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03 aprile 2017

NBA, Gallinari da 29 punti tiene viva la speranza

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Seconda miglior prestazione stagionale per l’azzurro, che guida Denver al successo a Miami. Interrotta la striscia di tre sconfitte consecutive, l’ottavo posto di Portland rimane distante due partite

“Siamo ancora vivi”. Bastano le tre parole di coach Michael Malone per spiegare la vittoria di Denver sul difficile campo di Miami, propiziata da uno dei migliori Danilo Gallinari della stagione: 29 punti, 5 rimbalzi, 2 assist e 1 recupero con 1 palla persa e 11/19 dal campo con 3 triple su 7 tentativi, oltre a un perfetto 4/4 ai liberi, sfruttando il vantaggio di chili e centimetri contro i pariruolo degli Heat. Sono stati due suoi canestri nell’ultimo quarto — entrambi contro un ottimo difensore come James Johnson — a trasformare un vantaggio di un solo punto in un cuscinetto di 6, con cui i Nuggets sono riusciti a tenere duro fino alla fine grazie anche alla doppia doppia di Nikola Jokic (19+10 con 7 assist), Wilson Chandler (19 con 8/13 dal campo) ed Emmanuel Mudiay, tornato in rotazione dopo quasi un mese e autore di 17 punti (9/10 ai liberi) con 9 assist in uscita dalla panchina. Un successo importante tanto per il morale quanto per la classifica, visto che Denver rimane attaccata alla flebile speranza di playoff mantenendo due partite di distanza da Portland (che ha perso Jusuf Nurkic) con sei gare ancora da disputare.

i 29 punti di danilo gallinari

Proteste — Sulla vittoria dei Nuggets rimane il dubbio di una palese violazione di passi non fischiata a Jokic durante una rimessa a poco più di 10 secondi dalla fine sul +1, in cui ha spostato più volte il perno prima di chiamare timeout per evitare di incorrere in una infrazione di cinque secondi. Gli Heat hanno protestato a lungo la (non) decisione dell’arbitro Ron Garretson, ma dopo la gara coach Spoelstra non ha cercato scusanti: “A tutti sarebbe piaciuto vedere quella chiamata, anche solo per scoprire cosa sarebbe potuto succedere, ma non garantisce nulla”. Ben più diretto Hassan Whiteside, il quale ha detto chiaro e tondo: “Dai ha fatto passi, ma non vogliono parlarne troppo perché alla NBA piace dare multe salate a chi ne parla, perciò preferisco tenermi i soldi. Ma c’è un motivo se tutti voi [giornalisti] me lo chiedete”. 

Ancora ottavi — Nonostante la sconfitta (la seconda in fila in casa e curiosamente l’ottava su otto partite disputate di domenica), gli Heat mantengono l’ottavo posto a Est grazie al tie-breaker nei confronti di Indiana, sconfitta a Cleveland al doppio supplementare. Una parziale consolazione per un periodo comunque di appannamento (5 vittorie e 6 sconfitte nelle ultime undici) dopo una cavalcata impressionante con cui hanno ribaltato completamente la stagione, visto che erano 11-30 a metà anno. Sono stati cinque gli uomini di coach Spoelstra ad andare in doppia cifra, guidati dai 22 del solito Goran Dragic (anche 6 assist per lui), i 17 di Josh Richardson (4/6 da tre), la doppia doppia da 16+12 di Whiteside, i 15 di Tyler Johnson (preciso dall’arco con 3/3 ma pessimo da due con 1/10) e gli 11 di Rodney McGruder (primo rookie dai tempi di Mario Chalmers a giocare almeno 60 partite in quintetto). La grande prestazione di Danilo Gallinari ha il doppio effetto di tenere in vita le speranze dei Nuggets ma allo stesso tempo di alimentare quelle di Charlotte e di Marco Belinelli, ora a una sola partita di distanza dall'ottavo posto occupato da Miami.

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