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18 febbraio 2017

NBA, countdown allo Slam Dunk Contest (2013-2016)

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Le vittorie di Terrence Ross e John Wall aprono la strada al dominio incontrastato di Zach LaVine, che nella finale-spareggio con Aaron Gordon nel 2016 mette in scena una delle più gare delle schiacciate più belle di sempre 

2013, TERRENCE ROSS, Toronto Raptors — Sul parquet di  Houston di gente che salta ce n’è parecchia: James White fa “Flight” di soprannome, Gerald Green non ha bisogno di presentazioni e pure Eric Bledsoe e Kenneth Faried sanno come far male al ferro. In finale però ci vanno il campione in carica Jeremy Evans e uno scatenato Terrence Ross, che chiude a quota 99 (50+49) il suo primo turno. L’ala piccola dei Raptors tiene poi per il gran finale la schiacciata-omaggio all’ex di squadra Vince Carter (indossando il suo n°15) e una in cui salta un ball-boy e schiaccia facendo prima passare la palla in mezzo alle gambe. Abbastanza per strappare dalle mani di Evans il titolo di slam dunk king.

2014, JOHN WALL, Washington Wizards — La formula si fa sempre più complicata, i sei partecipanti vengono divisi in due squadre (Team East e Team West) e i due turni vengono ribattezzati Freestyle Round e Battle Round. Vince l’Est di John Wall, Paul George e del campione in carica Terrence Ross e i tifosi incoronano l’esplosiva point guard degli Wizards campione 2014 grazie alla schiacciata con cui sconfigge Ben McLemore: il primo salta sopra la mascotte di Washington G-Man, il secondo sopra un certo Shaquille O'Neal (ma seduto).

2015, ZACH LAVINE, Minnesota Timberwolves — Si torna alla formula normale e i quattro protagonisti del concorso 2015 sono tutti atleti giovanissimi dalle gambe esplosive: Giannis Antetokounmpo, Victor Oladipo, Mason Plumlee e Zach LaVine. Quest’ultimo rispolvera la maglia dei Looney Tunes indossata da Michael Jordan in Space Jam e la onora facendo segnare due 50 nelle sue prime due schiacciate. In finale contro Oladipo si assicura il trofeo facendosi prima passare il pallone dietro la schiena (45) e poi tra le gambe (49): il Barclays Center è ai suoi piedi. 

2016, ZACH LAVINE, Minnesota Timberwolves — A Toronto Zach LaVine è chiamato a difendere il suo titolo dall’attacco di Andre Drummond, Will Barton, ma soprattutto Aaron Gordon. La guardia di Minnesota e l’ala di Orlando si ritrovano in finale per una sfida davvero all’ultima schiacciata: non bastano le due dunk di routine e non ne basta neppure una terza come spareggio. Solo alla sesta schiacciata di serata LaVine ha la meglio su Gordon in un concorso tra i più belli di sempre, vinto con cinque dunk da 50 e una da 49 (299 su 300 punti possibili), anche se sono in tanti a ritenere la schiacciata di Gordon — seduto a mezz’aria sopra la mascotte dei Magic — il vero gioiello della serata. 

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