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04 gennaio 2017

NBA, Minnesota rimonta inutile, Phila sulla sirena

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I Minnesota Timberwolves rimontano dal -26 fino a pareggiare a 1.6 secondi dalla fine, ma il canestro sulla sirena di Robert Covington regala la vittoria ai Sixers (93-91). 25 punti per Joel Embiid, che vince lo scontro con Karl-Anthony Towns (23+15)

Minnesota e Philadelphia hanno vinto solamente 20 partite perdendone ben 48, eppure forse proprio per questo hanno dato vita alla partita più divertente della notte. Già solamente lo scontro tra due Monstars come Joel Embiid e Karl-Anthony Towns sarebbe valso il prezzo del biglietto (e infatti la prima partita era andata in diretta nazionale); aggiungeteci il talento giovane di Zach LaVine e Andrew Wiggins (senza considerare Ben Simmons, ancora ai box, o altri rookie come Kris Dunn, Dario Saric e Timothe Luwawu) e una rimonta da -26 culminata in un finale palpitante, e il menù di una partita da andare a recuperare sul League Pass è servito. Alla fine a spuntarla sono i Sixers grazie al canestro sulla sirena di Robert Covington, che ha sfruttato un mancato cambio della difesa dei T’Wolves per segnare al volo il sottomano della vittoria, rendendo inutile la tripla di Ricky Rubio che aveva pareggiato la partita pochi secondi prima.

Rimonta inutile — In tutta la partita Minnesota è stata sopra solamente all’inizio con un misero +2, andando rapidamente sotto in doppia cifra sul finire del primo quarto e crollando sul -26 con poco più di 8 minuti da giocare nel terzo quarto sul punteggio di 70-44. Da quel momento in poi i ragazzi di coach Thibodeau si sono improvvisamente svegliati, piazzando immediatamente un parziale di 15-0 nel terzo quarto e un altro da 12-0 nell’ultimo fino a riportarsi a contatto a meno di cinque minuti dalla fine grazie ai 28 punti di LaVine e la doppia doppia da 23+15 di Towns. Una rimonta suggellata dal canestro del pareggio di Ricky Rubio  — lui che in carriera tira col 31% dall’arco e in questa stagione sta tirando col 27% — a un 1.6 secondi dalla fine che sembrava aver mandato le squadre a un incredibile supplementare.

Fischi per Covington — Il canestro della vittoria deve aver avuto un sapore speciale per Robert Covington, che dopo un “air ball” a inizio partita (1/9 dall’arco per lui) è stato preso di mira dai fischi dei suoi stessi tifosi, un tema ricorrente di questa stagione in cui sta tirando col 35% dal campo. “Ma la gente non vede tutte le altre cose che succedono durante la partita”, ha commentato l’ala dopo una gara in cui ha riempito molte altre voci statistiche (10 rimbalzi, 4 recuperi, 2 assist e una stoppata) e soprattutto ha dato una grossa mano a tenere Andrew Wiggins a soli 8 punti con 2/15 al tiro, portandolo sul blocco di Embiid e lasciandolo indietro per segnare il canestro della vittoria. 

Embiid-Ilyasova funziona — Proprio il fatto che Joel Embiid sia stato utilizzato come “specchietto per le allodole” dovrebbe far capire il livello di percezione che il centro camerunense ha guadagnato in soli due mesi, dopo l’ennesima prestazione da 25 punti, 8 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate con 8/20 dal campo che lo porta ormai sempre più vicino a uno scontatissimo premio di rookie dell’anno. La stagione di Embiid ha avuto una piccola svolta positiva da quando coach Brown gli ha affiancato un tiratore come Ersan Ilyasova (19 punti nella seconda partenza consecutiva in quintetto): nei 292 minuti giocati insieme dai due, i Sixers hanno un differenziale su 100 possessi di +7.6, con un ottimo rating offensivo (105.9) e addirittura eccellente difensivo (98.3), con un record perdente (7-13) ma comunque accettabile rispetto al 9-24 di questa stagione. “È una sensazione bellissima” il commendo sulla vittoria di Embiid, che ormai è un candidato sempre più credibile per l’All-Star Game. “Sin dal nostro ultimo incontro mi ero segnato questa partita sul calendario. Non sarebbe dovuta essere così tirata fino alla fine, abbiamo fatto fatica a chiudere nelle ultime due gare, ma vincerle è stato comunque grandioso”. Una sensazione che anche i tifosi dei Sixers sperano di provare sempre più spesso.

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