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01 maggio 2017

NBA, con 26 di Hayward gara-7 è di Utah: è la fine di un'era per L.A.?

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Finisce in gara-7, davanti al pubblico di casa, la stagione di Chris Paul e compagni, sconfitti 104-91 da Utah, che manda ben sette giocatori in doppia cifra, guidati dai 26 punti di Gordon Hayward. È l'ultima partita di Paul Pierce: sarà anche la fine di questi Clippers?

L’unica gara-7 del primo turno inizia con i due protagonisti più attesi subito alla ribalta: nel primo quarto Chris Paul segna 9 punti, Gordon  Hayward risponde con 7 ma la vera notizia sono i due falli quasi immediati di Rudy Gobert (che commette poi il terzo appena rientrato nel secondo periodo e sarà condizionato dai falli per tutta la gara). Senza il francese a centro area, fa la voce grossa DeAndre Jordan (6 punti ma già 6 rimbalzi) ma coach Quin Snyder non può che essere contento di quello che Derrick Favors – a cui si affida per sostituire Gobert – gli porta in dote (3/3 al tiro e 6 punti). Non è l’unico panchinaro a rispondere presente già nella prima frazione: anche Rodney Hood segna i suoi primi tre tiri e contribuisce con 7 punti, in un quarto che vede Utah contare 8 canestri assistiti sui 10 realizzati, segno che l’attacco funziona bene. Funziona ancora meglio quando, sul 31-28, si accende per un parziale di 10-2 che costringe coach Rivers al time-out, alquanto insoddisfatto del rendimento dei suoi. Non può essere altrimenti: L.A. nei primi 10 minuti del secondo periodo segna solo 4 canestri dal campo a fronte di 6 palle perse, chiudendo la frazione con 15 miseri punti, che la condannano ad andare al riposo lungo sotto di 7 punti, 46-39. Dei 39 a tabellone poi, ben 22 sono responsabilità diretta (11) o indiretta (altri 11 arrivano dai suoi assist) di un solo uomo, Chris Paul, ma le magie del n°3 non nascondono le secche offensive dei Clippers. A parte gli 11 punti con 12 rimbalzi di DeAndre Jordan c’è davvero poco altro, mentre ai Jazz tutti danno un contributo, da George Hill a Derrick Favors, che conta 10 e punti e 9 rimbalzi all’intervallo, chiuso dagli ospiti in vantaggio 46-39. 

L'asse Chris Paul-DeAndre Jordan all'opera in gara-7

Il trionfo del collettivo dei Jazz

Il terzo quarto ha un protagonista davvero inatteso (o forse no, visto il numero di battaglie playoff già vissute in carriera): Boris Diaw mette a segno due giochi da tre punti e i suoi 8 punti nella frazione lanciano i Jazz al massimo vantaggio, che si dilata fino al +21. È il momento fondamentale della gara, perché rimontare più di venti punti in poco più di un quarto è impresa disperata per tutti, ancora di più per questa versione poco entusiasmante dell squadra di Los Angeles. Non si può dire però che CP3 e compagni non ci provino: vanno all’ultimo mini-riposo sul -16 ma poi, grazie ai canestri e alle invenzioni di Jamal Crawford, si riavvicinano ancora di più e con una tripla di J.J. Redick arrivano fino al -8 sul 98-90. È l’ultimo sforzo, che però non basta: i Clippers mettono a tabellone un solo punto ancora, e così i Jazz possono portare a casa senza troppi patemi la seconda vittoria esterna della serie, sicuramente la più importante perché significa qualificazione alle semifinali di conference. Finisce 104-91: Utah chiude con ben 7 giocatori in doppia cifra, guidati dai 26 punti di Gordon Hayward e questa è proprio la fotografia perfetta della squadra di coach Snyder, un collettivo di gran valore in cui tutti sono uguali (o quasi) ma uno è un po’ più uguale degli altri (il biondo n°20) non a caso unico All-Star a roster. Meritano però una menzione speciale anche Derrick Favors, autore di 17 punti con 11 rimbalzi e 8/11 al tiro, e Rodney Hood, 11 con 4/6. L.A. ha 24 punti e 17 rimbalzi (ma -16 di plus/minus) da Jordan, 20 da Jamal Crawford e 13 con solo 6/19 al tiro di un Paul in calo nel secondo tempo: è l’ultima partita della stagione per i Clippers, l’ultima della carriera per Paul Pierce (segna 6 punti, con 2/4 al tiro). Nel festeggiare i Jazz, giusto anche celebrare la carriera di un giocatore leggendario. 

Le giocate più spettcolari di gara-7

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