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24 gennaio 2017

NBA, i risultati della notte: dominio Westbrook

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Russell Westbrook firma la sua 22^ tripla doppia stagionale e il canestro decisivo nel successo dei Thunder contro gli Utah Jazz. I Sacramento Kings battono i Detroit Pistons grazie all'ottima prestazione di DeMarcus Cousins

Utah Jazz-Oklahoma City Thunder 95-97 - Dopo le sconfitte contro Clippers e Warriors, gli Oklahoma City Thunder vincono contro gli Utah Jazz la terza gara di un trittico settimanale durissimo, utile a misurare le ambizioni playoff di OKC. Il successo di Salt Lake City stoppa la corsa di dei padroni di casa (che arrivavano da sei vittorie), rilanciando le possibilità di conquistare il quarto posto da parte di Russell Westbrook e compagni. Già, Westbrook. Il numero 0 firma la 22^ tripla doppia stagionale, raggiungendo così Larry Bird al quinto posto della classifica All-Time a quota 59, chiudendo il match con 38 punti, 10 rimbalzi, 10 assist e il canestro decisivo a 1.4 secondi dalla fine. A bordo campo c’era John Stockton a godersi il match, uno che in carriera ha distribuito 10.5 assist di media, poco al di sopra dei 10.4 di Westbrook in questa stagione. La vera incongruenza però è che il numero 0 cattura anche 10.6 rimbalzi in queste prime 45 gare, più di Karl Malone (10.1) sempre per restare in tema Utah Jazz. Are you serious?

Detroit Pistons-Sacramento Kings 104-109 - Una partita rapsodica quella tra Sacramento Kings e Detroit Pistons, con i padroni di casa bravi a scappare subito in doppia cifra di vantaggio già al termine del primo quarto. Buon margine, ma non abbastanza cospicuo se si devono fare i conti con DeMarcus Cousins, dominante come spesso gli accade in questa stagione. I Kings all’intervallo lungo sono avanti di tre punti, grazie ai 37 punti del secondo periodo. Detroit manda tutto il quintetto in doppia cifra, ma non riesce a ricucire il margine, sprofondando a -11 a 7 minuti dal termine. Sembra la fine, ma a 60 secondi dalla sirena Drummond firma il meno quattro della speranza. A rimettere le cose a posto per i suoi ci pensa (indovinate un po’?) ancora Cousins, che segna dall’angolo un canestro da guardia in faccia al centro avversario. Per lui sono 22 punti, 14 rimbalzi, 6 assist e 2 stoppate, una delle quali arriva nel finale dopo l’ennesimo tentato suicidio dei Kings. Per Drummond invece sono 14 punti e 12 rimbalzi, la 209^ doppia doppia da quando è arrivato in NBA. Primatista davanti a Cousins arrivato a quota 206. Che la sfida continui.

Indiana Pacers-New York Knicks 103-109 - Sembrava ormai di vedere il solito copione già scritto. I Knicks convinti di essere riusciti a trovare la quadra giusta, il vantaggio rassicurante per quasi tutto il secondo tempo e poi il crollo nel finale, con Indiana ritornata a un solo punto di distanza a due minuti dalla fine. Sembrava l’ennesimo suicidio di una stagione che in molti nella Grande Mela si augurano passi in fretta, e invece per una volta le cose sono andate per il verso giusto. Il tiro decisivo di Carmelo Anthony non ha ballato inutilmente sul ferro per poi esserne sputato come accaduto nella gara contro i Suns, ma ha trovato il fondo della retina, regalando ai Knicks un successo dopo due battute d’arresto e condannando i Pacers alla terza sconfitta consecutiva. Alla sirena sono 26 per Melo e 20 per Derrick Rose. Ai padroni di casa invece non bastano i 31 di Paul George e la doppia doppia da 22+10 di Myles Turner. Indiana scivola così pericolosamente vicina all’ottavo posto; una posizione a cui possono ancora ambire anche i Knicks, distanti solo due partite.

Milwaukee Bucks-Houston Rockets 127-144 - “A saperlo, lo avremmo lasciato prima in punizione in panchina”. Questo avranno pensato maliziosamente i Bucks vedendo la gara messa a referto da Jabari Parker, sceso in campo con il coltello tra i denti in un match chiuso con 28 punti, 8 rimbalzi e 7 assist che sperano valga come pietra tombale sulla polemica che lo ha visto coinvolto nei giorni scorsi. Alla sua performance si aggiungono i 31 con 7 rimbalzi e 4 stoppate di Giannis Antetokounmpo, in un successo fondamentale per rilanciare la corsa di Milwaukee, sprofondata pericolosamente nelle ultime gare. A Houston non basta la quasi quadrupla doppia di James Harden (le 10 palle perse ci sono, manca un rimbalzo all’appello da affiancare ai 26 punti e 12 assist messi a referto), in una serata in cui ai Rockets è mancata la solita lucidità nel finale.

Brooklyn Nets-San Antonio Spurs 86-112 - I Brooklyn Nets continuano a sprofondare nelle loro enormi difficoltà stagionali, perdendo la 18^ delle loro ultime 20 gare giocate. Non era di certo contro i San Antonio Spurs che ci si poteva aspettare un’inversione di tendenza, in una regular season in cui neanche l’esperimento con Brook Lopez trasformatosi in tiratore da tre ha portato i frutti sperati, in un attacco che a parte l'exploit da 143 punti segnati contro i Pelicans, fa una fatica bestiale a trovare il fondo della retina. Lo sa bene Popovich, che lascia a riposo Kawhi Leonard e si affida alla solita decisiva panchina nero argento. Alla sirena sono 20 punti per Patty Mills, 16 per LaMarcus Aldridge e 15 per David Lee, in una gara in cui c’è stata partita poco più di due quarti. Same old Spurs.

Atlanta Hawks-L.A. Clippers 105-115 - Nella serata delle vittorie a sorpresa, anche i Clippers riescono a scuotersi dal torpore in cui erano sprofondati dopo l’infortunio di Chris Paul, rilanciando le proprie ambizioni playoff in attesa del rientro di Blake Griffin. Austin Rivers (sigh!) e compagni conquistano infatti un successo complicato, battendo a domicilio gli Atlanta Hawks, una delle squadre più in forma delle ultime settimane. I ragazzi di coach Budenholtzer però non sono nuovi a blackout non del tutto giustificati in questa regular season da montagne russe, in cui spesso è mancata la determinazione giusta per fare l’ultimo passo per tornare a lottare per le posizioni di vertice della Eastern Conference. Ai padroni di casa non basta mandare tutto il quintetto in doppia cifra, in una gara in cui i Clippers volano sul +20 già nel primo tempo, trascinati dai 27 punti e 6 assist del già citato figlio del coach. Gli Hawks provano a tornare in partita, ma quando riducono in singola cifra lo svantaggio, i buoi sono già scappati dalla stalla. 

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