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05 febbraio 2017

NBA, i risultati della notte: decima sinfonia Heat

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Con i 30 punti e 20 rimbalzi di Hassan Whiteside gli Heat diventano la terza squadra (dopo Warriors e Rockets) capace di vincere 10 gare in fila in stagione. LeBron James onora il Madison Square Garden con 32 punti e 10 assist, Popovich diventa l'allenatore con più vittorie (1.128) su una sola panchina. 

Miami Heat-Philadelphia 76ers 125-102 — Sono solo tre le squadre NBA capace di cavalcare una striscia di vittorie in doppia cifra quest’anno: gli Warriors di Steph Curry e Kevin Durant (12), i Rockets di James Harden (10) e ora gli Heat di Hassan Whiteside (10), autore contro Philadelphia di una gara-monstre da 30 punti e 20 rimbalzi in solo tre quarti e sbagliando soltanto tre tiri (14/17 dal campo per lui). Miami diventa così la prima squadra dai tempi dei Phoenix Suns 1996-97 a infilare un filetto di dieci vittorie consecutive ma rimanere ugualmente con un record negativo (e di gran lunga, da 11-30 a 21-30). Contro i Sixers ancora privi di Embiid, tutto facile per gli uomini di coach Spoelstra, sopra perfino di 34 punti e al massimo stagionale per precisione al tiro (58.5%), grazie anche alla mano sempre caldissima di Dion Waiters, autore di 21 punti con 7/10 al tiro e 5/6 da tre.

New York Knicks-Cleveland Cavaliers 104-111 — In prima fila al Madison Square Garden - dove LeBron James viaggia a 28.5 punti di media in carriera, dietro solo Micahel Jordan, Kevin Durant e Kobe Bryant - ci sono Bruce Willis, Kevin Hart e David Duchovny: il 23 dei Cavs prende nota e regala spettacolo confezionando una gara da 32 punti e 10 assist che lo vede infrangere il record dei 28.000 punti in carriera (il più giovane di sempre a riuscirci), guidando i suoi alla settima vittoria consecutiva sul parquet dell’arena più famosa al mondo. Cleveland deve rinunciare a Kyrie Irving (dolore al quadricipite) ma riabbraccia Kevin Love, a cui le voci di un ventilato scambio proprio per Carmelo Anthony non sembrano essere arrivate: 23 punti e 16 rimbalzi per lui al rientro dopo uno stop di due gare. Ai Knicks, ancora senza Derrick Rose per la quarta partita in fila, non bastano i 23 con 10 assist del suo rimpiazzo Brandon Jennings e i 17 di Carmelo Anthony, costretto dalla marcatura dell’amico LeBron a un pessimo 6/20 dal campo. 

San Antonio Spurs-Denver Nuggets 121-97 — Non è un caso che a regalare la vittoria n°1.128 sulla panchina di un’unica squadra (superato il record di Jerry Sloan alla guida degli Utah Jazz) ci abbiano pensato i due grandi veterani di casa Spurs, Manu Ginobili e Tony Parker, autori entrambi di 18 punti. Massimo stagionale con 4/5 da tre per l’argentino (a riposo per tutto il secondo tempo), e partita perfetta al tiro (8/8) per il francese, in quella che è la sesta vittoria in fila di San Antonio contro Denver, ancora senza Danilo Gallinari. Per gli Spurs è Kawhi Leonard il miglior marcatore di squadra a quota 19, ma la palma del top scorer va a Jamal Murray, autore di 20 punti dalla panchina per i Nuggets, che però concedono ai nero-argento di tirare con il 57% dal campo. 

Washington Wizards-New Orleans Pelicans 105-91 — Gli Wizards tengono i Pelicans senza punti negli ultimi 5’52” della gara (25-8 il parziale del quarto quarto) e allungano così la loro striscia di vittorie a quota 7 (miglior risultato dal gennaio 2005) e addirittura a 17 quella dei successi interni, che sarà messa a dura prova lunedì quando al Verizon Center arrivano LeBron James i Cavs campioni NBA in carica. A trascinare i capitolini come al solito ci pensa un John Wall da 24 punti e 13 assist, supportato alla grande dai 12 punti con 17 rimbalzi (di cui 10 già solo nel primo quarto) di Marcin Gortat e dai 18 di Markieff Morris. Non evita il quarto ko consecutivo dei Pelicans la solita grande prestazione di Anthony Davis, autore di 25 punti e 10 rimbalzi. 

Phoenix Suns-Milwaukee Bucks 112-137 — Ci sono due partite all’interno della stessa gara tra Bucks e Suns: la prima viene stravinta da Milwaukee nel primo quarto e nel secondo tempo, ben rappresentato dal +25 di scarto finale; un’altra, più piccola, è lo show personale di Devin Booker nel secondo quarto, periodo nel quale ha segnato ben 27 dei suoi 31 punti finali con 9/11 dal campo e 5/5 da tre. Era dai leggendari 37 di Klay Thompson contro Sacramento che un giocatore non segnava 27 o più punti in poco più di sette minuti, utili però solamente a ridurre uno scarto che da 22 punti è passato a 8 all’intervallo. Poi i Bucks sono tornati a fare quello che volevano in attacco, registrando i massimi in stagione per punti in un quarto, in un tempo e in una partita, spadroneggiando nel pitturato (74 punti contro i 42 dei Suns). Protagonista di nuovo Giannis Antetokounmpo con 30 punti, 12 rimbalzi, 6 assist e 4 stoppate, utili a interrompere una striscia di cinque sconfitte consecutive.

Minnesota Timberwolves-Memphis Grizzlies 99-107 — Nonostante si trattasse della seconda serata di un back-to-back, dell’ultima gara di una trasferta di 10 giorni e mancassero tre pezzi fondamentali come Marc Gasol, Tony Allen e Chandler Parsons, i Memphis Grizzlies hanno stretto i denti e sono andati a vincere sul campo dei T’Wolves. I ragazzi di Thibodeau erano alla prima gara dopo la terribile notizia della rottura del legamento di Zach LaVine, e hanno sprecato un vantaggio anche di 18 punti nel secondo quarto concedendo ben 38 punti nell’ultima frazione, dove gli undici punti a testa di Mike Conley (20 alla fine con 8 assist) e soprattutto del miglior JaMychal Green della carriera (29 punti con 8/11 al tiro e 12/12 ai liberi) hanno avuto la meglio sui giovani T’Wolves, a cui non è bastata la doppia doppia da 27+16 di Karl Anthony Towns per evitare la terza sconfitta in fila.

Atlanta Hawks-Orlando Magic 113-86 — Tutto facile per gli Hawks che tirano 27/41 dal campo (e 7/14 da tre) nel primo tempo e ipotecano virtualmente la partita già all’intervallo, chiuso sul 65-39. Decidono i 21 a testa di Millsap (in soli tre quarti) e Tim Hardaway Jr., ancora caldo dopo i 33 segnati a Houston, supportati dalle doppie doppie di Dennis Schroder (17+10 assist) e Dwight Howard (11+13 rimbalzi). Si tratta della vittoria n°15 nelle ultime 20 per la squadra della Georgia, facilitata da quella che Frank Vogel, l’allenatore di Orlando, ha definito “una terribile prestazione difensiva dei miei ragazzi, estremamente deludenti”. 

Indiana Pacers-Detroit Pistons 105-84 — Fanno sei vittorie in fila per Indiana, che contro Detroit ha un Paul George da 21 punti, un Lavoy Allen da 18 (+ 11 rimbalzi) e altri quattro giocatori a quota 13, in una delle migliori prestazioni corali della stagione. Gli ospiti sono ancora avanti di due all’intervallo (56-58), ma i Pacers tornano in campo trasformati: 49-26 il parziale del secondo tempo, e Pistons tenuti a 9/30 al tiro e 17 palle perse. Tre soli giocatori in doppia cifra per Detroit, con Marcus Morris a quota 19.  

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