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12 aprile 2017

NBA: Atlanta conquista il 5° posto, vince Denver

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L'unico verdetto della notte è l'aritmetica certezza del quinto posto degli Atlanta Hawks, che affronteranno gli Washington Wizards nel primo turno di playoff. Vince Denver senza Danilo Gallinari. OKC batte in volata Minnesota grazie al canestro decisivo di Victor Oladipo

Atlanta Hawks-Charlotte Hornets 103-76

In una tipica notte di mezza primavera NBA, quando la stragrande maggioranza dei buoi sono ormai ampliamente scappati via dalle stalle, rimanevano soltanto gli Atlanta Hawks ad avere qualcosa da giocarsi tra le dieci squadre scese in campo. E contro gli Charlotte Hornets che salutano con una sconfitta questa regular season, a sorridere sono i ragazzi di coach Mike Budenholtzer, aritmeticamente quinti dopo aver conquistato il quarto successo consecutivo. Di gran lunga il più facile dopo il trittico Boston-Cleveland-Cleveland: “Penso che possiamo battere qualsiasi squadra quando siamo in serata, tutti devono avere paura di noi”, risponde Dennis Schroder alla domanda riguardo l’incrocio con gli Washington Wizards. Per Charlotte invece una conclusione anticipata di stagione dal sapore amaro, carico di rammarico per quella partenza lanciata che lasciava ben sperare e che invece poi ha portato a chiudere con cinque (inutili) sconfitte consecutive, tirando nella gara con il 33% dal campo. Un po’ la fotografia di quello che è stato da gennaio in poi per la franchigia del North Carolina.

Minnesota Timberwolves-Oklahoma City Thunder 98-100

 Quando il gatto non c’è, i topi ballano. E così nella prima partita saltata da Russell Westbrook in questa regular season (tenuto a riposo in vista dell’inizio dei playoff), è Victor Oladipo a prendersi scena, canestro decisivo e vittoria contro Minnesota. L’ex giocatore dei Magic lo scorso anno era stato il migliore in tutta l’NBA per tiri presi negli ultimi dieci secondi di partita in gare in cui la sua squadra era sotto di un possesso (3/8 dal campo). Quest’anno però la dittatura del numero 0 aveva portato Westbrook a prendere ben 18 tiri in quel tipo di situazione (realizzandone 7) e non lasciando spazio ad altri. Stavolta però al termine di una partita da 26 punti e 12 rimbalzi per Karl-Anthony Towns e da 18 per Andrew Wiggins, ci ha pensato il numero 5 dei Thunder, miglior realizzatore dei suoi a quota 20: “Visto che Russell era fuori, ho provato un po’ a prendere in mano il suo ruolo, quel tipo di leadership dettata prima di tutto dall’esempio e poi ovviamente anche parlando di continuo. È stata una grande esperienza, soprattutto per me”.

Dallas Mavericks-Denver Nuggets 91-109 

Danilo Gallinari non c’è nella sfida inutile vinta da Denver in trasferta contro Dallas. In panchina invece i texani portano Tony Romo, l’ex giocatore dei Cowboys a cui Mark Cuban aveva promesso “un giorno da Mavs”. L’amuleto però non porta fortuna, visto che i Nuggets nonostante il roster ridotto all’osso, vincono senza troppi problemi un match che avrebbe potuto avere tutt’altro sapore. Sul calendario infatti coach Malone aveva segnato il match come un successo da portare a casa a tutti i costi, viatico per avvicinarsi all’ultima sfida contro OKC e possibilmente anche all’ottavo posto. L’obiettivo playoff è però ormai svanito, così come le ambizioni di una squadra che potrebbe essere profondamente rivoluzionata in estate.  A partire proprio dal numero 8…

Sacramento Kings-Phoenix Suns 129-104 

Quella tra Sacramento Kings e Phoenix Suns sarebbe stata una gara dal relativo valore già un paio di mesi fa, da quando in sostanza i californiani rinunciando a DeMarcus Cousins, hanno detto addio all’unica variabile che permetteva di rimpinguare il numero nella colonna sotto la scritta “vittorie”. Sarebbe potuta essere quantomeno divertente, ma visto che spesso quando piove inizia anche a grandinare, Phoenix si è ritrovata sotto di 20 punti già sul finire del primo tempo, mettendo definitivamente fine alle ostilità (che mai in realtà erano iniziate) con 24 minuti di anticipo. Alla fine sono otto giocatori in doppia cifra in casa Kings, guidati dai 30 con 12/20 e quattro triple di Buddy Hield, che sarà anche uno “Steph Curry più fisico” (cit.), ma deve ancora davvero fare tutto per dimostrarlo.

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