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07 ottobre 2017

NBA, il ritorno di Dame D.O.L.L.A.: Damian Lillard punta in alto con il suo secondo album, "Confirmed"

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NBA

Duetta con Lil Wayne nel primo singolo del suo secondo album in studio, e già dalla copertina omaggia i grandissimi del mondo hip hop, da Biggie a Tupac fino a Nas. Damian Lillard fa sul serio anche dietro a un microfono

Il suo debutto – con l’album “The Letter 0”,  uscito a ottobre 2016 – aveva impressionato pubblico, critica e anche qualche collega (“Non avrei mai pensato che qualcuno potesse avere così tanto talento sia sul parquet che al microfono”, le parole di J.R. Smith). Ora Damian Lillard – che nei panni di artista hip hop assume il nome d’arte di Dame D.O.L.L.A. -  è tornato, e il suo secondo lavoro, intitolato “Confirmed” e disponibile solo da qualche giorno, sta già riscuotendo grandissimi consensi. A partire dalla copertina, una foto che lo vede ritratto in preghiera (omaggio a Tupac Shakur, “il mio rapper preferito di tutti i tempi”), con una corona sul capo (il riferimento è a Notoriuos BIG, “uno degli artisti che mi ha influenzato di più”), una vistosa catenina al collo e un Rolex al polso (“l’omaggio qui è per Nas, per cui nutro tantissimo rispetto”). Una sorta di “Big Three” dell’universo hip hop, stelle polari a cui la point guard dei Blazers non nasconde di ispirarsi nella sua carriera parallela, quella di artista dietro a un microfono, avventura che nelle parole dello stesso Lillard ha ispirato anche il titolo del suo secondo lavoro: “Una delle definizioni per il termine ‘confirmed’ è questa: un qualcosa che è diventata un abitudine, che con ogni probabilità non è destinata a cambiare – ha raccontato Dame D.O.L.L.A. nel post di Instagram che ha annunciato la copertina. “C’è sempre stato qualcuno che ha avuto da ridire sul fatto che io trascorressi parte del mio tempo in studio, nonostante in palestra e in campo abbia sempre fatto il mio dovere. Ho sempre creato musica pur giocando a pallacanestro, a ogni livello. Ora questo non è più un esperimento, è il mio secondo album, e merita rispetto. È parte di me, è parte di quello che faccio”. 

Un post condiviso da Damian Lillard (@damianlillard) in data:

Superstar globale, ma Oakland nel cuore

Un rispetto che proprio i grandi nomi del mondo hip hop sono i primi a tributargli, riconoscimento senz’altro apprezzato dalla point guard dei Blazers. Lil Wayne, ad esempio, è il featuring eccellente del primo singolo pubblicato, Run It Up, ma a collaborare con Dame D.O.L.L.A. (un nome che significa Different On Levels that Lord Allows) nel suo secondo album ci sono altri artisti di primo piano come 2 Chainz, Nick Grant e B.J. The Chicago Kid. “Non ho mai avuto problemi con la celebrità”, dice senza falsa modestia Lillard, e le collaborazioni eccellenti lo confermano, ma allo stesso tempo il ragazzo di Oakland non dimentica le sue umili origini, mettendosi a nudo sulla copertina dell’album, dove mostra il suo petto completamente tatuato, “un omaggio alla comunità di Oakland e alla cultura artistica della zona dove sono cresciuto”, spiega. Non l’unico, visto che una delle tracce del suo ultimo lavoro si intitola Marshawn Lynch, omaggio a un altro figlio di Oaktown – e grande amico di Lillard – la superstar della NFL tornata proprio da quest’anno a casa, come running back titolare degli Oakland Raiders. 

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