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NBA, percentuali al tiro disastrose per Lonzo Ball: "È un tarlo nella mia testa"

NBA

Impietose le statistiche al tiro per la matricola dei Lakers: ha le percentuali peggiori di tutta la lega per le conclusioni nell’area dei tre secondi, e il secondo peggior dato per quelle fuori dal pitturato. “È solo questione di tempo", dice Luke Walton

C’erano un palcoscenico importante, gli avversari storici, la televisione nazionale. Ma è arrivata un’altra partita da dimenticare, almeno al tiro: contro i Boston Celtics Lonzo Ball ha chiuso con 4/15 al tiro e una sola tripla a segno su cinque tentativi. Niente di nuovo, verrebbe da dire, visto che l’attesissima matricola dei Lakers non ha raggiunto il 30% al tiro in 8 delle 11 gare finora disputate. Le percentuali di stagione del n°2 gialloviola sono al momento fortemente deficitarie: il 29.5% dal campo, il 23.1% da tre punti, per un giocatore che con la maglia di UCLA al college aveva chiuso la sua unica annata con il 55% dal campo e il 41% dall’arco. “Devo essere onesto, è diventato un tarlo che ho nella mia testa ora”, ha ammesso il rookie di L.A. dopo la sconfitta contro Boston. “So di saper tirare, per cui devo solo restare positivo e continuare a lavorare duro. È una stagione lunga, sono sicuro che alla fine i risultati arriveranno e parleranno da soli”. L’atteggiamento è quello giusto – “ora non entrano, ma continuerò a tirare”, promette Ball – e a dargli coraggio arrivano anche le parole del suo allenatore e di qualche avversario eccellente: “In allenamento lo vedo mettere anche 10 tiri in fila, talento e abilità sono tutte lì da vedere. È solo una questione di tempo, le sue percentuali cresceranno”, il commento di Luke Walton, mentre Kyrie Irving è ancora più generoso verso il suo avversario di giornata: “È alto 1.98, incredibile in transizione, a mio avviso sta facendo un ottimo lavoro nel condurre la sua squadra cercando di mettere ogni suo compagno nelle migliori condizioni possibili. Più si alza il ritmo, più si trova a suo agio in campo, ma puoi vedere nei suoi occhi la voglia di competere e di misurarsi con i migliori. Certo, ci saranno serate in cui difensivamente farà parecchia fatica”, l’ammissione del n°11 di Boston. 

Il problema è il tiro

La gara contro i Celtics è un microcosmo significativo dell’avvio di stagione di Ball. Molto positivo per certi versi, nella sua capacità di poter contribuire in tanti aspetti del gioco, da vero all-around (6 assist, 5 rimbalzi e 4 stoppate anche contro Boston) e nelle visioni di gioco dimostrate, ma terribile nella fase realizzativa, dove uno stile di tiro non certo ortodosso si è rivelato finora anche tutt’altro che efficiente. Quanto? I dati sono impietosi: oggi Lonzo Ball è il peggior tiratore NBA in the paint, nell’area dei tre secondi (titolare del 34.4%) e il secondo peggiore fuori dal pitturato (solo il 25% per lui). A Los Angeles ci vuole pazienza, ma tifosi e soprattutto dirigenza non devono dimenticare il master plan della franchigia, che prevede in estate l’assalto a due grandi nomi tra i free agent che potrebbero dalla prossima stagione assicurare quei punti e quella pericolosità offensiva che magari oggi Ball non porta in dote. Più importante, invece, che la matricola dei Lakers impari a dettare i ritmi di gioco e che non perda fiducia nel suo gioco: “È quello che continuo a dirgli – la testimonianza dell’altra matricola gialloviola, Kyle Kuzma – perché è molto severo con se stesso: Lonzo vuole giocare meglio, io gli dico sempre di continuare a essere aggressivo perché quando gioca con fiducia è davvero difficile da marcare”. Se poi ogni tanto segnasse anche da fuori…

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