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NBA Finals, il malumore di LeBron, Love ammette: "Gara-3 è da vincere"

NBA

Mauro Bevacqua

LeBron_post-game_NBA

Il n°23 di Cleveland non si presenta in conferenza stampa ma risponde — poco e male — solo in spogliatoio. Kevin Love invece ammette: "Gara-3 per noi è già un must-win game". 

OAKLAND — Gara-2 è terminata da pochi minuti e tutti i giornalisti come d’abitudine si riversano in quella che qui viene chiamata press conference room, la sala dove i principali protagonisti della serata sono chiamati a rilasciare le prime dichiarazioni. Arriva Tyronn Lue, che cerca di ostentare sicurezza (“Hanno vinto le gare che dovevano vincere a casa loro, ora spetta a noi cercare di fare lo stesso a Cleveland”) e arriva Kevin Love, che invece sembra contemplare qualche preoccupazione in più (“Certo che gara-3 per noi è un must-win game, una partita da vincere a tutti i costi”). Solo che poi, quando tutti si aspettano l’ingresso in sala di LeBron James, arriva invece a soppressa l’annuncio che comunica che il n°23 dei Cavs risponderà alle domande in spogliatoio e non al podio della sala delle conferenze stampa, come abitudine. Così, quando i giornalisti arrivano al cospetto di “King” James, una delle domande che il n°23 dei Cavs si vede rivolgere è proprio su questa anomalia: come mai niente podio? C’è un motivo? “Certo che c’è un motivo”, dice. Puoi condividerlo con noi? “No — la risposta piccata — ma non ha niente a che vedere con questa sconfitta”. Bisogna credergli? Difficile. 

L’analisi di coach Lue e Kevin Love

In quella che invece è l’analisi tecnica della partita da parte di coach Lue, la prima osservazione riguarda — non proprio a sorpresa, visto i 132 punti concessi agli Warriors — la difesa della propria squadra: “Dobbiamo migliorare, ovvio. Non possiamo permetterci di addormentarci, è vietato distrarsi, a maggior ragione contro una squadra che a roster schiera grandi tiratori e grandi passatori e che fa del movimento continuo dei suoi uomini e della palla una delle sue armi principali. Dobbiamo restare in allerta ogni singolo secondo, non possiamo concederci distrazioni”. Un’altra cosa che Cleveland non può fare, a sentire le parole di Kevin Love, è concedere parziali a Golden State: “Più facile da dire che da farsi — ammette il n°0 dei Cavs — ma è stato proprio concedendo questi parziali che ci siamo preclusi la possibilità di restare in partita e magari poi farla nostra nel finale, visto che stasera ci sono stati momenti in cui abbiamo giocato meglio noi”. Un Love che arriva perfino a salvare la difesa dei Cavs: “Io credo sia stata buona in più di un’occasione, ma è vero che contro una squadra come Golden State è sottoposta a una pressione pazzesca, dettata tanto dal ritmo a cui loro giocano quanto al fatto che creano molti mismatch, ricorrendo spesso all'extra pass finché non arrivano a esplorare la soluzione offensiva migliore”. 

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