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NBA, è super Durant nello Utah: 38 con 13 rimbalzi e Warriors sul 3-0

NBA

In una serata solo normale per Steph Curry (23 punti ma 6/20 al tiro) e difficile per Klay Thompson (6 punti con 1/9) ci pensa Kevin Durant con 38 punti e 13 rimbalzi a trascinare i Golden State Warriors alla vittoria 102-91 nello Utah per dare ai californiani il 3-0 nella serie

No Curry-No Thompson? No problem, se in squadra c’è Kevin Durant. In quella che va a libri come la seconda peggior serata al tiro della loro carriera nei playoff per gli “Splash Brothers” (un combinato 7/29 dal campo, con soltanto 3/15 da tre punti), i Golden State Warriors si aggrappano a tutto il talento di Kevin Durant per vincere 102-91 nello Utah e portarsi sul 3-0 nella serie contro i Jazz. Il n°35 dei californiani è il grande protagonista della serata, chiusa con 15/26 al tiro e 4/8 da tre per 38 punti, cui ha aggiunto anche 13 rimbalzi in 39 minuti di gioco. La squadra allenata momentaneamente da Mike Brown (Steve Kerr non era nello Utah bensì a Duke University, per consultare uno staff medico esterno) ha avuto 23 punti da Steph Curry (ma solo con 6/20 al tiro) e  un solo terzo giocatore in doppia cifra, Andre Iguodala che ha festeggiato la sua gara di playoff n°100 con 11 punti. Gara-3 ricalca quanto già visto nelle prime due partita, con Golden State protagonista di un’ottima partenza (27 punti di cui 13 di Durant nel primo quarto, con un vantaggio a rimbalzo di 19-10) e Utah invece lenta a carburare (il 28.6% al tiro), per il vantaggio degli ospiti 27-17. Nei successivi dodici minuti arriva però la prima reazione dei Jazz e anche il loro primo vantaggio nella serie, dopo quasi 119 minuti di pallacanestro giocata (con 1’01” all’intervallo, sul 48-47 grazie a un parziale di 12-5. Nonostante i 22 punti di Kevin Durant Utah va al riposo sopra di 1, un vantaggio che si estende fino a 9 punti nel terzo quarto prima un break di 19-8 a favore di Golden State (firmato dai canestri di Curry) rimetta i vice-campioni NBA davanti. La squadra allenata da coach Snyder torna un’ultima volta in vantaggio 75-74 all’inizio del quarto periodo, ma un parziale di 10-4 con due triple consecutive di Curry e Durant segnano l’ultimo sorpasso degli Warriors, che da lì in poi amministrano il vantaggio e portano a casa gara-3, dominando a rimbalzo (51-42) pur in una serata di relativa grazia al tiro che infatti li vede distribuire meno assist (solo 17 su 37 canestri realizzati) dei propri avversari (19).

Situazione disperata in casa Jazz

Ancora senza la loro point guard George Hill (rimpiazzato in quintetto da Shelvin Mack), gli Utah Jazz hanno potuto contare sul solito Gordon Hayward, miglior marcatore di squadra con 29 punti frutto di un 7/18 dal campo ma di una precisione chirurgica dalla lunetta (13/14) e su un Rudy Gobert molto positivo, autore di 21 punti con 15 rimbalzi per lui a fine gara, con un solo errore dal campo (7/8) ma ben 8 dalla lunetta (un tragico 7/15). Con tutto il quintetto in doppia cifra, ma soltanto 10 punti dalla panchina, titolare di un pessimo 4/22 al tiro, i Jazz vedono ora la situazione farsi disperata nonostante coach Snyder cerchi di mantenere un approccio positivo: “Oggi abbiamo fatto un lavoro difensivo migliore, e l’impegno è stato fantastico: niente da ridire. Soltanto che loro trovano sempre un modo diverso per farti male”. Ed è la verità: quando non è un Curry versione MVP, quando Klay Thompson si ferma a soli 6 punti con 1/9 al tiro c’è sempre qualcuno a recitare da protagonista: e quel qualcuno, in gara-3, ha il nome di Kevin Durant.