Il pilota Williams è stato sanzionato a fine gara per essersi sdoppiato in pit-lane sotto Safety Car: una penalità insolita dovuta al layout particolare dei box in Gran Bretagna. Ecco cosa dice il regolamento. Il Mondiale torna dal 17 al 19 luglio a Spa: tutto live su Sky e NOW
Il curioso caso di Carlos Sainz. A Silverstone, pur senza andare a punti, il pilota spagnolo si è preso la scena al termine della gara, venendo penalizzato di un giro per essersi sdoppiato in pitlane sotto Safety Car. La sanzione non ha influito sul suo risultato finale (da 12° Sainz è scivolato in 17^ posizione) ma è risultata particolare per la tipologia e il motivo. Sainz era infatti doppiato nel momento in cui la Safety Car è uscita in pista per l'incidente di Max Verstappen a 5 giri dalla fine. In quel momento, la Williams lo ha chiamato ai box per un cambio gomme, nella speranza di recuperare posizioni se la gara fosse ripartita (cosa che non è successa). La forma insolita della pitlane di Silverstone permette di tagliare l'ultima chicane e recuperare tempo rispetto a chi rimane in pista; inoltre, nella zona di entrata e di uscita della pitlane i piloti possono spingere liberamente anche in regime di Safety Car. Questa combinazione ha fatto sì che Sainz, appena dietro al leader della corsa Charles Leclerc, lo ha sorpassato durante il pit-stop, sdoppiandosi per qualche secondo prima di essere di nuovo doppiato dal ferrarista prima dell'uscita dai box.
Le due regole che hanno 'condannato' Sainz
Il problema è che, in regime di Safety Car, i piloti possono sdoppiarsi solo se ricevono l’autorizzazione dalla direzione gara, che normalmente arriva prima della ripartenza, quando il gruppo si è ricompattato. Un'altra regola prevede poi che possono sdoppiarsi solo le vetture che risultavano doppiate nel momento in cui avevano superato la linea di safety car (che si trova poco prima del traguardo). Non risultando doppiato in quel momento, Sainz non aveva diritto di recuperare un giro come tutti gli altri, ma il team gli ha dato lo stesso il via libera. Da qui la penalità: una punizione per un'azione commessa senza secondi fini ma con un tempismo sfortunato.