per essere nominato campione del mondo
"Sì, ma se anche avessimo avuto certezza del punteggio pieno, al taglio del traguardo non sarei stato campione. E comunque non importa, è stata un’attesa di pochi minuti, va bene così".

 

E chi è stata la prima persona che hai chiamato?

"Ho fatto una veloce telefonata a mio padre, ma una volta uscito dal paddock ho chiamato anche mia mamma".

 

Quando riguardi all’intera stagione, alle dodici vittorie, che riflessioni fai?

"È stata una stagione incredibile per noi come squadra, non ce l’aspettavamo. Eravamo competitivi dall’inizio, nonostante i due ritiri in tre gare. Non la miglior partenza per difendere il titolo… Poi abbiamo rimontato alla grande, continuando a spingere, a crederci, a migliorare la macchina – la parte più importante. Per questo siamo qui oggi. Come squadra abbiamo fatto pochissimi errori, non si può essere perfetti, ma abbiamo rasentato la perfezione nella maggior parte delle gare".

 

E hai chiuso la partita qui a Suzuka, un posto speciale, dove hai fatto il tuo esordio nelle libere 1 del 2014 con Toro Rosso, la tua prima volta su una Formula 1. Puoi dire sia stato ancora più speciale?
"È un circuito fantastico, a prescindere. Tornare qui è sempre speciale, guidare qui è speciale, a Suzuka sul giro secco puoi dire che un’auto di F1 prende vita. E anche sul bagnato, nonostante le gomme si consumino molto, è davvero divertente guidare qui".

 

Suzuka è anche un posto particolare per l’evoluzione del progetto Red Bull…
"Sì, perché lavorare assieme ad Honda è stato ed è incredibile… Hanno meritato questa vittoria, davanti ai loro occhi, sul loro circuito. Devo anche ringraziare il team qui e in fabbrica, hanno dato il loro contributo con la divisione Powertrains. Hanno lavorato a tutta, non mancavano loro le motivazioni, ed è proprio quello che mi piace".

 

L’anno scorso hai vinto il primo titolo, quello che si sogna sempre, quest’anno hai vinto il secondo. Immagino sia leggermente diverso…

"Il primo è stato molto emozionante, perché ho realizzato di aver raggiunto tutto quello che volevo in questo sport, il secondo è stato più soddisfacente per il tipo di stagione che abbiamo fatto. Sono due sensazioni diverse, il che è fantastico. Sarebbe un po’ noioso se fossero la stessa cosa…"

 

Sembri un pilota molto più sicuro, per quanto sempre velocissimo. Cosa ne pensi, dalla tua prospettiva?

"Come persona, cresci ogni anno. Si impara molto da ogni anno, da ogni singola gara. Migliori come pilota, non necessariamente in termini di velocità. Grazie all’esperienza, cerchi di utilizzare ciò che hai imparato: in certe situazioni può essere utile, l’esperienza ti aiuta ad uscire da momenti complicati per li hai già affrontati".

 

E come campione del mondo, immagino che tu abbia ancora più fiducia… perché sai di averlo già fatto e continui a farlo…
"Sì, ma non è tanto quello, quanto il fatto di avere una buona macchina e godersi quel momento. E poi lavorare con il team, quando ciascuno sa cosa fare, quello aiuta tanto".

 

Se guardiamo alla Red Bull come team e alla sua crescita negli anni, potremmo dire che anche tu sei cresciuto con lei. Ti senti parte di una famiglia?
"Assolutamente, è la mia seconda famiglia! Erano già stati campioni del mondo, prima che arrivassi io, abbiamo avuto dei momenti di difficoltà ma ho continuato a credere nel loro progetto. Tutto il nostro attuale team, anche chi fa il design dell’auto in fabbrica e chi lavora alla divisione Powertrains, è composto da ottime persone che possono ottenere successi per diversi anni".

 

Che ruolo svolgi come pilota all’interno di un gruppo del genere?
"È qualcosa che passa molto sopra la mia testa, trovare le persone giuste per metterle al posto giusto, ma quello che conta di più è che tutti lavorino bene e tutti capiscano il loro ruolo. Anche con Honda, negli scorsi anni, e adesso con la nostra divisione Powertrains è così, capiscono come lavorare assieme e migliorare assieme. È andata molto bene negli ultimi anni ed è questo che ci ha permesso di fare quell’ultimo salto nella lotta per il titolo".

Fare quel salto ti fa sentire di aver compiuto un’impresa speciale?
"È proprio quello che cerchiamo di fare, ed è per questo che speriamo che le regole restino più o meno le stesse, per i prossimi anni, in modo tale da approfittarne".

 

Lo abbiamo visto con Hamilton e la Mercedes, con Vettel e la Red Bull, con Schumacher e la Ferrari: cosa pensi sia necessario per costruire una dinastia del genere?
"Tenere con noi le persone, quelle brave. Ne abbiamo tante in azienda".

 

Stai già guardando al prossimo anno? O vuoi goderti questo momento senza pensare?

"Non guardo troppo al prossimo anno, poco per volta arriveremo a discuterne. Ho parlato brevemente con alcune persone, siamo pienamente motivati e pieni di fiducia".

 

Vorresti passare un po’ di tempo a goderti il momento? Non c’è troppa possibilità di godersi il successo, perché la stagione è frenetica. Quando pensi di concentrarti sul futuro?

"Adesso si tratta di godersi il momento, ma lo stavamo già facendo, pur rimanendo concentrati, ma da qui a fine anno vogliamo vincere altre gare".

 

Continuando a vincere, ti viene ancora più voglia di vittorie?
"Sì, è una bella sensazione che vuoi far continuare".

 

Hai 25 anni e già una grande carriera alle spalle. Fernando Alonso ha già passato i quarant’anni. Quanto sarà lunga la tua carriera?
"Potrebbe essere molto lunga, ma non mi vedo correre fino ai miei quarant’anni. Ci sono altre cose che vorrei fare. Mi diverto tanto con quello che faccio adesso, vorrei essere competitivo per un altro paio d’anni e ho un contratto fino al 2028. Dopo quel termine, dipenderà da come andranno le cose. Forse proverò un paio di esperienze diverse nel motorsport, perché è importante provare anche altro".

 

Da qui al 2028, intanto, sarà per te importante raggiungere nuovi record? O si tratterà solo di raggiungere e godersi il successo?
"Per me i numeri non sono mai stati importanti, voglio godermi il momento, essere parte di questa squadra da tanto e spero ancora per tanto tempo. E con le persone che abbiamo all’interno credo davvero che saremo forti per un altro paio d’anni".

SuperMax Volume 2 su Sky Sport, in streaming su NOW e On Demand

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