A 13 mesi di distanza dalla rottura del tendine d’Achille, Dejounte Murray ha fatto il suo ritorno in campo per i New Orleans Pelicans, segnando 13 punti nella vittoria di questa notte contro i Golden State Warriors. "Avrei potuto rimanere fuori per tutto l’anno, ma amo il gioco e voglio rappresentare la città di New Orleans. Non è una questione di soldi, fama o stile di vita: è l’amore per la pallacanestro" aveva detto prima della partita
Pur dovendo ancora compiere 30 anni, Dejounte Murray ha già vissuto numerose vite nella sua carriera NBA. Da scelta numero 29 del Draft del 2016 per i San Antonio Spurs fino a diventare All-Star nel 2021-22 sfiorando la tripla doppia di media fino a essere ceduto ad Atlanta e successivamente a New Orleans, lo scorso 31 gennaio del 2025 ha subito la rottura del tendine d’Achille, dovendosi fermare per un anno intero. Come ha detto lui stesso avrebbe potuto "dare su" l’intera stagione 2025-26, anche perché i Pelicans non hanno più nulla da chiedere alla stagione se non dare la peggior scelta possibile agli Atlanta Hawks, eppure a 24 gare dalla fine Murray ha deciso di tornare in campo, a 13 mesi di distanza dal terribile infortunio che ha interrotto dopo sole 31 gare la sua avventura ai Pelicans. "Ci sarebbero state tante scuse per dire 'Nah, non gioco'. Ma io sono fatto in un’altra maniera" ha detto ieri durante l’ultimo allenamento, in cui aveva detto di essere pronto per giocare. "Quello che ho dovuto affrontare è tutta motivazione: avrei potuto rimanere fuori per l’intera stagione ed essere pagato comunque, ma amo il gioco e voglio poter scendere in campo non solo per la mia famiglia o per l’organizzazione, ma per la città di New Orleans. Non mi interessa dei soldi, della fama o dello stile di vita: amo questo gioco e proverò a dare tutto quello che posso fino alla fine. E ho davanti a me ancora la mia pallacanestro migliore".
Come è andato il ritorno in campo di Murray
Murray ha effettivamente fatto il suo ritorno in campo partendo in quintetto per i Pelicans contro i Golden State Warriors, realizzando 13 punti in 25 minuti con 2 rimbalzi, 3 assist, 1 recupero, 5 palle perse e 5/11 al tiro nel successo per 113-109. Un ritorno che ha di fatto retrocesso Jeremiah Fears, guardia scelta alla 7 dell’ultimo Draft, di nuovo in panchina: "Ma lui è il futuro, ha un grande potenziale" ha detto Murray calandosi nel ruolo di mentore. "Il mio lavoro è continuare a essere un professionista, lavorare sul mio gioco e mostrargli cosa bisogna fare. È un giovane con grande sicurezza nei suoi mezzi, ma deve capire che ci sono molti alti e bassi". E sul suo futuro, dopo che la dirigenza che lo ha scelto (quella capitanata da David Griffin) è stata sostituita la scorsa estate, si è detto fiducioso del suo rapporto con Joe Dumars: "E comunque non importa chi è nella dirigenza o nel coaching staff: dobbiamo solo andare in campo e giocare duro nella maniera giusta" ha aggiunto.