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NBA, Houston Rockets: esordio per Chris Paul, che resta in panchina nel finale

NBA

Gli Houston Rockets vincono in rimonta contro gli Warriors, tenendo però in panchina Chris Paul negli ultimi cinque minuti scarsi di gioco, fermato da un problema al ginocchio

Nella serata in cui si celebrava il trionfo della passata stagione dei Golden State Warriors, sorridenti e festanti nel pre-partita durante la cerimonia della consegna degli anelli, buona parte delle attenzioni di tifosi e addetti ai lavori erano rivolte anche verso Chris Paul, il colpo di mercato in casa Rockets e l’innesto che Mike D’Antoni e tutta la dirigenza texana sperano permetta a Houston di fare il definitivo passo in avanti anche in post-season. A bordo campo per l’occasione c’era anche Tilman Fertitta, il nuovo presidente dei Rockets, alla sua prima partita ufficiale da proprietario: “È un’emozione incredibile, non mi sarei perso per nulla al mondo la mia prima gara da presidente”, ha raccontato prima di godersi un insperato successo, festeggiato con tanto di abbracci e baci in mezzo al parquet per celebrare il pericolo scampato, dopo che il canestro di Kevin Durant sulla sirena del match aveva inizialmente dato l’illusione della vittoria ai campioni NBA. Un finale di gara disputato senza Chris Paul in campo, rimasto seduto negli ultimi 4:47 a guardare i suoi compagni riacciuffare e poi vincere una partita fondamentale. Una misura precauzionale e non di certo una scelta tecnica, dovuta al riacutizzarsi del problema al ginocchio che nei giorni scorsi lo aveva costretto a saltare l’ultima partita di preseason. “Ho visto che aveva qualche difficoltà a poggiare il peso sulla gamba, per questo ho preferito tenerlo fuori”, ha commentato Mike D’Antoni prima di imboccare il tunnel degli spogliatoi, soddisfatto dalla conquista di un successo che è il miglior viatico per dare il via alla stagione dei Rockets. Paul ha ovviamente accettato la decisione del coach con estrema disponibilità, continuando a incitare i compagni e a sventolare l’asciugamano per festeggiare ogni canestro della rimonta dei texani. È soltanto la prima partita di regular season ed è soprattutto vietato rischiare.

Green fermato nel 4° quarto da un problema al ginocchio

Per l’ex point guard dei Clippers una partita convincente a tratti, chiusa con soli 4 punti a referto e con un paio di triple tentate dal palleggio in transizione che sono un po’ il segno del cambiamento che CP3 dovrà provare a fare nei prossimi mesi. A quello ha comunque aggiunto 8 rimbalzi e 11 assist; segnali più che positivi in una sfida conclusa con -13 di plus/minus a referto. La riscossa infatti è arrivata nel quarto periodo, quando l’infortunio di Draymond Green ha cambiato lo scenario difensivo (e non solo) che i Rockets si sono trovati ad affrontare. Il miglior difensore della passata stagione è stato costretto a uscire sul finire del terzo quarto a causa di una leggera distorsione al ginocchio, subita dopo essere franato sul pubblico al termine di una penetrazione al ferro. Nei primi 36 minuti Green era stato un fattore: 9 punti, 11 rimbalzi e ben 13 assist, in una squadra che sa benissimo di non poter fare a meno di lui. “È la nostra riserva inesauribile di energia e intensità, cosa che è mancata a buona parte del gruppo in questa partita. Quando ancora non sei al massimo della forma, come siamo noi in questo momento, devi riuscire a colmare il gap con l’energia. Appena le cose si sono messe male, invece, non siamo riusciti a invertire la tendenza”. Se lo dice Steve Kerr, bisogna crederci.

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