F1, GP Cina: si torna a correre a Shanghai, tra novità e insidie. E c'è la prima Sprint

GP CINA
Mara Sangiorgio

Mara Sangiorgio

La Cina torna a ospitare un gran premio dal 2019 e in cinque anni tutto è cambiato: dalle macchine alle gomme fino ad alcuni protagonisti. E ci sarà anche la prima Sprint della stagione. Insomma tante incognite che in molti proveranno a trasformare in opportunità per sfidare la solita Red Bull. Tutto il weekend è live su Sky e in streaming su NOW

GP CINA, LA DIRETTA DELLA GARA

E' un ritorno con tanti di punti di domanda. Quando nel 2019 si è corsa l’ultima gara qui, non solo macchine e gomme erano totalmente diverse ma anche le cose in Formula 1. Verstappen aveva vinto solo 5 gare, delle 57 di adesso, Zhou correva in Formula2, Tsunoda in Formula3 e Piastri addirittura in Formula Renault Eurocup. Un altro mondo insomma. 

Nel Mondiale non erano ancora state introdotte le Sprint e proprio la Cina ospiterà invece il primo dei sei weekend con la gara da 100 chilometri della stagione. Che tra l’altro quest’anno ha un format ancora una volta modificato con due parchi chiusi che da la possibilità alle squadre di rimettere mano alle macchine anche tra la Sprint e la qualifica classica del sabato. Opportunità non indifferente. Ma nonostante ciò il tre volte campione del mondo storce il naso lo stesso. Verstappen non è mai stato un grande amante di questo format e non l’ha mai nascosto.

 

Ancora prima di sbarcare in terra cinese ha già etichettato come non intelligente la scelta di organizzare un fine settimana con la gara breve su una pista dove si torna a correre dopo cinque anni, e quindi già ricca di insidie. In effetti a disposizione delle squadre per prepararsi al meglio ci sono solo 60 minuti di libere in condizioni tecniche e ambientali molto diverse dall’ultima volta. Alcune parti del tracciato sono state addirittura fresate per i dossi. Il lavoro a casa al simulatore, di preparazione, ma anche durante il fine settimana, sarà quindi cruciale. Trasformare le incognite in opportunità sarà la missione di tutti, Ferrari compresa.