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NBA, Phoenix Suns: esonerato coach Watson, al suo posto Triano

NBA

A 17 mesi di distanza dall’ultimo esonero nella Lega, i Phoenix Suns hanno licenziato dopo sole tre partite il proprio allenatore, ritenuto la principale causa della pessima partenza della squadra. A preoccupare però è Eric Bledsoe, che ha commentato: “Non vorrei essere qui”

Dopo la stagione da record appena trascorsa per gli allenatori NBA durante la quale nessun coach è stato esonerato, ai Phoenix Suns sono bastate tre sconfitte in questa regular season per decidere di liberarsi di Earl Watson. E così, dopo l’ultimo licenziamento datato 6 maggio 2016 (in quel caso fu Dave Joerger a essere allontanato dalla panchina dei Memphis Grizzlies), cambia il primo allenatore della stagione 2017-18, considerato dal proprietario della squadra dell’Arizona Robert Sarven uno dei maggiori artefici del disastroso inizio di stagione dei Suns. Al suo posto si siederà in panchina come coach ad interim Joe Triano, già assistente di Watson in questi mesi. Phoenix in effetti difficilmente avrebbe potuto iniziare peggio la stagione, incassando nella opening night la peggior sconfitta della sua storia, travolta 124-76 dai Blazers (a sette minuti dal termine Portland era avanti di 58 punti, cinquantotto); un ko bissato poi da quello sfortunato arrivato nel finale di partita con i Lakers e dal secondo sonoro ceffone stavolta incassato dai Clippers. Una squadra senza un’anima, senza alcun tipo di idea o di prospettiva tecnica; queste le ragioni dell’allontanamento del coach, di certo non chiamato a conquistare chissà quali successi con uno dei più giovani roster della Lega, chiaramente improntato al rebuilding e alla costruzione in prospettiva futura. Perdere in queste situazioni non è poi così grave, visto che fa aumentare le possibilità di essere sorteggiati in alto alla lottery – ipotesi da non sottovalutare, considerato il fatto che i Suns non possono fare affidamento sulla fortuna: mai infatti nella sua storia Phoenix ha conquistato una posizione più alta al Draft di quanto le veniva assegnato dalle probabilità alla vigilia. C’è modo e modo però di perdere, soprattutto tenendo conto che questo è il momento ideale da sfruttare per far crescere un gruppo di giovani talenti che potrebbero fare le fortune della squadra in futuro.

Bledsoe e il suo disappunto via Twitter

“Ringrazio la famiglia dei Suns che mi ha accolto in questi mesi, la comunità di Phoenix e tutti quelli che mi hanno supportato durante questa mia favolosa esperienza. La vita ti pone all’improvviso davanti a dei punti di svolta e bisogna essere pronti ad affrontarli”. Così ha commentato l’ex giocatore di Sonics e Thunder il quale, dopo le tredici stagioni trascorse sul parquet (e in cui ha vestito ben sette maglie diverse), è approdato su una panchina NBA un po’ per caso: dopo un solo anno trascorso in D-League come assistente allenatore degli Austin Spurs (la squadra della lega di sviluppo collegata a San Antonio), è stato promosso subito in NBA al fianco di Jeff Hornacek sulla panchina dei Suns, di cui prese il posto nel 2016 inizialmente come coach ad interim dopo il suo esonero, per poi essere confermato per tutta la scorsa stagione. Watson saluta dunque i Suns con un record di 33 vittorie e 85 sconfitte, con il quale però non sarebbe giusto valutare e pesare il suo lavoro. Ciò che più preoccupa la squadra adesso infatti è la reazione dei giocatori, chiamati a una riscossa che dovrà partire da Eric Bledsoe, leader tecnico del roster. Il miglior realizzatore di Phoenix però, appena saputa la notizia, ha twittato tutto il suo disappunto per la situazione che si sta vivendo in Arizona: “Non vorrei essere qui”, un cinguettio e un malessere con il quale la dirigenza dovrà fare i conti nei prossimi mesi.

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