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NBA, insieme a te non gioco più: Mirotic chiede la cessione se Portis rimane

NBA
Nikola Mirotic, 26 anni, rimarrà fuori per 6-8 settimane dopo il pugno ricevuto dal compagno (foto Getty)
mirotic

L'ala dei Bulls ha reso noto alla dirigenza che preferirebbe essere scambiato piuttosto che giocare di nuovo con il compagno di squadra che lo ha mandato all'ospedale. Una situazione difficilissima per la dirigenza, che attraverso il GM Paxson ha dichiarato che prenderà la migliore decisione per i propri interessi

Che la situazione in casa Chicago Bulls non si potesse risolvere a “tarallucci e vino” era ampiamente scontato, ma forse non ci si aspettava che tra Nikola Mirotic e Bobby Portis si arrivasse subito all’aut-aut. L’ala spagnola ha infatti reso noto che, se la squadra non deciderà di liberarsi di Portis, preferirebbe essere scambiato piuttosto che ritornare a condividere lo spogliatoio con il giocatore che lo ha mandato in ospedale. L’episodio è ormai di dominio pubblico: durante un allenamento prima dell’inizio della stagione, i due si sono scambiati parole di fuoco – e gli stessi Bulls hanno riferito che è stato Mirotic ad aggredire per primo – fino a venire alle mani, con Portis che ha tirato un pugno al compagno di squadra procurandogli due fratture al volto e una commozione cerebrale. Proprio quest’ultima ha impedito allo spagnolo di sottoporsi all’operazione chirurgica per ridurre le fratture, tanto che al momento si sta considerando anche la terapia conservativa, ma quello che è certo è che Mirotic non intende far passare sotto silenzio quanto successo e che le sanzioni date a Portis – otto partite di sospensione, ma con la possibilità di allenarsi col gruppo – non gli hanno fatto piacere. Di fatto, quello proposto dall’ala tiratrice è un “o me o lui”: Mirotic non ha risposto ai messaggi che Portis ha provato a mandargli (e non ha accettato le scuse pubbliche) e le possibilità che i due tornino a poter condividere la stessa maglia sono minime – nonostante questa rimane la speranza della dirigenza.

Paxson: "Faremo la cosa migliore per i Chicago Bulls"

Il GM della squadra John Paxson ha parlato ai giornalisti di Chicago sulla situazione: “Non entrerò nei dettagli di quanto discusso con gli agenti o con i giocatori: quello che posso dire è che siamo molto sensibili a tutta la questione e a quello che Niko sta passando fisicamente e mentalmente. Dobbiamo essere pazienti: non è una cosa che si risolverà da un giorno all’altro” ha dichiarato in una conferenza stampa improvvisata, in cui comunque ha sottolineato che alla fine la decisione sarà presa nei migliori interessi dei Bulls. La franchigia si trova in una situazione scomoda a livello di contratti: l’opzione da 2.5 milioni per il quarto anno del contratto da rookie di Portis è stata esercitata, quindi l’ala rimane sotto il controllo dei Bulls per questa e per la prossima stagione; quello di Mirotic invece era appena stato rinnovato per 27 milioni complessivi equamente divisi, con un primo anno a favore del giocatore (che ha la possibilità di vietare qualsiasi trade) e il secondo con opzione a favore di Chicago, che può decidere se tenerlo o meno. In ogni caso, Mirotic non può essere scambiato fino al 15 gennaio – una timeline che rende ancora più difficile pensare a una riconciliazione tra i due. “Non abbiamo una risposta su chi dovremo scegliere tra i due” ha detto Paxson. “La speranza è che, con il passare del tempo, possa tornare a esserci della comunicazione affinché si risolva tutto. Ma questa è una situazione unica nel suo genere. Siamo a supporto di Niko per quello che sta affrontando, ma supportiamo anche Bobby, che è parte della nostra squadra. Ci sono sempre due parti da considerare: abbiamo dato a Bobby una punizione senza precedenti e abbiamo consultato la lega per prendere la decisione più giusta. Siamo sicuri che abbiamo fatto la cosa migliore. Capisco la posizione di Niko, stiamo cercando di lavorare con i suoi agenti per trovare la soluzione migliore. Ma non possiamo fare qualcosa tanto per farla: deve essere anche nei nostri migliori interessi”.

Disciplina vs. leadership: cosa scegliere?

La dirigenza si trova in una situazione scomoda anche per i diversi caratteri dei due giocatori e il momento storico di totale ricostruzione che sta affrontando la squadra. Il nuovo corso dei Bulls vuole puntare sulla fame, sull’etica del lavoro e sulla gioventù dei propri giocatori, e nonostante quello che ha fatto Portis rimane uno dei leader del gruppo – tanto che è stato lui a organizzare e guidare i compagni negli allenamenti di gruppo prima dell’inizio della stagione. Dall’altro lato, Mirotic non ha partecipato a Eurobasket con la nazionale spagnola e non ha fatto molto altro oltre a tirare e lavorare in palestra (sfiorando i 120 kg di peso) proprio per la complicata situazione del suo contratto – tanto è vero che non ci sono sue foto con la nuova maglia dei Bulls, visto che nel giorno del Media Day non aveva firmato il suo accordo con la franchigia. Quello che è sicuro, comunque, è che quando e se i due torneranno in squadra troveranno il posto e il minutaggio occupato da Lauri Markkanen, forse la nota più lieta di tutto l’inizio di stagione dei Chicago Bulls.

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