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Marquez: "Più forte che mai, ma devo riadattarmi al braccio. Titolo? Non dipende da noi"

MotoGp
Paolo Lorenzi

Paolo Lorenzi

Dalla pista di Brno, sicuramente più probante rispetto a quella di Balaton Park dove ha dominato due settimane fa, alla possibile rimonta Mondiale, passando per le condizioni del suo braccio e per una battuta su un'eventuale futuro sulle 4 ruote dopo la fine della carriera in MotoGP. Ecco cosa ha detto Marc Marquez alla vigilia del Gran Premio della Repubblica Ceca

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Dopo la doppia vittoria in Ungheria, pista agevole per lui, Marc Marquez deve fare i conti con un circuito più impegnativo per capire la sua condizione fisica. "Spero di fare un po’ meglio del Mugello, che resta il vero punto di riferimento e dove ho preso 10 secondi dal primo. Vorrei essere meno distante questa volta. A casa ho proseguito il programma di allenamento, con qualche passo avanti in palestra, e spero che si rifletta nella guida". La seconda domanda riguarda il suo braccio, operato dopo l’incidente di Le Mans. "Il braccio risponde in modo diverso, devo riadattarmi e aggiustare tutto, anche nella guida, un processo che coinvolge tutti, anche il mio fisioterapista". Ma rispetto all’inizio del campionato sembra già meglio. "Ora mi sento meglio, nelle prime gare andavo in pista senza sapere quando avrei perso il controllo della moto e ogni volta guidavo in modo diverso. Adesso posso essere veloce, ma nella gara lunga, al Balaton, ho guidato più calmo, perché devo ancora migliorare la resistenza".

"Brno non tra i miei circuiti preferiti, ma sono sempre andato forte"

Questa pista gira a destra, lui è particolarmente forte in quelle che girano verso sinistra, nonostante ciò, in Repubblica Ceca ha già vinto quattro volte. "Non è tra i circuiti dove sono più forte, ma ogni anno è sempre andata bene, magari quest’anno non sarà lo stesso, ma prima di tutto conta sistemare le condizioni fisiche. Dal 2020 (anno dell’incidente a Jerez, ndr) quando sto bene sono sempre andato veloce; è un po’ come sciare, quando hai imparato non dimentichi più come si fa. Quindi adesso conta sistemare del tutto il braccio". Sulla difesa del titolo, però non si sbilancia. "Non dipende da noi. Chi ha 100 punti di vantaggio deve sbagliare molto per perdere", risponde, riferendosi a Bezzecchi a cui però ha mangiato 30 punti in un colpo in Ungheria. "Io mi accontento di fare un passettino alla volta, pensando al futuro".

"Le gomme rappresentano il principale cambiamento nel 2027"

Moreira ha detto che Marc ha una forza mentale eccezionale. Glielo riportano e lui sembra quasi meravigliarsi, dello stupore del collega. "Se non avessi una mentalità così forte avrei già mollato. Sono più forte che mai, perché ho superato tanti momenti difficili, e ogni volta sono tornato migliore di prima, magari non come pilota, ma mentalmente sì. Sarebbe meglio essere più forti sul piano fisico, ma a livello mentale devo esserlo per forza, per continuare". Con la vittoria in Ungheria ha quasi raggiunto Rossi e Agostini. "Se mi avessero detto 16 anni fa, quando ho vinto la prima gara, che sarei arrivato vicino a loro, avrei firmato subito". Gli chiedono delle moto del 2027, che scenderanno in pista nel test di lunedì. "Dovrebbero essere moto più semplici, sulla carta, meno potenti e più leggere, ma credo che il cambiamento più grande saranno le gomme".

"Futuro sulle 4 ruote? Non ci penso"

Nel Gran Premio di F1 a Barcellona l’hanno fotografato nel box Audi, e la didascalia recitava “ex pilota di Motogp”. Marc ci ha scherzato sopra, ma anche escluso un suo sbarco nel massimo campionato automobilistico. "Non penso ancora alle quattro ruote, magari in futuro potrei correre qualche gara di livello basso, ma mai in F1, dove il livello è troppo alto". Anche lui ha risposto sul tema degli abbassatori, tornato in auge dopo l’incidente al via dell’Ungheria. "Il problema principale è che domenica conosciamo già bene il punto di staccata e quindi freniamo al limite. Un piccolo errore può essere fatale, come è successo a Martin che non ha avuto tempo di reagire. L’abbassatore posteriore semplifica l’uscita di curva, quello anteriore rende più strano il punto di frenata, Ma la partenza è sempre stata un momento pericoloso e adesso con 44 partenze le statistiche degli incidenti sono ovviamente più alte".

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