Paolo Simoncelli: "Dopo 15 anni il sold out per Marco lascia senza parole"
gp olandaOltre ad analizzare le prestazioni dei suoi piloti O'Gorman e Rammerstorfer, il proprietario del team Moto3 Sic58 ha commentato nel suo blog l'enorme supporto ricevuto ad Assen per Marco a 15 anni dalla sua scomparsa: "Anche senza fare rumore, riesce a mettere insieme persone". Il Mondiale fa tappa al Sachsenring nel weekend del 10-12 luglio per il Gran Premio di Germania, come sempre da seguire live su Sky Sport e in streaming su NOW
Nel suo consueto blog, Paolo Simoncelli, proprietario del Team Sic58 di Moto3, ha raccontato il weekend del GP d'Olanda, tra le prestazioni dei suoi piloti Casey O'Gorman e Leo Rammerstorfer e l'orgoglio di vedere il supporto a Marco 15 anni dopo la sua scomparsa. "Sicuramente la trasferta più sofferta a livello fisico, "porta la felpa che la sera è fresco" mi disse mia figlia un giorno prima di partire… bene, il termometro è rimasto inchiodato tra i 35 e i 40 gradi. In un paese che non è abituato a queste temperature e in cui l'aria condizionata è ancora un oggetto misterioso, i loro bungalow, più invernali che estivi, ci hanno fatto passare discrete notti insonni. Lasciamo Assen con la conferma che Casey O'Gorman ha del gran potenziale. Con un po' di fortuna, che in questo mestiere è quasi un requisito, ha davanti a sé una bella strada. Sia a Brno che qui in Olanda ha girato fortissimo, facendo rispettivamente il giro più veloce e il secondo giro più veloce la domenica prima. Peccato che in Repubblica Ceca abbia poi concluso in modo amaro, dopo un recupero bellissimo, da manuale e aver agguantato il gruppo di testa, è riuscito a sprecare tutto. Gli è mancata un po’ di lucidità tattica e un briciolo di pazienza. Mentre in Olanda, è arrivato un decimo posto con una prestazione di sostanza. Negli ultimi giri il caldo, la stanchezza, le notti a contare le pecore e il fatto che solo lunedì prima era uscito dall’ ospedale… hanno presentato il conto. "Ha cotto i fagioli" come direbbe Aligi Deganello, ma nel complesso direi che è stato fin troppo bravo. Leo, invece, continua il suo apprendistato in un campionato che non fa sconti a nessuno. Ogni gara aggiunge un mattoncino, migliora qualcosa, cresce un po'. E ci tengo sempre a ricordarlo, perché a volte ce lo dimentichiamo: questo è il Mondiale. Qui va forte anche quello che chiude la griglia".
"Ad Assen il nome di Marco è rimasto appeso"
"Infine c’è stata una soddisfazione che va oltre la pista, l'abbiamo trovata lassù tra gli spalti, nella zona commerciale, lontana dall'ambiente Vip e dai riflettori, ma vicina a quello che conta davvero, lo stand della Fondazione e tutto quello che rappresenta. Sapevo che Marco in Olanda fosse ancora nel cuore di tanta gente, ma vedere il sold out quindici anni dopo lascia davvero senza parole. Ad Assen il suo nome è rimasto appeso da qualche parte, come certi adesivi nei box che nessuno si sogna di staccare, come certi versi di poesie imparate a scuola che non dimenticherai mai, come le note della Nannini la sera in cui vincemmo il mondiale. I suoi avversari "sono andati in pensione", hanno appeso il casco al chiodo, i suoi tifosi sono diventati grandi, è arrivata una generazione nuova, ragazzi che Marco non l’hanno mai visto correre dal vivo, qualcuno lo ha conosciuto solo attraverso i racconti del padre o un video su internet. Eppure il suo sorriso continua a richiamare persone, emozioni, evocare ricordi. Chi con la maglietta in mano, con un sorriso, con una parola, tutti con la voglia di portarsi a casa un pezzettino di lui. Quindici anni. È un riscontro incredibile, dà valore a tutto quello che stiamo facendo e ci rende ancora più orgogliosi. Perché non si tratta soltanto di ricordare Marco. Si tratta di accorgersi che, uno come lui da sempre magnetico, oggi anche senza fare rumore, riesce a mettere insieme persone, sorrisi e gesti di generosità. E allora è impossibile non fermarsi un attimo a chiedersi: ma quanto ci ha lasciato questo ragazzo?"