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02 maggio 2017

NBA, LeBron James paga la multa da 6.000 dollari a Dahntay Jones

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Il numero 23 dei Cavaliers ha deciso nuovamente di pagare al posto del suo compagno la sanzione ricevuta dalla NBA dopo il doppio tecnico: “Questa però è davvero l’ultima volta”

Chi trova un amico, trova un tesoro. E magari un contratto all’ultimo giorno di regular season con cui giocarsi da 12° uomo i playoff NBA con una delle squadre favorite al titolo. È il destino di Dahntay Jones, che per la seconda post-season consecutiva ha firmato un accordo con i Cleveland Cavaliers all’ultimo momento utile. Un contratto da veterano che gli garantisce la bellezza di 9.127 dollari per i suoi servigi (la parte proporzionale legata solo all’ultimo segmento di regular season trascorso con la squadra); un favore quasi personale il suo al numero 23, un fedele scudiero da sguinzagliare nei finali di partita, utile per tenere alta la concentrazione in allenamento e per sventolare l’asciugamano in panchina quando serve. Per il secondo anno consecutivo però, gli eccessi di Jones lo hanno portato oltre il consentito, ritrovandosi poi costretto a pagare una multa non sempre sostenibile viste le entrate esigue. Nelle finali di Conference della scorsa stagione perse le staffe colpendo Bismack Biyombo all’inguine in gara-3 e beccandosi una partita di squalifica, oltre alla sanzione comminata dalla lega. In quel caso la NBA multò il numero 30 sottraendogli dalle tasche 1/110 del suo stipendio, ossia poco più di 80 dollari. LeBron decise di pagare al posto del compagno in maniera simbolica per dimostrargli vicinanza. Quest’anno però le cose sono leggermente cambiate.

Quando le multe pesano tanto sul tuo stipendio…

La lega infatti questa notte ha sanzionato Jones per il doppio tecnico che ha portato all’espulsione del numero 30 a 18 secondi dal termine del match contro i Raptors, dopo essere stato coinvolto in un prolungato battibecco con Norman Powell, “colpevole” pochi istanti prima di essere andato a segnare il canestro del +14 che non cambiava le sorti di una sfida già decisa in precedenza. Per Jones quelli sono stati i primi due punti in questa post-season, ma evidentemente, almeno a detta degli avversari, il suo è stato un gesto provocatorio fatto in un momento del match in cui di solito la squadra in vantaggio decide di non affondare il colpo, lasciando scorrere il cronometro. “Sono andato al ferro perché loro erano in pressione – si giustifica negli spogliatoi il diretto interessato -, stavano ancora continuando a giocare e noi poco prima avevamo perso un pallone. Per quello non capisco, che cosa avrei dovuto fare? Se non vuoi che l’avversario continui ad attaccare, devi essere il primo a smettere di pressare”. Uno scherzetto che è costato la bellezza di 6.000 dollari al numero 30, due terzi di quanto garantitogli dai Cavaliers come stipendio. Una sanzione a detta di Jones eccessiva rispetto a quanto accaduto sul parquet. “Non è stato davvero nulla di particolare. Ho semplicemente detto rivolto verso Powell: ‘Fai meglio a non saltare' e mi sono beccato il primo tecnico. Norman a quel punto è venuto verso di me dicendo. ‘Non fare queste c***o di cose’, al ché io ho risposto: ‘Perché, cosa hai intenzione di fare? Cosa vuoi fare?’ e l’arbitro mi ha dato il secondo tecnico. Nessuna imprecazione o bestemmia particolare”. Alla fine, a coprirgli le spalle (e riempirgli le tasche) ci pensa James: “Ho deciso di pagare la multa al posto suo già prima di sapere quanto fosse l’importo. Non mi importava. Questa volta però sono stato chiaro con lui: ‘Ascoltami Dahntay – gli ho detto -, adesso è abbastanza. La devi smettere di farti buttare fuori contro Toronto. Non sono più disposto a pagare le tue dannate multe’”.

La vittoria dei Cleveland Cavaliers in gara-1 contro i Raptors

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