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05 gennaio 2017

NBA, Batum show, torna Belinelli, Charlotte vince

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Gli Hornets non vincevano contro i Thunder da undici partite consecutive. Un Nicolas Batum al massimo stagionale, il solito Kemba Walker e il ritorno di Marco Belinelli guidano Charlotte alla vittoria 123-112 

Bel modo di interrompere una striscia negativa di due gare, per gli Charlotte Hornets: la squadra di Marco Belinelli, al rientro dopo cinque gare saltate, batte gli Oklahoma City Thunder per la prima volta dopo 11 sconfitte in fila, 123-112. A porre fine alla tradizione negativa contro Russell Westbrook e soci ci hanno pensato soprattutto Nicolas Batum e Kemba Walker. Il primo ha chiuso la gara col suo massimo stagionale, a quota 28 punti con anche 4 assist, mentre il secondo — reduce da due gare da 34 e 37 punti (nella versione Walker Charlotte Ranger in missione per una convocazione all’All-Star Game) — ne ha aggiunti altri 20 con 9 assist.

Batum e l’arte di subire fallo — Dopo un primo tempo in cui Frank Kaminsky detta legge segnando tutti i 17 punti della sua serata, a prendere il proscenio ecco arrivare il francese n°5 degli Hornets. Batum realizza infatti 28 punti con solo 18 conclusioni (7/18 al tiro) ma ben 15 esibizioni in lunetta, di cui 13 a bersaglio, costante spina nel fianco della difesa di OKC. “Subire falli è un'arte e io ho studiato a lungo giocatori come Kevin Durant e Reggie Miller per perfezionarla”, le parole del francese, autore di ben due giochi da quattro punti nel corso della gara. A mettere i sigilli sulla vittoria, poi, ecco arrivare 9 dei 20 punti di Walker nell’ultimo quarto. 

Westbrook protagonista — La maggiore preoccupazione dei padroni di casa prima del via aveva un nome e un cognome: Russell Westbrook. Preoccupazione fondata, visto i 33 punti, 15 rimbalzi e 8 assist del candidato MVP dei Thunder, marcato per tutta la gara dal miglior difensore degli Hornets, Michael Kidd-Gilchrist. Per il n°0 di OKC soliti numeri roboanti ma scarse percentuali al tiro (10/33 alla fine, solo 3/10 nel quarto quarto) e un controverso episodio che lo ha visto protagonista nel primo quarto: allo stop per un timeout, Westbrook lancia la palla in direzione di uno dei tre arbitri di serata, Tre Maddox, centrandolo sulla testa: “Non l’ho fatto apposta, non mancherei mai di rispetto in questo modo al gioco”, le parole di un sinceramente disperato Westbrook nel dopo partita (e anche dalla sua istintiva reazione al fatto viene da credergli), ma questo non gli ha evitato il suo decimo fallo tecnico stagionale.

Il ritorno di Beli — Non poche le note positive per Charlotte. Tra queste il ritorno in campo dopo i guai alla caviglia sinistra di Marco Belinelli, a cui il suo allenatore Steve Clifford aveva già detto di voler concedere un minutaggio ridotto rispetto al solito (15 i minuti in campo per lui contro i 25 di media stagionali). Per  Belinelli un solo canestro dal campo su quattro tentativi ma un buon +8 di plus/minus e soprattutto 5/6 ai liberi, nel solco di un analogo dato di squadra che ha visto gli Hornets andare in lunetta 49 volte (40/49) contro le solo 23 degli avversari. Aggressività e difesa sono state le armi vincenti per coach Clifford, sopratutto in un quarto quarto che ha visto Charlotte tenere OKC al 31% dal campo (36-24 il parziale), quando solitamente invece il settimo Defensive Rating NBA degli Hornets (103.6) scende a un poco consono 107.3. Per Charlotte, però, ora viene il difficile, con cinque trasferte in fila tra cui visite a San Antonio, Houston e Boston. 

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