03 luglio 2017

Mercato NBA: Carmelo Anthony apre ai Cavaliers e ai Rockets

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Il numero 7 dei Knicks ha vinto la guerra interna alla franchigia contro Phil Jackson, ma questo potrebbe non bastare per convincerlo a restare a New York

Aver fatto fuori Phil Jackson potrebbe non bastare ai Knicks per trattenere Carmelo Anthony, uscito vincitore dalla guerra all’interno della franchigia, ma ancora non soddisfatto di quanto fatto dai newyorchesi per provare a rilanciare una squadra che ormai da troppi anni vegeta nella mediocrità di una lega che non fa sconti. Al momento i Knicks non hanno ancora deciso chi sarà il prossimo “president of basketball operation” (nonostante la lunga lista di possibili GM a disposizione), lasciando i blu-arancio senza guida in uno dei momenti più delicati della stagione; quello in cui si pongono le basi per un rilancio che i newoyrchesi stanno rimandando ormai da troppo tempo. Con i soli Frank Ntilikina pescato al Draft e la conferma di Ron Baker (annunciata in autonomia via Twitter) alla voce “giocatori messi sotto contratto”, diventa difficile convincere Anthony che la svolta sia finalmente alle porte. In ragione di questo, il numero 7 nelle ultime ore ha fatto sapere di essere disposto a considerare eventuali trade che lo portino lontano dalla Grande Mela. Il destino delle trattative che lo hanno visto coinvolto negli ultimi anni lo ha sempre avuto in mano lui, come diretta conseguenza di quella clausola cosiddetta “no-trade” presente nel suo contratto che così tanto fece discutere nel momento in cui Phil Jackson decise di concedergliela. Anthony dunque ha il diritto di veto su qualsiasi scambio messo in piedi dai Knicks e il fatto che sia lui a sottolineare la disponibilità nei confronti di un’eventuale partenza è sintomo di come il suo malessere e malcontento siano ben oltre il livello di guardia.

Cleveland e Houston le destinazioni preferite

Le destinazioni che intrigano di più l’ex giocatori dei Nuggets sono, per ovvi motivi, Cleveland e Houston. Anthony andrebbe di corsa a giocare ai Cavaliers al fianco di James e Irving, ma la situazione salariale della squadra dell’Ohio lascia ben poco spazio di manovra. Per metterlo sotto contratto, i Cavs dovrebbero mettere in piedi uno scambio che coinvolga quantomeno Kevin Love pur di poter incamerare il biennale da 54 milioni di dollari di Carmelo. Un’operazione complessa, da portare a termine grazie al supporto di un GM che anche a Cleveland al momento non è pervenuto. Chauncey Billups, il nome più di altri avvicinato ai vice campioni NBA come sostituto di David Griffin, è ancora lontano dall’Ohio e diventa complesso immaginare di portare a termine una trattativa del genere. Daryl Morey invece in Texas si sta dando molto da fare in queste settimane e sarebbe più che felice di liberarsi del triennale da 61 milioni di dollari di Ryan Anderson per fare spazio a un talento come Anthony; un’arma offensiva letale se unito alle capacità di playmaking di James Harden e Chris Paul. Uno scenario idilliaco che renderebbe irresistibile l’attacco dei Rockets, rinforzando poi ancor di più la Western Conference. Ma queste, almeno per ora, sono soltanto speculazioni: in quel caso toccherà convincere i Knicks a prendere Anderson in cambio di Anthony. Una trade talmente svantaggiosa sulla quale potrebbe non bastare la volontà di Carmelo per farla andare in porto. Anche perché offerte ufficiali non ne sono ancora arrivate.

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