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26 gennaio 2017

NBA, i Cavs perdono ancora: passano i Kings all'OT

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I Cleveland Cavaliers perdono in casa dopo un overtime 112-116 contro i Sacramento Kings, sconfitti per la sesta volta nelle ultime otto gare giocate

I campioni NBA pensavano già di aver toccato il fondo in un 2017 iniziato come peggio non si poteva. Le sconfitte, lo sfogo di LeBron, altre sconfitte e nuovamente le dure parole di LeBron. “Ci serve un c***o di playmaker” è  il tappeto di parole sotto cui è nascosta tanta altra polvere, venuta di colpo tutta fuori nelle ultime settimane. Questa notte però, se possibile, è andata peggio. I Cavs infatti hanno perso di nuovo, in casa dopo essere stati in vantaggio di 10 punti a meno di otto minuti dalla fine del match. Non è servita la tripla doppia del numero 23, non è servita la scossa dettata dalle sue parole, utili più a indebolire le già traballanti certezze del supporting cast di Cleveland che non a motivare un ambiente che a detta dello stesso James deve chiedersi se dopo il trionfo della passata stagione, ha ancora fame di vittorie.

La partita – La voglia invece è quella dimostrata da Sacramento, mai fuori dalla partita anche quando sembrava ormai essere finita. DeMarcus Cousins chiude il match con la solita super prestazione da 28 punti, 11 rimbalzi, 9 assist e 3 recuperi. I Kings si rifanno sotto e pareggiano il match a quota 104 a pochi secondi dalla fine dei regolamentari. James prova dalla stessa mattonella della tripla contro San Antonio a chiudere i conti, ma deve accontentarsi solo dell’overtime, dove a fare la differenza è il canestro di Arron Afflalo.Una canestro dalla distanza a 17 secondi dal termine che condanna i Cavs, incapaci di trovare il bersaglio dall’altra parte nonostante i 20 punti e 6 assist di Kyrie Irving e 21 con 16 rimbalzi con Kevin Love. Sintomatico del malessere della squadra dell'Ohio è il dato riguardante i tiri liberi: 17 quelli realizzati su 34 tentativi; un 50% che racconta bene il senso di impotenza dei Cavs in questo periodo. Sacramento lucra sulle 18 palle perse dei padroni di casa, manda cinque giocatori in doppia (da sottolineare i 23 punti di Darren Collison), avvicinando così l’ottavo posto a Ovest occupato dai Denver Nuggets di Danilo Gallinari.

Troppo LeBron? – A fare notizia però è il momento negativo dei Cavaliers, primi nella Western Conference visto il concomitante crollo dei Toronto Raptors. I campioni NBA hanno archiviato la sesta sconfitta nelle ultime otto gare, una striscia negativa che LeBron James non subiva scendendo sul parquet dal marzo 2011. Bisogna risalire a quello di due anni prima invece per trovare una tripla doppia in back-to-back da parte di James, la quarta volta che ci riesce in carriera. A preoccupare però è soprattutto l’utilizzo spropositato che Tyronn Lue sta facendo del numero 23, impiegato per ben 133 minuti nelle ultime tre gare, nel tentativo di ottenere una scossa dalla squadra e ricevendo in risposta altre tre sconfitte. LeBron James non giocava 43 minuti in tre partite consecutive dal lontano 2009, quando gli anni (e soprattutto il chilometraggio) erano molti meno. “Dobbiamo fare meglio, questo è tutto” ha commentato laconico il tre volte MVP delle finali NBA, glissando sapientemente riguardo le domande sui problemi con la dirigenza e sulle future scelte di mercato. “Il mio compito è quello di vincere più partite possibile. Conta soltanto questo”, chiosa il diretto interessato. È il GM David Griffin a chiudere definitivamente la contesa verbale, definendo “il commento più sbagliato” quello fatto riguardo la mancanza di fame di vittorie a livello dirigenziale. Tocca solo ricominciare a metterla in mostra sul parquet. 

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